Ecco come il 5G può cambiare concretamente la tua azienda

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Secondo uno studio della School of management del Politecnico di Milano, l’80% delle aziende che in futuro utilizzeranno i servizi abilitati dal 5G non conosce o non ne vede, al momento, le opportunità. Ma quali sono? Ne parliamo con Marta Valsecchi, direttore dell’Osservatorio 5G & beyond

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Oggi si contano in Italia 122 sperimentazioni. Di queste, il 35% sono legate al monitoraggio da remoto, con applicazioni ad esempio nel mondo dell’agricoltura e nelle smart city

Nella filiera dell’information and communications technology il 48% delle aziende si sta già interessando attivamente al tema cercando di comprenderne le potenzialità

Marta Valsecchi: “I settori di applicazione sono molto variegati ma i benefici più significativi riguarderanno soprattutto gli ambiti business, piuttosto che consumer”

Sebbene il 5G consentirà di abilitare un elevato numero di applicazioni e servizi ad alta velocità, di ridurre i tempi di latenza, di incrementare i dispositivi connessi a bassi consumi, ma non solo, il mercato è ancora agli albori e le imprese faticano a coglierne i vantaggi. Secondo l’ultima ricerca della School of management del Politecnico di Milano, l’80% delle aziende che in futuro utilizzeranno i servizi abilitati da questa tecnologia non conosce o non ne vede, al momento, le opportunità. Il 41% è incerto, il 26% ignora le implicazioni di business, il 5% è scettico e l’8% è completamente disinteressato. Percentuali che tendono a migliorare nel caso delle imprese della filiera dell’information and communications technology, con il 48% che si sta già interessando attivamente al tema cercando di comprenderne le potenzialità: tra queste, il 13% si sente già esperta avendo, in alcuni casi, già sviluppato iniziative specifiche. Ma in che modo il 5G può cambiare concretamente il loro futuro? We Wealth ne ha parlato con Marta Valsecchi, direttore dell’Osservatorio 5G & beyond.
“Il 5G può consentire la creazione di nuovi servizi e applicazioni impensabili con le tecnologie attuali. In una fabbrica, per esempio, quello che oggi si può fare con reti cablate potrà avvalersi in futuro del 5G, con il vantaggio di avere livelli di connettività e di risposta costanti e garantiti, ma anche una maggiore flessibilità. In un ospedale, invece, lavorare con reti mobili di altissima qualità e affidabilità che forniscano risposte in tempo reale permette di riconfigurare gli spazi e i reparti in molto meno tempo e offre nuove opportunità nell’ambito della telemedicina. Per non dimenticare poi il tema del supporto da remoto di un manutentore sul campo che necessita dell’aiuto di un esperto. Con il 5G quest’ultimo potrà lavorare dalla propria azienda o dalla propria abitazione e, nella stessa giornata, aiutare manutentori meno esperti. Questo aumenta tantissimo la produttività, perché riduce gli spostamenti e, in contesti come il lockdown, può diventare l’unico modo per abilitare gli interventi. Un altro esempio è il controllo attraverso sensori o droni di tutte le infrastrutture critiche del territorio, come quelle ferroviarie o stradali. Ma anche i poli logistici ne possono beneficiare, ad esempio con robot in grado di automatizzare le operazioni di carico-scarico”.
Secondo lo studio, in particolare, oggi si contano in Italia 122 sperimentazioni. Di queste, il 35% sono legate al monitoraggio da remoto, con applicazioni nel mondo dell’agricoltura (come il controllo delle coltivazioni in tempo reale) e nelle smart city (come i sistemi di gestione della mobilità o l’illuminazione intelligente). Ma anche l’analisi continuativa dei parametri vitali di pazienti e atleti in ambito sanitario e dello stato delle grandi infrastrutture con sensori o droni con opportunità di manutenzione predittiva e interventi tempestivi. Il secondo cluster, invece, riguarda il miglioramento della user experience (20%), in contesti come gli spettacoli in realtà virtuale e l’uso della realtà aumentata per riprodurre siti e monumenti storici.

“I settori di applicazione sono molto variegati ma i benefici riguardano soprattutto gli ambiti business, piuttosto che consumer – continua Valsecchi – È lì che si gioca la sfida di diffondere presso le imprese una conoscenza profonda delle caratteristiche e dei benefici del 5G. Per le piccole e medie imprese, in particolare, si sta ragionando sulle coperture dei distretti industriali, per andare incontro alle loro esigenze, perché altrimenti non avrebbero la capacità di investire su una rete dedicata o parzialmente dedicata di questo tipo per applicazioni ad alta affidabilità”.

Quali sono i tempi di una sua applicazione su larga scala? “Non sono immediati. Oggi ci sono una decina di città coperte e una trentina di comuni nell’hinterland milanese e si prevede di arrivare a diverse centinaia nel 2021. Tuttavia, i primi servizi industriali li vedremo entro un paio di anni, perché non è necessaria la copertura dell’intero territorio nazionale per questo ma al contempo occorre costruire tutte le componenti dell’architettura utili allo sviluppo dei servizi innovativi. Se parliamo poi anche di servizi futuristici, come l’auto-autonoma, bisognerà attendere cinque anni o più”.

Marta Valsecchi, direttore dell’Osservatorio 5g & beyond della School of management del Politecnico di Milano

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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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