Rottamazione quater: tutto quello da sapere sulle scadenze in arrivo

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La definizione agevolata consente al contribuente di estinguere, a certe condizioni, i debiti con il fisco senza corrispondere interessi e di sanzioni.

Indice

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Rottamazione-quater: è possibile pagare la terza rata entro il 15 marzo. In caso di mancato pagamento di una rata i versamenti fino a quel momento versati verranno considerati come acconto rispetto all’intera somma dovuta

Terza rata: quando è prevista la proroga?

È notizia di questi giorni che, come comunicato dal ministro Leo, verranno riaperti i termini per adempiere alle scadenze della rottamazione agevolata che, come noto, indica la misura che consente al contribuente di estinguere, a certe condizioni, i debiti con il fisco.

In questo senso, la terza rata della Rottamazione-quater si paga il 15 marzo.
Più in particolare, dal 28 febbraio (termine precedente che segnava il giorno del pagamento) si è passati al 15 marzo.
I contribuenti potranno pertanto beneficiare di alcuni (a volte essenziali) giorni in più per adempiere alle scadenze previste.


L’appuntamento del 15 marzo darà la possibilità ai contribuenti:
• di versare il dovuto in relazione alla terza rata
• di regolarizzare la propria posizione pagando le precedenti rate (quella di ottobre e di novembre).


Saldare le rate non ancora pagate entro questo termine solleva dal rischio di andare incontro a sanzioni.


Come ha specificato il ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso la proroga, da un lato, il Fisco riuscirebbe a recuperare 5,4 miliardi che mancano all’appello, dall’altro, si aiuterebbero i contribuenti in difficoltà a non decadere dal beneficio della definizione agevolata.

Sanzioni e interessi: vanno pagati?

La rottamazione quater consente ai contribuenti che vi hanno aderito di pagare esclusivamente l’importo dovuto, sollevando dal pagamento di sanzioni e interessi.
Con riferimento alle multe stradali o alle sanzioni amministrative (ad esempio quelle relative alla violazione di obblighi contributivi) la misura della rottamazione consente di non corrispondere le maggiorazioni dovute a titolo di interessi.

Cos’è il periodo di tolleranza?

Come si diceva poco sopra: la rottamazione-quater estende i termini per il pagamento della terza rata. Sarà quindi possibile possibile pagare la terza rata entro il 15 marzo.

Occorre notare tuttavia che, laddove i contribuenti non riuscissero a mettersi in regola con il pagamento della terza rata entro il 15 marzo, potranno beneficiare di un periodo di tolleranza di 5 giorni, che fa slittare il termine ultimo previsto per il pagamento al 20 marzo.

Quando si pagavano le prime due rate della Rottamazione quater?

L’intervento del decreto Milleproroghe ha permesso di estendere il termine previsto per il pagamento della terza rata al 15 marzo. In quest’occasione i contribuenti potranno saldare anche le precedenti rate rimaste sospese.
Le prime due rate della rottamazione scadevano:
• Il 31 ottobre 2023 (prima rata o, per alcuni, unica rata)
• Il 30 novembre 2023 (seconda rata)

Quali sono le cartelle che si possono ‘rottamare’?

La rottamazione quater consente la possibilità di estinguere, a certe condizioni, i debiti con il fisco senza corrispondere interessi e sanzioni, versando le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notificazione della cartella di pagamento.
Si possono rottamare i carichi affidati all’Agente di riscossione nel periodo ricompreso tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022 inclusi quelli:
• che riferiscono a cartelle non ancora notificate
• che sono sottoposti a provvedimenti di rateizzazione o di sospensione su cui è stata già fatta valere una precedente misura agevolativa
• su cui è stata già fatta valere una precedente misura agevolativa tuttavia decaduta per mancato versamento o insufficiente-tardivo versamento di una rata
• che, a certe condizioni, sono affidati dalle casse/enti previdenziali.

Quali sono i carichi esclusi dalla rottamazione?

Risultano esclusi i carichi che non ricadono nel lasso temporale prima indicato (1 gennaio 2000 e 30 gennaio 2022). Inoltre, risultano esclusi:
• i carichi relativi a somme dovute a titolo di recupero degli aiuti di Stato; derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti; le multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna

Cosa accade in caso di pagamento tardivo di una rata?

Il contribuente che omette di pagare anche una sola rata del piano concordato in definizione agevolata con il fisco, perde i benefici legati alla misura e gli importi fino a quel momento corrisposti verranno considerati a titolo di acconto del totale delle somme dovute.



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di Redazione We Wealth

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