Da pochi spiccioli ai milioni: è Boetti. Christie’s lo celebra con una mostra

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Era appena inizio millennio quando le opere di Alighiero Boetti costavano poche decine di migliaia di euro (dieci anni prima, anche meno di un milione di lire). Da allora, l’ascesa dell’artista torinese dei ricami e degli “scarabocchi” con le biro non si è fermata. Meno di un anno e mezzo fa ha ottenuto il suo record personale; oggi Christie’s Londra gli rende onore con una retrospettiva in vista della prossima asta

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Ricamata, scritta a penna, letterata: la mostra di Boetti da Christie’s Londra 

A inizio anni ’90 costavano meno di un milione di lire. Oggi, non si portano a casa se non si sborsano (almeno) due milioni di euro. Cosa? Le Mappe di Alighiero Boetti (1940-1994), artista dell’arte povera (e concettuale) di cui ricorre quest’anno il trentennale della scomparsa, da diversi anni fra i più acclamati nelle aste internazionali. Le Mappe, così come gli Arazzi, sono le serie di Boetti più richieste dai collezionisti essendo le più rappresentative dell’artista. L’ultimo suo record personale spetta proprio a una imponente Mappa ricamata nel triennio storicamente cruciale 1989-1991, proveniente dalla collezione Carraro e piazzata da Sotheby’s New York New a 8,8 milioni di dollari nel novembre 2022. Il prezzo più elevato del 2023 invece è stato realizzato da Christie’s (3,9 milioni di dollari per Ammazzare il tempo, 1979). Ed è proprio Christie’s Londra a tenere in questi giorni (19-27 febbraio 2024) una deliziosa esposizione in vista dell’asta 20th / 21st Century: London Evening Sale del 7 marzo 2024 (e della Post-War and Contemporary Art Day Sale del 9 marzo). Di «esposizione di un gruppo di opere fondamentale, che catturano la sua straordinaria visione del mondo» parla Mariolina Bassetti, presidente di Christie’s Europa. 

Alighiero e Boetti, una retrospettiva in piena regola

La mostra, in cui è raccolta una trentina di opere, ha il sapore della retrospettiva: oltre alle celeberrime opere della serie Arazzi, ci sono le Biro, le Mappe, Tutto e persino alcune Vernici industriali risalenti agli inizi della carriera di Alighiero (Rosso Gilera 60 1232 e Beige sabbia 583 del 1967, tavole quadrate con lettere di sughero che scrivono il nome e il codice della relativa vernice industriale per automobili). 

Uno dei lotti a maggior valutazione è Mettere al mondo il mondo, splendida biro da tre metri per mezzo metro, del 1974: si parte da una base di 650.000 sterline



Mettere al mondo il mondo

Le opere a biro hanno registrato negli ultimi anni un’impennata di valore come nessun’altra. All’inizio del millennio, il prezzo massimo per uno di questi adorabili scarabocchi era in asta di circa 40.000 sterline; nell’ottobre del 2022, Ononimo (fusione delle parole “anonimo” e “omonimo”), opera prodotta con biro rossa nel 1973, è stata venduta per 2.262.000 euro (Christie’s Parigi). A partire dal 1971 l’artista di firma con “Alighiero e Boetti”.

La fascinazione per l’Afghanistan 

Tornando alle altre star del mercato, ovvero i ricami, sono in catalogo anche i 25 arazzi del 1988 Cinque x cinque venticinque. In ogni pannello si può leggere in verticale il titolo dell’opera, eseguendo al contempo la moltiplicazione quadrata che descrive. 



Cinque per cinque venticinque, 1988

Le opere della serie Arazzi – ricamate in Afghanistan – sono fra le più significative di tutto il corpus boettiano anche per il loro essere manifestazione di inaspettati legami con la storia della sua famiglia. Queste griglie a mosaico di singole lettere si combinano in parole e frasi che lo spettatore deve decifrare (leggendo dall’alto verso il basso, dalla colonna di sinistra a quella di destra). Sono suggestioni riconducibili alla vita di un antenato dell’artista, il monaco domenicano Giovanni Battista Boetti (XVIII secolo), convertitosi all’Islam durante una missione a Mosul. Dopo la conversione, il monaco avrebbe cambiato il suo nome in sceicco Mansur e guidato una ribellione cecena contro la Russia di Caterina la Grande. 

Volere “Tutto”: l’olismo di Boetti

Tutto (1988, stima: 550.000-750.000 sterline) è un’opera affascinante, dell’omonima serie matura di Alighiero Boetti. Tra le ultime opere ricamate realizzate dall’artista, questi arazzi multicromatici e dinamici rappresentano una sintesi della sua opera e cercano di visualizzare il “tutto” dell’esperienza umana. 



Tutto

Nelle parole dello stesso artista: «Ho chiesto ai miei assistenti di disegnare tutto, tutte le forme possibili, astratte o figurative, e di amalgamarle fino a saturare il foglio di carta. Poi ho portato il disegno in Afghanistan per farlo ricamare con 90 tipi di fili di colore diverso, a patto che ce ne fosse una quantità uguale di ciascuno. I diversi colori di ogni forma sono scelti dalle donne. Per evitare di stabilire una gerarchia tra loro, li uso tutti». Boetti scelse i vari oggetti da raffigurare da enciclopedie, libri di scuola, riviste e giornali. 

Tessa Lord, director, senior specialist, post-war and contemporary art, Christie’s Londra: «Siamo lieti di poter presentare questo straordinario gruppo di opere di Alighiero Boetti che mettono in luce le sue osservazioni enigmatiche. Dai primi lavori che catturano lo spirito nascente del movimento dell’Arte Povera, passando per alcune delle serie più iconiche di Boetti, tra cui Mappe, Arazzi, Biro, Aerei e Tutto, fino ai pezzi creati pochi anni prima della sua morte, avvenuta nel 1994, questa mostra coincide con il 30° anniversario della morte dell’artista e testimonia la pratica che Boetti ha portato avanti per tutta la vita, interrogandosi sui misteri e le contraddizioni dell’esistenza umana. Con opere selezionate che verranno proposte nell’ambito della prossima stagione di marzo, questa mostra dipinge un quadro ricco e lucido di un artista che ha trascorso la sua vita a “dare tempo al tempo”, a conciliare “ordine e disordine” e a “portare il mondo nel mondo” – “mettere al mondo il mondo”».


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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