Trimestrali da record, le big tech volano

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Le trimestrali delle big tech sono state da record. Apple, Microsoft e Alphabet guidano le Faang con utile netto combinato superiore al 30% rispetto a quello dell’anno scorso

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Tra martedì e giovedì le big tech statunitensi – Google, Microsoft, Apple, Facebook, Amazon hanno annunciato i loro risultati trimestrali

In aggregato le tra più grandi aziende del S&P500 – Apple, Alphabet, Microsoft – nell’anno fiscale 2021 hanno riportato un utile al netto delle tasse pari a 56,8 miliardi di dollari

La crescita delle big tech sembra inesorabile. Prime della classe quando l’economia arretra, prime della classe quando l’economia avanza. Resilienti più di tutte alla pandemia, i grandi gruppi tecnologici statunitensi hanno riportato profitti record anche nei primi sei mesi del nuovo anno. È quanto emerge dalle ultime trimestrali annunciate questa settimana da Google, Apple, Microsoft, Facebook, Amazon. In aggregato, come riporta il Financial Times, i primi tre gruppi – le tre società americane più grandi in termini di capitalizzazione – hanno riportato profitti combinati al netto delle tasse di quasi 5 miliardi di dollari a settimana durante l’ultimo trimestre. In totale si tratta di un profitto al netto delle tasse di 56,8 miliardi di dollari, quasi il doppio dell’anno precedente e il 30 per cento in più di quanto previsto da Wall Street.

Microsoft

La prima a dare i risultati è stata Microsoft. 61,271 miliardi di dollari registrati nell’anno finanziario 2021, per una crescita del 38% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le aspettative degli analisti sono state battute. Come riporta Refinitiv l’utile per azione è stato di 2,17 dollari contro l’1,92 atteso. Nel complesso l’utile netto di Microsoft in questo trimestre si è attestato a 16,5 miliardi di dollari, facendo segnare un aumento del 47%. A guidare la crescita dei ricavi è stato il business cloud, che è cresciuto del 36% rispetto all’anno fiscale 2020 per raggiungere i 19,5 miliardi di dollari. Nel quarto trimestre fiscale, i ricavi di Azure, la piattaforma cloud di Microsoft, sono aumentati di più del 40%.

Apple

Forte delle vendite di iPhone Apple ha messo a segno un altro trimestre da record, portando il fatturato a 81,4 miliardi di dollari, in crescita del 36% rispetto al corrispettivo dell’anno precedente. Di questa cifra 39,57 miliardi di dollari sono attribuibili alle sole vendite del melafonino, aumentate del 50% nell’ultimo anno spingendo l’utile netto del 93 per cento più alto rispetto al dato dei primi tre mesi dell’anno. L’America si conferma l’area geografica dove l’azienda di Tim Cook macina soldi, per l’esattezza 35,8 miliardi di dollari. Seguono Europa (18,9) e Cina (14,7). Annunciato un utile per azione pari a 1,30 dollari contro l’1,01 atteso.

Alphabet

Per Alphabet, la casa madre di Google, si è trattato del migliore trimestre di sempre in termini di  vendite e profitti un trimestre. I ricavi sono quasi raddoppiati rispetto a quelli riportati a fine 2020: 61,88 miliardi di euro contro 38,3 miliardi di dollari, e del 61% più alto rispetto a quello di un anno fa. A trainare le entrate sono stati i servizi, in particolare Google Search, che hanno portato nelle case di Alphabet 57,06 miliardi di dollari. In positivo anche i ricavi provenienti dalle pubblicità di YouTube: da 3,8 a 7 miliardi di dollari. L’utile è più che raddoppiato a 18,53 miliardi di dollari, battendo le stime degli analisti di circa il 10 per cento.

Facebook

Anche Facebook ha registrato una forte crescita delle entrate trimestrali e dei profitti, alimentate da una robusta spesa pubblicitaria digitale con gli inserzionisti che nel corso dell’ultimo anno pur di raggiungere i consumatori online hanno aumentato i propri annunci. L’utile di Facebook è raddoppiato nel giro di un anno a 10,39 miliardi di dollari, o 3,61 dollari per azione, battendo largamente le aspettative degli analisti. Le entrate sono aumentate del 56% a 29,08 miliardi di dollari. Tuttavia, mercoledì, le azioni sono cadute più del 3%, dopo che Facebook ha dichiarato che si aspetta un rallentamento della crescita delle entrate nella seconda metà di quest’anno.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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