La sofferenza senza fine dell’azionario Uk

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Un’insider eccellente, Sue Noffke, head of Uk equities, Schroders, riflette sul momento “molto complesso” che l’azionario Uk si trova ad affrontare

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L’azionario Uk ha sottoperformato fin dal referendum della Brexit, nel 2016. Le valutazioni sono quindi ai minimi da diversi decennia a questa parte. I titoli che soffrono di più sono quelli focalizzati sull’economia domestica. In questo contesto, Sue Noffke, head of Uk equities, Schroders, da stock picker, riesce comunque a cogliere le opportunità del momento.

Nel periodo compreso tra metà 2013 e fine 2015, l’economia britannica aveva registrato una sovraperformance rispetto a quella mondiale. Anche la sterlina era molto forte, con le società britanniche domestiche in particolare a sovraperformare rispetto a quelle miranti ai mercati globali. In seguito al referendum Brexit, la tendenza si è invertita.

Poi, la sterlina debole ha spinto al rialzo il valore delle società Uk esposte ai mercati esteri. Ossia, alcune delle principali società petrolifere, di gas e di estrazione. Vi sono poi multinazionali di beni di consumo e di farmaci, società di ingegneristica e business media internazionali. Però questo ha anche portato le società domestiche a subire un declassamento a livello di rating, a causa dei timori su un possibile rallentamento dell’economia dopo l’uscita dall’Ue.

Con il fallimento di Theresa May, i rating di molte società sono crollati, così come i rapporti prezzo/utili. Banche domestiche, società immobiliari, costruzioni, beni di consumo, alimentari, media e utility. Dopo la fuga degli investitori, gli acquirenti hanno sfruttato le opportunità relative delle azioni britanniche a livello di valutazioni, la debolezza della sterlina e il finanziamento del debito a basso costo. “I target tra le società domestiche hanno incluso gli operatori di pub britannici Greene King e EI Group, nonché BCA Marketplace, che possiede il portale WeBuyAnyCar.com”.

Quali opportunità adesso per l’azionario Uk?

L’occasione di speculazione quest’anno potrebbe derivare da nuove elezioni politiche. “Ciò potrebbe pesare ulteriormente sulle valutazioni del mercato azionario, soprattutto per i settori focalizzati sull’economia domestica”.

Il mercato azionario Uk ha una struttura unica: in totale ricava circa i 2/3 dei profitti dall’estero. Di conseguenza, ha un livello di diversificazione intrinseco. Questi utili esteri sono alla base dei rendimenti del mercato.

“Il rendimento dell’azionario Uk è stato più elevato rispetto a quello dell’azionario globale soltanto nel corso della recessione del 1991 e nel picco della bolla di tecnologia, media e telecomunicazioni (TMT). In termini assoluti, il mercato azionario britannico al momento ha rendimenti attorno al 4,8% (Msci Uk Index, 30/08/2019). Un risultato molto positivo rispetto al rendimento medio degli ultimi 30 anni, attorno al 3,5%. Perché tali rendimenti possano tornare alla loro media di lungo termine, è necessario che il mercato salga o che arrivino notizie negative e che le società taglino le spese”.

I punti di attenzione sono i soliti: l’economia globale sta rallentando, vi sono incertezze più ampie a livello politico, come la guerra tariffaria tra Usa e Cina.

Non è possibile prevedere i rischi legati alla Brexit. Sono da preferire le società con un modello di business affidabile e bilanci solidi, le uniche capaci di adattarsi ai cambiamenti in arrivo, creando opportunità per gli stock-picker di lungo periodo.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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