La previdenza complementare abbatte il gap di genere

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Le donne partono svantaggiate. Ma con l’aiuto della previdenza complementare possono abbattere il divario previdenziale con gli uomini

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La donna ha un gap a livello di pensione del – 27%. Sara, percepirà una pensione Inps pari a circa 2/3 di quella di Davide

Il gap tra i due si ridurrebbe con la previdenza complementare. Si passa infatti da un -27% ad un -8%, guadagnando dunque 19 punti percentuali

La previdenza complementare tutela la pensione futura delle donne e fa diminuire il divario previdenziale con gli uomini. A metterlo in evidenza è l’infografica realizzata da Willis Towers Watson. Secondo l’esempio pratico Sara e Davide, un’impiegata e un quadro, hanno una Ral rispettivamente di 33.800 euro, e 36.5000. Sara essendo stata in maternità due volte si ritroverà ad avere dei “buchi contributivi” a differenza di Davide. E inoltre ha usufruito di 8 mesi di part-time, dopo ciascuna maternità. L’età stimata per i due di andare in pensione è di 69,7 anni. Ma l’importo mensile che si riceverà Sara sarà di 1.691 euro mentre quello di Davide di 2.306 euro.
La donna ha quindi un gap previdenziale del 27%. Sara, percepirà dunque una pensione Inps pari a circa 2/3 di quella di Davide.

Ma cosa succederebbe se entrambi, oggi, decidessero di aderire alla previdenza complementare? Secondo l’analisi avrebbero un aumento della pensione mensile (+25% Sara e +26% Davide). Inoltre, il divario previdenziale tra i due si ridurrebbe. Si passa infatti da un -27% ad un -8%, guadagnando dunque 19 punti percentuali.

Il pensare ad una pensione complementare è di fondamentale importanza, soprattutto per le donne, che nel mondo del lavoro sono svantaggiate rispetto agli uomini. Diverse ricerche e professionisti sottolineano come è sempre meglio pensare a queste soluzioni già in giovane età, in modo da “accumulare” il più possibile nel corso degli anni. Il problema in questo caso è che si arrivare a percepire uno stipendio “decente” non da giovanissimi, e questo scoraggia molti ad avvicinarsi ad una soluzione di previdenza complementare. Accanto a questo problema c’è però anche un mancanza di cultura finanziaria. Secondo l’analisi il 71% degli italiani non conosce 3 concetti finanziari di base. E solo il 22% di coloro  ben preparati è donna (contro il 33% degli uomini). Inoltre, il 43,4% delle donne dichiara che la propria situazione finanziaria le genera ansia (contro il 29,6% degli uomini). La debolezza finanziare delle donne è però un problema anche se affiancato alla longevità. Il sesso femminile ha infatti un’aspettativa di vita di 84,9 anni contro gli 80 degli uomini. Ed è proprio per questo che le donne dovrebbero tutelarsi di più.


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di Giorgia Pacione Di Bello

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