Gli Etf piacciono di più a Millennials, Baby Boomers o GenX?

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Vediamo come tre generazioni diverse – i Millennials, i Baby Boomers e la Generazione X – si approcciamo all’utilizzo degli Etf, strumenti d’investimento sempre più utilizzati per posizionarsi sui mercati in maniera diversificata e a basso costo

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La popolarità degli Etf è in costante aumento con gli investitori che oggi, a trent’anni dall’avvento negli Stati Uniti del primo fondo quotato a gestione passiva, hanno davvero l’imbarazzo della scelta. Ai classici Etf che replicano i principali indici azionari globali, si sono aggiunti negli ultimi anni una gran varietà di fondi tematici. Guardando al 2022 sia i classici fondi a gestione attiva che gli Etf hanno sofferto, ma questi ultimi hanno comunque continuato ad attirare importanti flussi (867 miliardi di dollari a livello globale, il secondo miglior anno di sempre dopo il picco di 1,29 trilioni di dollari nel 2021).

Guardando al solo mercato statunitense, quello di gran lunga più rappresentativo, gli Etf hanno registrato afflussi netti per 611 miliardi di dollari nel 2022, mentre i fondi comuni di investimento a lungo termine (ovvero, esclusi i fondi del mercato monetario) hanno subito deflussi netti record per 1.100 miliardi (dati Investment Company Institute al 28/12/2022).
 

Diversificazione e bassi costi

Dall’ETF Impact Survey, studio globale condotto da State Street Global Advisors al fine di analizzare il comportamento e la percezione degli investitori nei confronti degli Etf, è emerso che chi detiene già delle partecipazioni in Etf indica che tali strumenti hanno contribuito a migliorare la performance generale del portafoglio (73% a livello globale). Dalla ricerca di SSGA emerge che a livello globale oltre la metà degli investitori intervistati concorda sul fatto che gli ETF: sono un prodotto investor-friendly (58%); presentano una maggiore diversificazione rispetto ad altri prodotti d’investimento (54%); hanno una maggiore liquidità che permette una reazione più rapida ai cambiamenti di mercato (52%); hanno un’expense ratio più bassa rispetto ai fondi comuni di investimento (51%). “La diversificazione rimane una delle principali priorità per gli investitori. Circa la metà afferma di preferire investire su un intero indice piuttosto che selezionare uno o più titoli, mentre la flessibilità offerta dagli ETF è ritenuta un asset prezioso per chi cerca la possibilità di cambiare rotta in tempo reale qualora sul mercato si presentasse un’opportunità inaspettata da sfruttare o un rischio da evitare”, argomenta Matteo Andreetto, Head of SPDR EMEA Business di State Street Global Advisors.

Gli Etf secondo Baby Boomer, Millennial e GenX 

Ma qual è la generazione di investitori più propensa a utilizzare i replicanti? I Baby Boomer hanno imparato a fare i conti con la volatilità di mercato. Dalla survey ETF Impact Survey di State Street Global Advisors emerge infatti che i Baby Boomer non si lasciano turbare o angosciare da questo fenomeno.

A livello globale, i Millennial mostrano l’atteggiamento più positivo nei confronti degli ETF rispetto a qualsiasi altra generazione.

 • L’81% dei Millennial afferma che gli ETF hanno migliorato la performance complessiva del loro portafoglio, rispetto al 73% della Generazione X e al 48% dei Baby Boomer.

 • Il 70% dei Millennial concorda sul fatto che gli ETF offrano maggiore liquidità durante periodi di volatilità di mercato, rispetto al 47% della Generazione X e al 25% dei Baby Boomer.

 • Il 67% dei Millennial ritiene che gli ETF siano prodotti maggiormente diversificati, contro il 53% della Generazione X e il 34% dei Baby Boomers.

 • Il 66% dei Millennial prevede di investire in ETF nei prossimi 12 mesi, contro il 46% della Generazione X e il 20% dei Baby Boomers.

 “Nonostante la volatilità che ci attende, i Millennial e gli investitori della Generazione X sembrano destinati a incrementare le loro allocation in ETF già quest’anno”, rimarca Matteo Andreetto che aggiunge: “Nonostante il 2023 si prospetti un anno impegnativo, in cui investitori di ogni tipo sentiranno il peso dell’aumento dell’inflazione e dei tassi d’interesse, chi investe in ETF continua ad avere un approccio positivo riguardo al proprio futuro finanziario e ai vantaggi in termini di liquidità e diversificazione offerti da questo tipo di prodotto.

Gli articoli pubblicati sono stati realizzati da giornalisti e contributors di We Wealth e vengono forniti a Poste Premium a scopo informativo.


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di Titta Ferraro

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Giornalista professionista dal 2006, laureato in Economia presso l’Università Bocconi di Milano. In We Wealth scrive di mercati, economia e investimenti, curando anche i progetti editoriali legati agli Etf.

Domande frequenti su Gli Etf piacciono di più a Millennials, Baby Boomers o GenX?

Qual è la tendenza attuale nella popolarità degli ETF?

La popolarità degli ETF è in costante aumento. Gli investitori mostrano un crescente interesse verso questi strumenti finanziari, a trent'anni dall'introduzione del primo fondo quotato a gestione passiva negli Stati Uniti.

Quali tipi di ETF sono disponibili per gli investitori?

Oltre ai classici ETF che replicano i principali indici azionari globali, negli ultimi anni si è aggiunta una vasta gamma di fondi tematici. Questo offre agli investitori una maggiore diversificazione e possibilità di scelta.

Come si sono comportati gli ETF rispetto ai fondi a gestione attiva nel 2022?

Nel 2022, sia i fondi a gestione attiva che gli ETF hanno subito delle perdite. Tuttavia, gli ETF hanno continuato ad attrarre capitali, dimostrando una certa resilienza.

Quali sono i vantaggi principali degli ETF menzionati nell'articolo?

L'articolo menziona la diversificazione e i bassi costi come vantaggi degli ETF. Questi fattori contribuiscono alla loro crescente popolarità tra gli investitori.

Quali generazioni di investitori sono menzionate nell'articolo in relazione agli ETF?

L'articolo menziona i Baby Boomer, i Millennial e la GenX in relazione agli ETF. L'articolo si propone di analizzare le preferenze di queste generazioni verso gli ETF.

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