Al Capone segreto, in asta i suoi beni personali

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Si terrà l’8 ottobre 2021 l’asta completamente dedicata ad Al Capone, figura leggendaria della criminalità americana. Tra gli oggetti di culto in catalogo la sua arma preferita, una pistola Colt semi-automatica Modello 1911 calibro 45, e ancora gioielli, oggetti d’antiquariato e foto di famiglia

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Si chiama “Favorite”, la “preferita” in italiano, ed è la pistola prediletta di Al Capone. Si tratta di una Colt semi-automatica Modello 1911 calibro 45 con qualche segno di usura ma in eccellenti condizioni generali.

È il lotto n. 49 dell’asta “A Century of Notoriety: The Estate of Al Capone” dedicata agli oggetti personali del noto criminale americano di origini italiane che si terrà l’8 ottobre a Sacramento, in California, presso la casa d’aste Witherell’s. La pistola ha una quotazione stimata tra i 100 mila e i 150 mila dollari ma parte da una offerta minima di 50 mila dollari. È il top lot del catalogo per valore stimato.

In asta, tuttavia, troviamo non solo le armi appartenute al grande gangster e a suo figlio Sonny ma anche oggetti di antiquariato, orologi, gioielli, lettere scritte dal carcere e altri oggetti della moglie Mae Capone.

Molto ampia la fascia di prezzo degli oggetti da collezione in catalogo.

Si parte dai 100 dollari o poco più di offerta minima per alcune porcellane tedesche in stile Dresda o per le fotografie vintage con ritratti personali di Al Capone e della sua famiglia, per le armi da fuoco di piccolo calibro e i coltelli a lama fissa o a serramanico e per gli orologi da polso e da tasca.

Le basi d’asta salgono fino a qualche migliaio di dollari per i mobili di antiquariato, piccoli gioielli, argenteria e servizi da tavola. Sopra i 10 mila dollari troviamo le lettere scritte dal carcere di Alcatraz al figlio Sonny, con base d’asta di 12.500 dollari e stima di 25.000 – 50.000 dollari, e, alla medesima base d’asta e stima, l’orologio da tasca Patek Philippe in platino con 90 diamanti singoli. A salire di prezzo troviamo la seconda pistola per importanza appartenuta a Al Capone, una Colt Modello 1908 calibro 380, con base d’asta di 15 mila dollari e stima di 30.000 – 60.000 dollari. Complessivamente sono 174 i lotti in catalogo.

La provenienza degli oggetti è direttamente da Al Capone al figlio Sonny e da questi alle sue figlie che ora li hanno affidati alla casa d’aste per la vendita. I beni provengono tutti dagli eredi e non sono mai stati ceduti prima a terzi. L’autenticità e la proprietà dei lotti è certificata dalle nipoti che hanno deciso per la vendita in considerazione della loro avanzata età e per evitare che gli oggetti si disperdano. Ma anche con l’intento di raccontare un tratto inedito del loro nonno. Si sa tutto o quasi del profilo criminale del gangster e ora, con questa raccolta di beni personali tratti dall’abitazione in cui Al Capone ha vissuto con la moglie e il figlio, si vuole tratteggiare anche il profilo dell’uomo e del suo attaccamento alla famiglia. Dalle lettere e dalle fotografie emerge un ritratto personale e segreto tenuto ben nascosto dall’immagine di spietato killer e di freddo affarista delineato dai media e dalle notizie sin qui accessibili.

Sono le nipoti a custodire la storia dei principali cimeli in catalogo e a conservare il ricordo dell’affetto che si respirava nell’intimità della famiglia. E spiegano che l’oggetto a cui Al Capone era più affezionato è un astuccio portafiammiferi con dettagli in oro e tempestato da 63 diamanti che disegnano le lettere “AC”. Si tratta del lotto n. 122 con base d’asta di 1.250 dollari e stima di 2.500 – 5.000 dollari che il nonno portava sempre con sé e utilizzava quando fumava i suoi sigari preferiti.

alessandro@we-wealth.com


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di Alessandro Montinari

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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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