Spread, come reagiscono i titoli domestici italiani?

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Secondo uno studio di Goldman Sachs, i titoli domestici italiani sono più sensibili all’andamento dello spread. Cosa aspettarci dunque nei prossimi mesi? Per Filippo Diodovich di IG Italia, un allentamento delle tensioni nel medio periodo è possibile. Occhi puntati, però, sul Consiglio europeo e Standard&Poor’s

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I titoli domestici italiani generano in media oltre il 93% dei ricavi nel Belpaese e meno del 5% al di fuori dell’Europa

Secondo Filippo Diodovich, lo spread colpisce soprattutto le banche, particolarmente presenti tra i titoli domestici e nel Ftse Mib

Attenzione alle tensioni politiche, che potrebbero generare un ulteriore rialzo dello spread

Mentre il coronavirus sembra star spingendo l’Europa verso una profonda recessione, in Italia lo spread torna a salire, sfiorando nella giornata di martedì i 270 punti base. E alcuni titoli sembrerebbero essere molto più sensibili a questo allargamento. Secondo il report Strategy Espresso: Sovereign risks from an equity perspective di Goldman Sachs, nel momento in cui lo spread sale, a parità di btp bund, a soffrire di più sono il Ftse Mib e i titoli domestici italiani. Ma qual è la ragione di questa correlazione?
“Il Ftse Mib è bancocentrico – spiega Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia – Il peso delle banche è infatti maggiore rispetto alle altre azioni. Inoltre, rientrano anche nella lista dei titoli domestici, perché la maggior parte degli istituti di credito italiani ha un giro d’affari nazionale”. Secondo l’esperto, avendo nei loro portafogli titoli di Stato italiani, le banche sono più sensibili all’andamento dello spread. “Di conseguenza, se lo spread sale, le banche che hanno in pancia questa tipologia di titoli perdono valore – spiega – perché poi per far tornare i conti nei loro bilanci devono ricapitalizzare ed emettere corporate bond in condizioni economiche più difficili se il rischio sistema Italia è maggiore”. Tutti aspetti che porterebbero non solo le banche, ma anche le assicurazioni e l’intero settore finanziario a “evidenziare delle performance negative”.
Fonte: Goldman Sachs Global Investment Resarch
Inoltre, come evidenziato dagli analisti di Goldman Sachs, i titoli domestici sono anche quelli più esposti al rischio del sistema Italia rispetto ai titoli che godono di un giro d’affari all’estero. “Rispetto al rischio Germania, il rischio Italia è un po’ più alto, perché il nostro paese ha un rapporto debito-pil particolarmente elevato, un altrettanto elevato tasso di disoccupazione e una crescita del pil che, se prima era anemica, ora è molto negativa a causa dell’epidemia”, spiega Diodovich. “Questo porta un maggior assoggettamento al rischio spread che, se non controllato, può comportare ulteriori perdite di valore dell’indice azionario e dei titoli domestici”.
Fonte: Goldman Sachs Global Investment Resarch
Secondo gli analisti della banca d’affari statunitense, i titoli domestici italiani con una capitalizzazione superiore a un miliardo di euro generano in media oltre il 93% dei ricavi nel Belpaese e meno del 5% al di fuori dell’Europa. Il Ftse Mib, invece, ha un’esposizione del 47% in Italia e del 35% a livello internazionale.

Nei prossimi giorni, continua Diodovich, sono due i principali fattori che potrebbero avere un impatto sullo spread: la riunione del Consiglio europeo e la decisione di Standard&Poor’s sul rating Italia. “A mio avviso, il Consiglio europeo dovrebbe concludersi con un buon compromesso anche per l’Italia – spiega – Questo porterà a un allentamento delle tensioni sullo spread”. Secondo Diodovich, anche un’eventuale giudizio negativo di S&P potrebbe avere degli effetti limitati, perché “la Banca centrale europea continua ad acquistare titoli di Stato italiani e, negli ultimi giorni, ha deciso che continuerà a comprare i junk bond”. Effetti limitati, precisa l’esperto, che riguardano il medio periodo. Nel breve periodo, invece, un’eventuale taglio del rating dell’Italia da parte di S&P potrebbe avere delle ripercussioni sull’apertura di Borsa del prossimo lunedì.

Occhi puntati, infine, sulle tensioni politiche in Italia. “Sul Meccanismo europeo di stabilità non c’è un’unione all’interno della maggioranza di governo”, spiega Diodovich, che conclude: “Questo potrebbe portare lo spread a salire. Bisognerà capire quanto potrà durare la maggioranza nel caso di un’accettazione del Mes”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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