Abi: case verde per spingere gli investimenti immobiliari

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Al via un tavolo tecnico che ha come obiettivo favorire la riqualificazione energetica degli immobili e spingere sempre di più gli investimenti immobiliari

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L’obiettivo del  tavolo tecnico è quello di rafforzare il dialogo tra i principali interlocutori pubblici e privati al fine di individuare gli strumenti più idonei a valorizzare le informazioni disponibili sulle prestazioni energetiche degli immobili e favorire l’accesso al credito per la ristrutturazione edilizia ai fini di efficientamento energetico

L’Abi ha aderito ai principi Onu per un’attività bancaria responsabile che impegna il mondo della finanza

Efficienza energetica e riqualificazione del patrimonio immobiliare, come volano per la crescita economica. La riqualificazione energetica degli edifici, pubblici e privati, può infatti rappresentare la chiave per accelerare gli investimenti e valorizzare il mercato immobiliare italiano. Questo quanto emerso dal “Tavolo tecnico per favorire la riqualificazione energetica degli immobili”, promosso da Abi e riunitosi a Roma con la presenza di rappresentanti della Direzione generale energia della Commissione europea, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Banca d’Italia, del ministero dell’ambiente, del ministero dell’economia, del ministero dello sviluppo economico, di Abi Lab, di Ance, dell’Ania, delle Associazioni dei consumatori, di Confedilizia, dell’Enea e della Federazione Ipotecaria Europea.

L’obiettivo che si pone il “Tavolo” è quello di rafforzare il dialogo tra i principali interlocutori pubblici e privati al fine di individuare gli strumenti/iniziative più idonei a:

  • valorizzare le informazioni disponibili sulle prestazioni energetiche degli immobili,
  • favorire l’accesso al credito per la ristrutturazione edilizia ai fini di efficientamento energetico,
  • stimolare un rinnovamento culturale sulla convenienza economica di abitare una “casa verde” o sull’impatto positivo del grado di efficienza energetica sul valore di mercato degli immobili.

Proprio per questo l’Abi ha aderito ai principi Onu per un’attività bancaria responsabile che impegna il mondo della finanza a orientare le proprie strategie aziendali in vista di un sempre minor impatto sull’ambiente.

Il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, ha descritto “la relazione fra banche e fintech come complementare. Le fintech hanno la capacita’ innovativa, maggiore flessibilità, magari un miglior time to market, ma spesso mancano di una base di clientela, dei capitali per gli investimenti in grado di portare su larga scala la loro innovazione, e mancano di una cultura delle regole: tre caratteristiche che sono del settore bancario”. La cooperazione, dunque, secondo Sabatini “e’ naturale. Diverso e’ il tema delle big tech, operatori che operano su scala multinazionale, spesso sfuggono al quadro delle regole, sfruttano la capacita’ di operare su più giurisdizioni anche per vantaggi fiscali”.


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di Redazione We Wealth

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