Carbon tax, l’Europa va al raddoppio sugli aerei?

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Manca pochissimo alla presentazione delle misure operative Ue per il dimezzamento delle emissioni di carbonio entro nove anni. Alcune indiscrezioni parlano di una mano particolarmente pesante sul comparto aereo. Ne abbiamo parlato con il professor Edoardo Croci del GREEN Bocconi

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Il 14 luglio 2021 la Commissione europea svelerà il pacchetto Fit for 55. Si tratta delle misure concrete per la riduzione del 55% delle emissioni di carbonio al 2030, nell’ambito del Green Deal 2050. «Il pezzo forte del pacchetto sarà il carbon border adjustment», ovvero «il dazio sul contenuto di carbonio dei prodotti importati . Uno strumento in grado di mantenere un livello di equità concorrenziale fra attori europei e non europei che non aderiscono all’emission trading system (Ets), Cina inclusa», spiega il professor Edorado Croci del GREEN Bocconi.
La Commissione ha stabilito che quest’anno sarà sottoposto a revisione anche l’Effort sharing regulation, che vincola annualmente i paesi alla riduzione di emissioni per molti dei settori che non fanno parte dell’Ets, come trasporti, edilizia, agricoltura e rifiuti. A proposito di trasporti, secondo indiscrezioni del Ft, Bruxelles interverrà nuovamente a brevissimo sulla normativa carbon tax, ferma a 15 anni fa. A essere nel mirino, i combustibili più inquinanti del trasporto aereo: petrolio, diesel e kerosene. Sarebbe prevista una tassa minima con aumento graduale di qui a 10 anni.

Se fosse vero, si tratterebbe di una soluzione analoga alla global minimum tax? «La minimum tax globale è un grosso risultato, diamolo per acquisito. Arrivare a una carbon tax globale è però molto più sfidante». Certo «sarebbe auspicabile», avere a livello globale un segnale di prezzo univoco per il carbonio, ma è «totalmente irrealistico pensare che si possa arrivare a un accordo di questo tipo in tempi brevi».

Quello sul carbon pricing è l’unico paragrafo che non è stato tradotto nel libro delle regole dell’accordo di Parigi. «Lo si vedrà a Glasgow durante la conferenza Onu sul cambiamento climatico . Al momento esistono a livello mondiale/regionale/nazionale una cinquantina di sistemi di carbon pricing / tasse / emission trading system. Se nel 2021 dovesse entrare in vigore il sistema cinese si arriverebbe al 25% delle emissioni di carbonio coperte dai sistemi di prezzamento. Solo a quel punto si potrà sperare che negli anni questi sistemi si “linkino” fra di loro».

Al di là delle sorprese di severità dell’ultimo minuto, il pacchetto Fit for 55 resta altamente innovativo: mette l’Europa all’avanguardia nelle tematiche legate a transizione energetica, economia circolare (anche a livello di elettronica), biodiversità (provvedimenti per deforestazione e inquinamenti acqua, aria e suolo), mobilità intelligente e sostenibile. E per il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, si tratta di una misura da «ora o mai più». Vedremo presto quale sarà la sua reale portata.

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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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