Asset immobiliari quotati e non: ecco come combinarli insieme

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L’apparente disallineamento nel pricing dei fondi immobiliari quotati e delle loro controparti scambiate nei mercati privati cela interessanti opportunità di investimento per il 2023

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Nuovo anno, nuova vita, anche per i portafogli d’investimento. Tra le tante sfide e opportunità che il 2023 riserva agli investitori, un interessante strumento per diversificare le strategie è dato dai fondi di investimento immobiliari quotati o Reit (Real Estate Investment Trusts). Il motivo? La discrepanza tra il pricing di questi ultimi e quello delle loro controparti non quotate. Ogni volta che i rendimenti dei Reit quotati hanno sottoperformato quelli dei fondi immobiliari privati si è poi assistito ad un rapido capovolgimento di situazione nel breve-medio termine, spiegano gli esperti del Portfolio Construction and Strategy Team di Janus Henderson Investors. Vediamo perché e che cosa ciò significa per gli investitori del settore immobiliare.

Asset simili, price timing differenti

Molte discrepanze di prezzo tra REIT pubblici e immobili privati non sono dovute a una differenza nella composizione del fondo, ma semplicemente a causa dei lenti processi di prezzo dei mercati immobiliari privati che si svolgono nel corso di trimestri o anni rispetto al pricing dei REIT pubblici che vengono scambiati quotidianamente, in quanto tali tendono a “prezzare” nuove informazioni come tassi di interesse più elevati e rischio di recessione nel giro di pochi giorni o settimane. Al contrario, non esiste un mercato di terze parti per i fondi immobiliari privati e i gestori di questi fondi si affidano invece a valutazioni e analisi desktop per riportare una valutazione ai propri investitori su base mensile o trimestrale.

Alla fine del terzo trimestre dello scorso anno, i Reit quotati negoziavano a un prezzo medio inferiore di circa il 28% rispetto a quello del loro NAV (net asset value). “Siamo partiti da questo dato e lo abbiamo messo a confronto con le serie storiche adottando per i Reit quotati uno scenario leggermente più ottimista, ipotizzando il delta intorno al 20%. Dopodiché abbiamo osservato la performance storica dei REIT quotati rispetto alle loro controparti private a distanza di uno, due e tre anni”. Il risultato, commentano gli esperti di Janus Henderson Investors, è stato molto interessante.
Com’è possibile osservare nel grafico sottostante, a seguito di un delta ? 20% tra il prezzo di negoziazione e quello del loro NAV, i Reit hanno di regola sovraperformato le loro controparti negoziate sui mercati privati in maniera notevole. Ma non è tutto: “Questo tipo di andamento si è ripetuto storicamente nel tempo. i Reit quotati hanno infatti sovra-performato le loro controparti negoziate sui mercati privati il 100% delle volte su periodi di due e tre anni successivi rispetto al momento di divergenza e l’86% dei periodi di un anno.” 

 Fonte: Morningstar Direct, Public REITs: FTSE Nareit All Equity REITs TR USD, Private Real Estate: NCREIF Fund ODCE, 1 gennaio 1990 – 30 settembre 2022; Dati del discount-to-Nav di Green Street Advisors

Un ‘enigma’ per gli operatori del real estate…

I dati pongono coloro che investono in real estate dinnanzi ad un enigma. Da un lato, infatti, i dati storici mostrano che il mercato immobiliare non quotato si avvia verso un periodo di sottoperformance rispetto alla sua controparte quotata, verso la quale risulterebbe logico riposizionarsi. Dall’altra, tuttavia, il real estate è un mercato che tradizionalmente è allergico alle logiche di medio e soprattutto breve periodo. “Nelle nostre considerazioni di portafoglio – spiegano gli esperti di Janus Henderson Investors – l’illiquidità tipica del mercato immobiliare privato, piuttosto che essere vista come un intralcio è spesso invece percepita dai gestori come un vantaggio per il cliente finale. La difficoltà di vendere in breve tempo tipica del mercato immobiliare, infatti, dissuade gli investitori dal compiere mosse azzardate dettate dall’emotività, come ad esempio il market timing”.

…e una opportunità per gli investitori

Allo stesso tempo, tale reticenza potrebbe impedire di cogliere importanti opportunità. Che fare dunque? “Una possibile soluzione potrebbe consistere in un’allocazione immobiliare mista, che combina asset quotati e non quotati. Rispetto all’analisi precedentemente effettuata, un’ipotetica configurazione 50/50 avrebbe sovraperformato un portafoglio immobiliare composto da soli asset non quotati del 50% su ogni triennio dall’inizio del 1990 ad oggi” aggiungono gli esperti di Janus Henderson Investors. Ma come inserire nel proprio portafoglio i Reit quotati? “Un’opzione potrebbe essere data dalla diversificazione della componente immobiliare non quotata del proprio portafoglio oppure drenando risorse da quella equity”.

di Antonio Murtas

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Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Segue per We Wealth l’area del private insurance, in cui è specializzato, curando anche progetti editoriali per primarie case di gestione internazionali e reti bancarie italiane.

Domande frequenti su Asset immobiliari quotati e non: ecco come combinarli insieme

Qual è uno strumento interessante per diversificare le strategie di investimento nel 2023, secondo l'articolo?

L'articolo suggerisce che i fondi di investimento immobiliari quotati, noti come Reit (Real Estate Investment Trusts), rappresentano uno strumento interessante per diversificare le strategie di investimento nel 2023. Questi fondi offrono un'opportunità grazie alla discrepanza tra il loro pricing e quello delle controparti non quotate.

Perché la discrepanza tra il pricing dei Reit quotati e dei fondi immobiliari privati è considerata un'opportunità?

La discrepanza tra il pricing dei Reit quotati e dei fondi immobiliari privati crea un'opportunità per gli investitori. Quando i rendimenti dei Reit quotati sottoperformano quelli dei fondi privati, si aprono scenari interessanti per chi investe.

Cosa si intende per 'price timing differenti' nel contesto degli asset immobiliari quotati e non quotati?

'Price timing differenti' si riferisce alla differenza nei tempi di valutazione e di movimento dei prezzi tra gli asset immobiliari quotati (Reit) e quelli non quotati. Questa divergenza temporale è un elemento chiave che l'articolo evidenzia come un'opportunità.

In che modo i Reit possono essere combinati con asset immobiliari non quotati?

L'articolo suggerisce che la combinazione di Reit quotati e asset immobiliari non quotati è possibile sfruttando la discrepanza nei loro pricing e nei tempi di rendimento. Questa strategia mira a diversificare il portafoglio sfruttando le diverse dinamiche di mercato.

Qual è la relazione tra la sottoperformance dei Reit quotati e le opportunità per gli investitori?

L'articolo indica che ogni volta che i rendimenti dei Reit quotati hanno sottoperformato quelli dei fondi immobiliari privati, si è creata un'opportunità per gli investitori. Questo suggerisce che i periodi di sottoperformance dei Reit possono essere momenti strategici per intervenire.

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