In Giappone addio a tassi negativi: i risvolti su Nikkei e yen

La banca centrale nipponica ha compiuto un passo storico, ponendo fine all’era dei tassi di interesse negativi. Cosa cambia nel concreto e quali riflessi sulle scelte d’investimento?

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Mentre nel resto del mondo le principali banche centrali si accingono a rivedere al ribasso i tassi di interesse, in Giappone si va nella direzione opposta. Dopo oltre tre lustri la Bank of Japan (BoJ) ha apportato il primo rialzo dei tassi e pone così fine alla sua politica di tassi di interesse negativi e di controllo della curva dei rendimenti, spostando il limite inferiore del range del costo del denaro dal -0,1% a zero. La banca centrale nipponica non acquisterà più fondi negoziati in borsa e fondi comuni di investimento immobiliari giapponesi – due pilastri del suo programma di allentamento qualitativo e quantitativo – e, entro un anno, obbligazioni societarie e carta commerciale. Continueranno solo gli acquisti di titoli di stato giapponesi (JGB).

Una svolta dettata principalmente dai segnali in arrivo sul fronte della crescita dei salari e dalle attese di una inflazione stabile. Dopo decenni di deflazione o crescita trascurabile dei prezzi, la BoJ ritiene infatti che il suo obiettivo di inflazione del 2% sarà raggiunto in modo sostenibile e stabile entro il 2026.

Cosa cambia realmente

Gli investitori aspettavano questa svolta già da tempo, anche perché il Giappone era rimasta l’unica mosca bianca a livello globale con tassi negativi. Nonostante i cambiamenti, la BoJ continuerà a mantenere un atteggiamento accomodante, come trapela dalle parole del suo governatore Kazuo Ueda che, senza sbilanciarsi su future mosse sui tassi, ha ribadito la necessità di mantenere le condizioni finanziarie accomodanti. 

“Questa è una posizione sensata – rimarca Peiqian Liu, Asia Economist di Fidelity International – in quanto la BoJ deve affrontare dei rischi nella sua missione di stabilizzare i prezzi. I dati recenti suggeriscono che lo slancio di crescita dei consumi privati non è ancora solido. Ecco perché la BoJ si è concessa un certo margine di manovra, ad esempio, mantenendo il ritmo degli acquisti di JGB fino a giugno, in attesa di ulteriori prove di un’inflazione sostenibile”. 

Molto dipenderà ovviamente da come si comporterà l’inflazione. Se il ciclo salari-prezzi dovesse acquisire slancio, argomenta l’economista di Fidelity International, la BoJ potrebbe dover aumentare ulteriormente i tassi per rispettare l’obiettivo di stabilità dei prezzi del 2%. “Mantenere un ritmo adeguato di rialzi dei tassi sarà importante anche per lo yen poiché il divario di rendimento con gli Stati Uniti rimane ampio, soprattutto con la Federal Reserve pronta a rimanere più a lungo su livelli elevati”, argomenta Peiqian Liu che vede il Ministero delle Finanze nipponico intervenire verbalmente se l’usd/jpy rimarrà persistentemente sopra 150. 

Azioni giapponesi ancora sulla cresta

La fine dei tassi negativi rafforza la view positiva di Fidelity International sulle azioni giapponesi, con il Nikkei che recentemente hanno aggiornato i massimi storici in area 41mila, mentre rimane neutral la view sullo yen perché la prospettiva al momento è di una BoJ applicherà un approccio graduale, mentre la Fed procederà a tagliare i tassi.

Dall’Analyst Survey 2024 di Fidelity emerge che l’economia giapponese si distinguerà in positivo a livello globale, poiché si accinge a entrare in una fase di reflazione unica tra i Paesi sviluppati. Il Giappone fa da capofila anche per quanto riguarda le aspettative in materia di spesa in conto capitale, redditività del capitale, incrementi dei dividendi e capacità di trasferire i costi sui consumatori. “La politica monetaria espansionistica e il deprezzamento dello yen hanno aiutato l’economia giapponese a uscire finalmente da oltre due decenni di stagnazione e recessione. L’inflazione è un grosso problema per gran parte del mondo, ma per il Giappone è un tema positivo”, sottolinea Stefan Kuhn, Head of ETF Distribution, Europe, per Fidelity International.

Non va trascurato però il fatto che le società giapponesi devono ancora affrontare alcune sfide. Le società attive nell’export sono vulnerabili a tensioni di natura geopolitica, con la possibile attuazione di politiche protezionistiche all’estero, che costituisce un rischio chiave per gli esportatori che operano in settori globali come quelli della produzione di chip e di automobili. A questo si aggiungono eventi politici, quali ad esempio le elezioni presidenziali degli Stati Uniti del prossimo novembre. “Mentre i positivi fattori economici a favore spiegano l’esposizione alle azioni giapponesi, periodi di incertezza economica e geopolitica a livello globale spesso portano a una maggiore dispersione dei rendimenti di mercato, che giustifica un approccio di investimento di tipo attivo – asserisce Kuhn – . È per questo motivo che abbiamo dedicato numerose risorse allo sviluppo di una tecnologia che consente al nostro Sustainable Research Enhanced Japan Equity UCITS Etf di sfruttare gli approfondimenti della ricerca proprietaria sui fondamentali degli analisti bottom-up di Fidelity in modo efficace rispetto ai costi”.

di Titta Ferraro

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Giornalista professionista dal 2006, laureato in Economia presso l’Università Bocconi di Milano. In We Wealth scrive di mercati, economia e investimenti, curando anche i progetti editoriali legati agli Etf.

Domande frequenti su In Giappone addio a tassi negativi: i risvolti su Nikkei e yen

Qual è stata la principale decisione della Bank of Japan (BoJ) riguardo ai tassi di interesse?

La Bank of Japan ha posto fine alla sua politica di tassi di interesse negativi, apportando il primo rialzo dopo oltre tre lustri. Il limite inferiore del costo del denaro è stato spostato da -0,1% a zero.

Cosa significa la fine della politica di tassi negativi per gli investitori in Giappone?

La fine dei tassi negativi potrebbe portare a un aumento dei rendimenti sui depositi e sui titoli di stato giapponesi. Questo potrebbe rendere gli investimenti in Giappone più attraenti rispetto al passato.

Quali sono le implicazioni per lo yen giapponese a seguito di questa decisione?

L'articolo suggerisce che la fine dei tassi negativi potrebbe avere risvolti sullo yen. Un aumento dei tassi in Giappone potrebbe rendere la valuta più forte, influenzando i flussi di investimento internazionali.

Come influenzerà questa mossa la performance delle azioni giapponesi?

Le azioni giapponesi sembrano essere ancora 'sulla cresta', suggerendo che il mercato azionario potrebbe continuare a beneficiare di questa svolta. L'aumento dei tassi potrebbe però portare a una rivalutazione delle valutazioni azionarie.

La Bank of Japan continuerà ad acquistare fondi negoziati in borsa (ETF)?

No, la banca centrale nipponica ha annunciato che non acquisterà più fondi negoziati in borsa. Questa è una delle modifiche alla sua politica monetaria oltre al rialzo dei tassi.

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