Cambiare iPhone? Penalizza la previdenza più di quanto sembra

Sostituire lo smartphone ogni anno con l’ultimo modello è un costo che, in una prospettiva previdenziale, appare come un grande spreco

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In Italia il prezzo di listino dell’Iphone 13 è superiore ai 900 euro. Anche tenendo conto del valore residuo del modello precedente, il conto da pagare è salato – non tanto oggi, ma in 30 anni di rendimenti previdenziali mancati

Il New York Times ha dedicato al tema un approfondimento ricco di simulazioni sui veri costi di questa “passione tech”: il risultato invita una riflessione

Circa un mese fa, Apple ha presentato il suo ultimo iPhone 13. Come sempre, l’evento è stato uno dei più attesi nel calendario tecnologico di tutto l’anno. E ancora, come prevedibile, l’asticella del prezzo per il device di Cupertino è stata fissata piuttosto in alto: si parte da 699 dollari per la versione base, per raggiungere i 999 dollari per quella da 518 gigabyte. In Italia il prezzo di listino va dai 939 euro per arrivare ai 1.289 euro. Senza entrare nel merito di quanto il nuovo iPhone valga o meno queste cifre, in un’ottica di risparmio previdenziale cambiare regolarmente lo smartphone per aggiornarsi all’ultimo ritrovato tecnologico può incidere molto più di quanto si pensi.

Un approfondimento del New York Times è entrato a fondo del problema. Mille dollari sottratti al proprio risparmio previdenziale oggi si traducono, secondo le stime citate dal Nyt, in 17mila dollari in meno dopo trent’anni. E’ qualcosa su cui dovrebbero riflettere soprattutto i trenta-quarantenni, in particolare se appassionati di tecnologia e non troppo in linea con gli obiettivi di lungo periodo.

Il ceo di Apple, Tim Cook, probabilmente consapevole di quanto possano pesare mille dollari sul portafoglio di milioni di americani, ha paragonato la cifra al costo di una tazza di caffè comprata al bar ogni giorno per un anno (negli Stati Uniti i conti tornano, dal momento che in media un caffè costa 3 dollari). La cosa curiosa è che, per gli esperti di finanza personale, anche piccole abitudini ripetute come questa possono fare una certa differenza nell’accumulazione del risparmio, perlomeno in una fascia di reddito non troppo elevata. La guru del risparmio Suze Orman aveva pubblicamente definito l’abitudine quotidiana del caffè come un massiccio spreco di mille dollari annui, sottratti al risparmio previdenziale.

Il calcolo concreto dei costi di sostituzione di iPhone ogni anno, nell’ultimo triennio, è stato condotto da Flipsy, una società che si occupa di comprare e vendere telefoni usati. Supponendo di aver sostituito l’iPhone 12 con il nuovo modello, il divario tra il valore residuo dei due dispositivi è di 399 dollari. Mantenendo questo ritmo per quattro anni, e includendo l’acquisto iniziale, cambiare iPhone con il nuovo modello verrebbe a costare 1.816 dollari. Ossia, secondo Flipsy, 418 dollari in più rispetto a quanto si sarebbe speso mantenendo l’iPhone 12 per tre anni e sostituendolo solo in seguito. Anche se considerassimo quest’ultima cifra (pari ad appena 12 dollari al mese nel triennio) come l’unico vero costo da pagare per avere sempre l’ultimo modello in mano, si tratterebbe comunque di una somma interessante in prospettiva previdenziale. Mettere 12 dollari al mese in un Roth Ira americano, un sistema di risparmio previdenziale complementare particolarmente vantaggioso ai fini fiscali, renderebbe oltre 25mila dollari nell’arco di 30 anni, ha affermato il Nyt.

Alcuni preferiranno poter maneggiare l’ultimo iPhone piuttosto che godersi il caffè al bar ogni giorno; altri, il contrario. Più probabilmente, però, chi acquista un iPhone 13 non avrà pensato neanche per un’istante a rinunciare al suo caffè, nonostante i raffronti di Cook e della Orman. I numeri che abbiamo visto, però, restano un monito importante. E lo sono ancora di più se, per potersi permettere l’ultimo smartphone sul mercato, si ricorre al credito al consumo – che unisce, al conto da pagare a Apple o Samsung, anche gli interessi.

Gli articoli pubblicati sono stati realizzati da giornalisti e contributors di We Wealth e vengono forniti a Poste Premium a scopo informativo.


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di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

Domande frequenti su Cambiare iPhone? Penalizza la previdenza più di quanto sembra

Qual è il costo iniziale di un iPhone 13 in Italia secondo l'articolo?

Il prezzo di listino di un iPhone 13 in Italia supera i 900 euro. Questo costo iniziale, sebbene significativo, è solo una parte del vero impatto finanziario.

Qual è il principale impatto finanziario a lungo termine dell'acquisto di un iPhone, secondo l'articolo?

L'acquisto di un iPhone comporta una penalizzazione della previdenza più di quanto sembri, soprattutto a causa dei rendimenti previdenziali mancati su un orizzonte temporale di 30 anni. Questo effetto è più rilevante del costo iniziale o del valore residuo del modello precedente.

Come viene quantificato il 'vero costo' di un iPhone secondo l'approfondimento citato?

Il 'vero costo' di un iPhone viene quantificato attraverso simulazioni che considerano i rendimenti previdenziali persi nel lungo periodo. L'approfondimento del New York Times evidenzia come questa 'passione tech' abbia implicazioni finanziarie considerevoli.

Oltre al prezzo di listino, quali altri fattori finanziari contribuiscono al costo di un iPhone?

Anche considerando il valore residuo del modello precedente, il costo totale da pagare è considerato 'salato'. La vera criticità risiede nei rendimenti previdenziali che si perdono nel corso di decenni a causa di tali spese.

Qual è il messaggio principale che l'articolo vuole trasmettere riguardo all'acquisto di un iPhone?

L'articolo invita a una riflessione sui veri costi di possedere un iPhone, sottolineando come l'impatto sulla previdenza a lungo termine sia più significativo di quanto comunemente percepito. La 'passione tech' può avere conseguenze finanziarie importanti in 30 anni.

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