Il presidente della Federal Reserve rompe gli indugi e dichiara che i tassi di riferimento resteranno prossimi allo zero fino al 2022. E nelle stime economiche – le prime da sei mesi a questa parte – saluta il grande guarito dalla pandemia: il mercato del lavoro Usa
Che i tassi di riferimento della Federal Reserve sarebbero rimasti fermi a zero, gli operatori lo avevano previsto. Quello che forse non si sarebbero aspettati è la volontà del governatore Jerome Powell di protrarli fino al 2022. “Siamo impegnati a mantenere” il costo del denaro a tale livello “fino a quando non avremo fiducia che l’economia abbia navigato gli eventi recenti e sia in corsa verso la massima occupazione e la stabilità del prezzi”. Il Federal open market committee (Fomc) ha votato all’unanimità per le scelte di politica monetaria: 10 a zero.
Nel comunicato ufficiale della banca centrale Usa si legge che “la Fed è impegnata a usare tutti gli strumenti a sostegno dell’economia americana in questo momento difficile per promuovere la massima occupazione e la stabilità dei prezzi”. Lo stesso documento mette in evidenza un miglioramento delle condizioni finanziarie, coerentemente con la risposta che i mercati stanno dando alle misure di stimolo della Fed stessa. La crisi del coronavirus “graverà pesantemente sull’attività economica, l’occupazione e l’inflazione nel breve termine e pone considerevoli rischi alle prospettive di medio termine”. In realtà, a proposito dell’occupazione le stime della banca centrale – le prime rese note da sei mesi a questa parte – sono sorprendenti. E confermano l’eccezionale resilienza del mercato del lavoro Usa.
Il mercato del lavoro Usa oltre i tassi a zero della Federal Reserve
Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti nel 2020 si attesterà infatti al 9,3%, per poi scendere al 6,5% nel 2021 e diminuire ulteriormente al 5,5% nel 2022. Una traiettoria stellare, se si pensa al picco del 14,4% raggiunto solo un paio di mesi fa. A confortare le stime di Powell è stato il calo della disoccupazione al 13,3% nel mese di maggio, dato al di là delle aspettative. Quanto al Pil, la Fed prevede che l’economia americana si contrarrà del 6,5% nel 2020, per poi espandersi del 5% nel 2021 e del 3,5% nel 2022.
Wall Street ha mostrato di gradire le dichiarazioni di Jerome Powell. La Borsa americana ha infatti accelerato durante la conferenza stampa della Fed, con Dow Jones che è salito dello 0,21% a 27.331,38 punti, il Nasdaq dell’1,06% a 10.060,56 punti. Lo S&P 500 invece ha messo a segno un progresso dello 0,40% a 3.219,35 punti.
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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione
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