L’Italia riparte da mobilità e risparmi, ma pesa il timore varianti

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L’Italia riparte robusta nel mese di giugno ma cresce l’incertezza su nuovi rischi di raffreddamento dell’attività economica. I dati nell’ultima congiuntura flash di Confindustria

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Continua a salire il Pmi dei servizi nel mese di giugno (a 56,7) accompagnato da un’impennata della fiducia delle imprese del settore

Confindustria: “Il timone della ripresa è nelle mani delle famiglie, la cui spesa è stimata finalmente in recupero grazie a più mobilità e utilizzo del risparmio accumulato”

L’Italia prosegue su un sentiero di crescita stabile, aprendosi a un forte rimbalzo del pil nel secondo trimestre dell’anno. Ma l’incertezza sulle prospettive continua a crescere. L’accelerazione della campagna vaccinale e l’allentamento delle restrizioni, nelle attese dell’ultima congiuntura flash del Centro studi Confindustria, ha infatti irrobustito la risalita nel mese di giugno ma l’aumento dei contagi “pone nuovi rischi di raffreddamento dell’attività economica, specie nel turismo”.
I dati raccolti dalla confederazione generale dell’industria italiana rivelano in particolare come il Pmi dei servizi sia continuato a salire a giugno (a 56,7) accompagnato da un’impennata della fiducia delle imprese del settore. Un cammino che dovrebbe trovare conferma anche nel terzo trimestre. Nell’industria, invece, il Pmi si porta a 62,2 nel mese. La produzione cresce dell’1,1% nel secondo trimestre, confermando le previsioni nonostante una correzione del -1,5% a maggio. E i numeri positivi valgono per quasi tutti i settori, a eccezione soprattutto del comparto moda che resta “ancora penalizzato dal calo dei consumi legato alle nuove abitudini nell’era-covid”, scrivono i ricercatori.
La ripresa del Paese, secondo Confindustria, resta dunque nelle mani delle famiglie italiane. La spesa risulta infatti in recupero spinta da una maggiore mobilità e dall’impiego del risparmio accumulato nell’ultimo anno. E il recupero dei consumi tra maggio e giugno riguarda principalmente i servizi, tra viaggi e spese fuori casa in aumento, con la fiducia dei cittadini che supera perfino i livelli pre-crisi.

Allargando la lente d’ingrandimento all’Eurozona, il Pmi dei servizi sale a luglio a 60,4, portando il Pmi composito oltre le previsioni a 60,6. Scivola leggermente verso il basso il Pmi manifatturiero a 52,6 mentre la produzione industriale subisce un taglio del -1,0% mensile. A migliorare parallelamente è l’indice Sentix sulla fiducia di investitori e analisti (a 29,8 nel mese di luglio) mentre crolla di più di 20 punti l’indice Zew (che sintetizza l’opinione di 350 esperti sul futuro dell’economia tedesca, ndr). Un contesto sul quale pesano i timori sulla variante delta che, scrive Confindustria, “potrebbe indurre nuove restrizioni”.

Chiude il cerchio il focus sugli Stati Uniti, con gli indici Pmi e Ism nel manifatturiero leggermente in calo a giugno sulla scia del rallentamento della produzione industriale (+9,8% annuo da +16,3%) e del crollo del fatturato. Verso il basso anche la fiducia delle famiglie, nonostante gli 850mila occupati in più nel mese di giugno.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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