Ecco su quali titoli stanno scommettendo i grandi della finanza

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Da Ray Dalio a George Soros, nei portafogli dei grandi della finanza non mancano scommesse. E non è solo questione di blue chip e big tech

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Kiplinger ha analizzato 30 titoli diversi accumunati dal fatto di avere come investitori grandi hedge fund che gestiscono miliardi di dollari

Ray Dalio, Chase Coleman III, Cathie Wood e Stephen Mandel sono gestori che stanno puntando su grandi nomi, a differenza dei fratelli Baker, George Soros, Bill Ackman e Chris Hohn

“Se ci investono loro, perché non investirci anche io?”. Spendere ore a leggere i bilanci delle società per molti piccoli investitori – anche per quelli votati a portafogli selettivi composti da pochi titoli – è ritenuto uno spreco di tempo. Imitare cosa fanno i primi della classe può essere invece una scorciatoia dai pari se non superiori ritorni. La domanda allora sorge spontanea: quali sono i titoli su cui stanno puntando i grandi della finanza? Kiplinger, sito di informazione economica e finanziaria, ha individuato trenta titoli per trenta gestori (e società di consulenza).
Nomi dal calibro di Ray Dalio, Chase Coleman III, Cathie Wood e Stephen Mandel sono accomunati dal fatto che la performance del loro portafoglio dipende in larga parte dall’andamento di alcune, seppur diverse, blue chip. Il titolo su cui punta il Tiger Global Management è Microsoft, gigante tech da 1,9 mila miliardi di dollari di capitalizzazione. Il fondo di Coleman (79 miliardi di dollari di AUM) ha aumentato la sua partecipazione in Microsoft del 15%, nei primi tre mesi dell’anno. L’hedge fund possiede ora azioni della società di Bill Gates per un valore di 3,2 miliardi di dollari: il peso in portafoglio è del 7,4%. Il Lone Pine Capital (27 miliardi di dollari di Aum), sta rinnovando il suo interesse verso i grandi titoli tecnologici. Il fondo di Mandel nel primo trimestre ha aumentato del 87% la posizione su Amazon. Il motivo? Nonostante la società di Bezos capitalizzi già 1,6 mila miliardi di dollari, gli analisti si aspettano una crescita media annuale degli utili per azione di quasi il 35% nei prossimi tre-cinque anni. La più grande partecipazione di Ark Invest – la società di Cathie Wood, i cui fondi sono stati tra i migliori del 2020 – è invece Tesla, contando per il 7,4% del portafoglio azionario. Tale posizione è aumentata del 39% nei primi tre mesi dell’anno. Infine, il titolo preferito da Ray Dalio è Walmart. L’esposizione di Bridgewater Associates (223 miliardi di dollari in gestione) alla più grande catena al mondo nel canale della grande distribuzione organizzata, è aumentata del 16%, rendendola la terza posizione più grande del fondo.
I fratelli Baker, George Soros, Bill Ackman e Chris Hohn di contro stanno puntando su società a più contenuta capitalizzazione. Per esempio, la sesta posizione più rilevante di Pershing Square Capital è Howard Hughes, società di sviluppo e gestione immobiliare texana che capitalizza “appena” 5,8 miliardi di dollari. Il fondo di Ackman nel primo trimestre ha aumentato la propria esposizione al titolo del 23%, divenendo proprietario di un quarto di tutte le azioni della società. La posizione, che ora ammonta a 1,3 miliardi di dollari, pesa sul portafoglio per ben il 12,1%. Fiducia ancora più rilevante l’hanno posta i fratelli Baker in Seagen, società biotecnologica americana specializzata in trattamenti oncologici. La partecipazione in questo titolo ora vale quasi il 30% del portafoglio complessivo del loro hedge fund. Il titolo del momento di George Soros è invece D.R. Horton, società di costruzioni con sede nel Delaware. La società di investimento del magnate, famoso per le speculazioni su sterlina e lira negli anni novanta, ha aumentato la propria partecipazione del 19%, che ora vale 392,8 milioni di dollari: il 7,4% del portafoglio. Infine TCI Fund Management sta puntando forte su S&P Global, società che offre diversi servizi finanziari. Tale posizione, che è aumentata di ben il 147% nei primi tre mesi dell’anno, ora vale 2,1 miliardi di dollari, il 6% del portafoglio dell’hedge fund di Chris Hohn.

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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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