Aiuti al real estate: rivalutazione gratuita per alberghi e terme

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Al fine di sostenere il settore alberghiero e termale, il decreto liquidità ha introdotto la rivalutazione gratuita, contabile e fiscale, degli alberghi e delle terme. Ecco i punti salienti della nuova disposizione

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Con il decreto liquidità, convertito in legge lo scorso 5 giugno 2020, è stata introdotta la possibilità per le società operanti nel settore alberghiero e termale di rivalutare gratuitamente ai fini contabili e fiscali i beni di impresa (beni materiali e immateriali e partecipazioni in società controllate e collegate), diversi da quelli destinati alla vendita, risultanti nel bilancio di esercizio in corso al 31 dicembre 2019.
L’opzione, non contenuta nel testo del decreto precedente la conversione, è stata introdotta al fine di sostenere il settore alberghiero e termale, colpito dalle conseguenze dell’emergenza covid-19. La disposizione, in sintesi, prevede quanto segue:

  • Destinatari della rivalutazione: le società di capitali e gli enti pubblici e privati residenti in Italia, nonché le società e gli enti non residenti con stabile organizzazione in Italia, operanti nel settore alberghiero e termale, che utilizzano i principi contabili nazionali; la normativa sembra destinata ai soggetti che, unitamente agli immobili, si occupano della gestione alberghiera/termale; tale approccio sarebbe in linea con l’esenzione dal pagamento del primo acconto Imu (introdotta dal decreto rilancio) prevista per i proprietari di hotel che siano anche gestori;
  • Oggetto della rivalutazione: beni materiali e immateriali e partecipazioni in società controllate e collegate risultanti nel bilancio di esercizio in corso al 31 dicembre 2019; la rivalutazione deve riguardare tutti i beni della stessa categoria;
  • Tempistica della rivalutazione: la rivalutazione deve essere eseguita in uno o in entrambi i bilanci successivi a quello relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2019;
  • Riconoscimento della rivalutazione:

  1. i maggiori valori dei beni sono riconosciuti ai fini fiscali (per la determinazione degli ammortamenti, etc.), senza che alcuna imposta sia dovuta, a decorrere dall’esercizio in cui la rivalutazione è effettuata. Il legislatore riconosce dunque, contrariamente a quanto avvenuto in passato, immediata efficacia alla rivalutazione, con il chiaro scopo di sostenere il settore.
    In caso vendita e assegnazione ai soci, in linea con l’approccio ordinariamente adottato per le rivalutazioni, è invece previsto un lock-up periodo. In particolare, per la determinazione della plusvalenza/minusvalenza si considera il valore non rivalutato qualora la cessione avvenga prima di quattro anni;
  2. il saldo attivo di rivalutazione deve essere imputato a capitale o riserva e può essere affrancato con il pagamento di un’imposta sostitutiva del 10%.

La norma dovrebbe consentire, tramite la rivalutazione gratuita degli asset, di dotare di patrimonio netto le società del settore alberghiero e termale, i cui bilanci sono duramente colpiti dall’effetto della crisi covid-19.


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di Elena Cardani

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Tax partner dello studio tributario e societario Deloitte, è esperta di fiscalità immobiliare. Assiste investitori nazionali e internazionali nelle operazioni di M&A, con specifico focus ai deal immobiliari. Ha significativa esperienza nella fiscalità dei fondi immobiliari e delle Sicaf. Si occupa inoltre della fiscalità connessa alle operazioni di finanziamento.

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