L’azionario europeo è in rampa di lancio?

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Nel primo trimestre del 2021 l’azionario europeo ha performato particolarmente bene. La ripresa economica sostenuta, utili aziendali in crescita e titoli a buon prezzo fanno sperare in una nuova stagione per il mercato del’Eurozona

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Il Financial Times ha fatto il punto sull’andamento del mercato azionario dell’Eurozona che, dopo un decennio di risultati sotto le aspettative, potrebbe prendersi la rivincita sugli altri mercati

La Commissione europea ha previsto che l’economia della zona euro crescerà del 4,3 per cento quest’anno dopo essersi contratta del 6,6 per cento nel 2020

Secondo i dati raccolti da FactSet, le aziende dell’ampio indice MSCI Europe (Regno Unito escluso) dovrebbero raggiungere una crescita media degli utili del 41,2 per cento nel 2021, rispetto al 33,3 per cento negli Stati Uniti

Negli ultimi dieci anni le azioni europee sono rimaste indietro rispetto alle loro controparti globali. La grande crisi finanziaria prima, la crisi dei debiti sovrani poi hanno inaugurato un decennio perduto non solo in termine di minor crescita economica, ma anche di performance azionarie. L’indice MSCI EMU, indice che replica l’andamento del mercato europeo, dal 2012 ad oggi ha reso l’86%. L’Indice MSCI USA, la controparte statunitense, nello stesso periodo ha reso il 239%. Tuttavia, se il buon giorno si vede dal mattino – il primo trimestre 2021 – i rapporti di forza del nuovo decennio potrebbero invertirsi.
Le azioni dell’Eurozona sono aumentate quest’anno e un coro crescente di investitori sta ora scommettendo su ulteriori guadagni. L’indice MSCI EMU è salito di quasi il 13% dalla fine dell’anno scorso in termini di dollari americani, superando di circa due punti percentuali l’indice analogo che traccia le azioni dei mercati sviluppati globali. I 144 punti attuali dell’indice europeo, non si vedevano dal giugno del 2008. “Questa è l’occasione per l’Europa di decollare davvero” – ha detto Agnès Belaisch, stratega del gestore di fondi Barings, al Financial Times – “e tale ipotesi non è completamente prezzata nei mercati azionari”. Gli investitori sono sempre più ottimisti, incoraggiati dal fatto che l’eurozona sta uscendo da una dalla pandemia. Circa il 65% degli intervistati in un recente sondaggio della Bank of America sui gestori di fondi europei si aspetta che le azioni europee raggiungano il picco non prima del quarto trimestre di quest’anno.
Alla base di questa convinzione, c’è la speranza che la ripresa economica sia particolarmente sostenuta nel Vecchio Continente. I dirigenti di azienda di tutta l’Eurozona hanno riferito che l’attività commerciale è cresciuta questo mese al ritmo più veloce in poco più di tre anni, con nuovi ordini in aumento al ritmo più rapido dal giugno 2006, come riporta l’indice IHS Markit rilasciato la scorsa settimana. All’inizio di maggio, la Commissione europea ha previsto che l’economia della zona euro crescerà del 4,3 per cento quest’anno dopo essersi contratta del 6,6 per cento nel 2020. La robusta crescita economica dovrebbe alimentare i guadagni delle aziende. Secondo i dati raccolti da FactSet, le aziende dell’ampio indice MSCI Europe, escluso il Regno Unito, dovrebbero raggiungere una crescita media degli utili del 41,2 per cento nel 2021, rispetto al 33,3 per cento negli Stati Uniti. Allo stesso tempo, come riportano gli analisti le azioni europee sembrano meno costose delle rivali di Wall Street sulla base di metriche di valutazione chiave. Secondo i calcoli dell’asset manager Amundi, l‘indice MSCI dei titoli dell’eurozona è scambiato ad un rapporto prezzo-utili ciclicamente corretto di 21 volte. Per gli Stati Uniti, il cosiddetto rapporto Cape è 35,3 volte. Tale indice confronta i prezzi con i guadagni medi degli ultimi dieci anni e può essere visto come un segnale di acquisto o di vendita quando si discosta notevolmente dalla sua media a lungo termine.

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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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