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Nel primo lockdown la diminuzione dei premi vita è stata di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo del 2019
Nel secondo semestre dell’anno, con il secondo lockdown, i risultati dei due settori (danni e vita) sono migliorati
Nella prima fase del lockdown, rigido e totale iniziato a marzo e durato fino a maggio, si è infatti verificata una brusca e repentina contrazione dei premi, sia per le difficoltà oggettive che avevano le persone a muoversi per poter raggiungere, ad esempio, le sedi agenziali sia perché le procedure di accesso nei luoghi pubblici (solo su appuntamento e con regole rigide di entrata) scoraggiavano la clientela ad assicurarsi. In particolare, nel periodo di lockdown la diminuzione dei premi vita è stata di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo del 2019 mentre per il settore danni il calo è stato di circa il 10%. Nel secondo semestre dell’anno, con il secondo lockdown, i risultati dei due settori (danni e vita) sono migliorati, con dinamiche differenti. Il settore danni ha ridotto la decrescita a circa l’1% , mentre quello vita ha mostrato un’inversione di tendenza più netta registrando una crescita di quasi il 2%. “Questi miglioramenti non sono però riusciti a controbilanciare completamente la drastica perdita di raccolta premi che si era registrata almeno fino a fine maggio”, continua la nota.
Spostando il focus sulle imprese europee che operano in Italia si è registrato nel 2020 una riduzione dei premi pari al 13,9%. Il volume raccolto da queste realtà è stato pari a circa 7,5 miliardi. Per quanto riguarda invece le imprese che lavorano in libera prestazione di servizi (Lps), queste hanno contabilizzato premi per circa 9 miliardi (solo vita e polizze linked), registrando una contrazione leggermente inferiore alle rappresentanze europee (-12,3% rispetto al 2019).

