I fondi credono nello sport: anche l’Inter nel mirino

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Crescono i rumors sulle discussioni fra Bc Partners e gli azionisti del club nerazzurro. Ma l’Inter non è l’unica nel mirino dei fondi internazionali. Cosa attenderci nei prossimi mesi? Ne parliamo con Nicolò Nunziata, strategist azionario di Marzotto Investment House

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Discussioni in corso fra il fondo internazionale Bc Partners e gli azionisti del club nerazzurro, il socio di controllo Suning e quello di minoranza Lionrock Capital. Sotto osservazione anche Genoa, Sampdoria e Udinese

Nunziata: “Oggi il calcio sta attraversando una fase particolarmente difficile, motivo per cui, dal punto di vista dell’M&A, è possibile concludere transazioni che in un’altra fase sarebbero risultate più complesse”

Secondo un’analisi del Financial Times, la transazione sportiva più importante del 2020 è stata la vendita da 2,4 miliardi di dollari dei New York Mets (della Major League Baseball) al gestore di hedge fund, Steve Cohen

Mentre cresce l’attesa sulla firma che concretizzerà la partnership tra la Lega Serie A e la cordata composta da Cvc Capital Partners, Advent International e Fsi per il 10% della media company che gestirà i diritti televisivi della massima serie, fanno capolino nuove opportunità d’investimento per i private equity. Stando ad alcune anticipazioni diffuse da Il Sole 24 Ore, il fondo internazionale Bc Partners starebbe intavolando discussioni con gli azionisti interisti, il socio di controllo Suning e quello di minoranza Lionrock Capital, per l’ingresso nel capitale del club nerazzurro. Un’operazione potenzialmente “sensata”, secondo Nicolò Nunziata, strategist azionario di Marzotto Investment House, e che non resterebbe isolata nel panorama italiano.
Sono infatti diversi i fondi che, negli ultimi mesi, hanno volto lo sguardo verso i club della massima serie. Basti pensare al Milan, passato dalle mani di Yonghong Li al fondo americano Elliott e, in minoranza, al fondo Blue Skye. Ma anche al Genoa, alla Sampdoria e all’Udinese. Su quest’ultima, in particolare, “si erano focalizzati gli interessi alcuni mesi fa, mai concretizzatisi, di Searchlight”, spiega il quotidiano economico-finanziario. Ma nel radar sono finiti anche i blucerchiati, dalla cordata guidata dall’ex calciatore Gianluca Vialli al fondo britannico Aquilor. E infine il Genoa che, stando ai rumors, sarebbe stato contattato negli ultimi giorni da un fondo internazionale per un possibile investimento di maggioranza.

Qual è il futuro del settore in tal senso? “Nel periodo antecedente allo scoppio della pandemia, gli interessi dei fondi di private equity erano legati non solo al desiderio di grande visibilità ottenibile dall’essere azionista di riferimento di una squadra sportiva importante, ma anche a tutto l’indotto a essa correlato, dalle pay tv agli sponsor. Un indotto in crescita – spiega Nunziata – Oggi il calcio sta attraversando una fase particolarmente difficile, motivo per cui, dal punto di vista dell’M&A, è possibile concludere transazioni che in un’altra fase sarebbero risultate più complesse, perché il venditore avrebbe chiesto molto di più o perché ci sarebbero stati più compratori. Di conseguenza, per chi dispone della liquidità necessaria e ha una strategia d’investimento pluriennale, può essere un ottimo momento”.

“Le società calcistiche hanno attraversato diverse fasi, da una gestione rudimentale negli anni ’70-’80 all’avvento del modello multimediale. È probabile che cambieranno ancora e ci saranno ulteriori opportunità di valorizzazione dell’asset. Inoltre, oggi siamo entrati in un nuovo contesto caratterizzato da Stati che fanno deficit e banche centrali che inondano di liquidità e i conti correnti toccano nuovi massimi continuamente. Un contesto in cui, per un fondo come Bc Partners, comprare una società, un bene reale, è assolutamente sensato”, aggiunge Nunziata.

Dal calcio al baseball: interessi in giro per il mondo

Ma il business del calcio non è l’unico a catturare le attenzioni degli investitori istituzionali. Stando a una recente analisi del Financial Times, la transazione sportiva più importante del 2020 è stata la vendita da 2,4 miliardi di dollari dei New York Mets (della Major League Baseball) al gestore di hedge fund, Steve Cohen. “Il paradosso è che, sebbene il calcio sia lo sport più seguito al mondo, le società valgono infinitamente meno di quelle statunitensi attive nel basket, nel baseball o nel football americano – spiega Nunziata – Questo perché sono mercati più ricchi, sono entrati prima nel mondo delle pay tv e del merchandising, hanno un network molto più definito e stabilizzato. Non è che i giri d’affari siano tanto diversi, ma le valutazioni sono più elevate. Però in un mondo globalizzato le cose tendono a omogeneizzarsi. Per cui, se oggi una squadra di calcio con un buon brand costa relativamente poco, è presumibile che nel giro di alcuni anni recuperi questo gap”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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