Transizione climatica: monitorare i costi per cogliere le opportunità

La transizione climatica non è esente da rischi e costi, ma monitorarli potrebbe aiutare nell’identificare i settori che più si avvicinano agli obiettivi sostenibili

WW Snippets test

La transizione climatica rappresenta un’importante sfida per i governi che la promuovono ma anche per le aziende, tenute a cambiare le proprie strategie operative per adattarsi agli obiettivi sostenibili. Il cambiamento climatico è dunque necessario, ma non è esente da rischi e costi, misurati attraverso il Climate Value Impact (CVI).

Climate Value Impact, di che cosa si tratta

“Il CVI fornisce una nozione quantificata della probabilità che le aziende siano esposte positivamente o negativamente agli effetti reali e politico-economici della transizione climatica” spiegano Thomas Höhne-Sparborth e Michael Urban, Senior sustainability analysts di Lombard Odier Investment Managers (LOIM). Il CVI comprende dunque rischi transitori, fisici e di responsabilità.
Tra questi rischi, gli esperti di LOIM ne hanno individuati quattro principali: l’impatto dovuto alla regolamentazione, che se non rispettata potrebbe far perdere ad alcune aziende la licenza di operare; l’aumento sia delle spese in conto capitale, che dei costi operativi legati alla riduzione delle emissioni attraverso l’utilizzo di tecnologie di decarbonizzazione; l’aumento delle spese legate alle emissioni del carbonio (carbon pricing) e della tassazione per chi non rispetta parametri sostenibili (sono questi due dei punti sui quali si basa la proposta Fit for 55 promossa dalla Commissione Europea lo scorso 14 luglio, pronta per l’avvio dell’iter di approvazione definitiva); infine, la “distruzione” della domanda da parte dei consumatori verso quei settori più inquinanti, tra cui i combustibili fossili, i viaggi aerei, i motori tradizionali e la carne.

Principali categorie di aziende rispetto al loro profilo CVI

La valutazione CVI permette di effettuare anche una profilazione delle aziende in base all’impatto del loro operato sull’ambiente.
Un primo cluster appartiene a quelle realtà con bassa esposizione al carbonio, ovvero “aziende di settori in cui si prevede che la transizione climatica avrà un impatto finanziario limitato”, sia in positivo, che in negativo, spiegano gli esperti di LOIM. “Questa categoria include la maggior parte dei settori a ridotte emissioni di CO2, dove i costi di transizione sono generalmente bassi”.
Un secondo cluster, più interessante, riguarda quelle aziende positivamente correlate con l’impatto climatico, come ad esempio le società di energie rinnovabili o i produttori di veicoli elettrici. “Le aziende facenti parte di questi settori sono generalmente esposte positivamente alla transizione climatica, ovvero tendono a offrire prodotti e servizi che trarranno vantaggio dall’aumento della domanda con il progredire della transizione” affermano dalla società.
Infine, la categoria che più è di supporto nel raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi è quella delle aziende che operano in settori ad alto impatto di transizione. Fanno parte di questa categoria industrie che producono energia, acciaio, vetro o cemento. “Queste società sono altamente esposte al CVI e, se questa esposizione è positiva o negativa, dipenderà in gran parte dalle loro strategie di transizione” commentano gli esperti.
“Quest’ultima categoria” concludono “rappresenta forse la categoria più importante da comprendere per gli investitori” in un’ottica di investimento di portafoglio a medio-lungo termine.

di Gloria Grigolon

WW Snippets test

Domande frequenti su Transizione climatica: monitorare i costi per cogliere le opportunità

Cos'è il Climate Value Impact (CVI)?

Il Climate Value Impact (CVI) è una misura quantificata della probabilità che le aziende siano esposte positivamente o negativamente alla transizione climatica. Fornisce una valutazione del rischio e delle opportunità finanziarie legate al cambiamento climatico per le imprese.

Perché è importante monitorare i costi della transizione climatica?

Monitorare i costi è fondamentale per identificare le opportunità che emergono dalla transizione climatica. Comprendere l'impatto finanziario permette alle aziende di adattare le proprie strategie e di investire in modo sostenibile.

Qual è la sfida principale per le aziende nella transizione climatica?

La sfida principale per le aziende è adattare le proprie strategie operative per allinearle agli obiettivi di sostenibilità. Questo richiede un cambiamento significativo nei processi aziendali e negli investimenti.

Qual è il ruolo dei governi nella transizione climatica?

I governi hanno un ruolo chiave nel promuovere la transizione climatica. Essi incentivano le aziende ad adottare pratiche sostenibili e a ridurre il loro impatto ambientale.

La transizione climatica comporta solo rischi per le aziende?

No, la transizione climatica comporta sia rischi che costi, ma anche opportunità per le aziende. Il CVI aiuta a valutare sia gli aspetti negativi che quelli positivi legati al cambiamento climatico.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

Fai rendere di più la tua liquidità e il tuo patrimonio. Un’opportunità unica e utile ti aspetta gratuitamente.

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N. 67 – aprile 2024
Magazine 66 – marzo 2024
Guide
Design

Collezionare la nuova arte fra due millenni

INVESTIRE IN BOND CON GLI ETF

I bond sono tornati: per anni la generazione di income e la diversificazione del rischio erano state erose dal prolungat...

Dossier, Outlook e Speciali
Più dati (e tech) al servizio del wealth
Il Trust in Italia