Hermes in Borsa con Kelly e Birkin, una scelta vincente

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Ha sovraperformato il mercato del 500% negli ultimi 10 anni, e in 9 su 10 periodi annuali. È il titolo Hermes. A dispetto della “normalizzazione” in atto in altri settori del lusso, la casa francese delle Kelly e delle Birkin ha registrato una crescita dei ricavi a due cifre. E il titolo è “carissimo”, come le borsette che rappresenta. Gli analisti cosa consigliano?

Indice

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Hermes chiude un 2023 alle stelle – C’è ancora spazio per investire? 

Gli analisti (Bofa) definiscono “stellare” il quarto trimestre di Hermes. Nel trimestre conclusivo del 2023, la maison emblema del lusso mondiale ha messo a segno un +18% nel fatturato (tutte le percentuali sono paragonare al periodo analogo precedente), 3,4 miliardi, e 2,7 miliardi di euro di utile (inteso come ebit, utile operativo prima degli oneri finanziari e fiscali) nel secondo semestre (+13%), il 5% in più rispetto alle aspettative degli esperti, condizionate dalle previsioni di calo fisiologico della domanda. 

Da diverso tempo infatti gli analisti sostengono che la domanda del settore lusso dovrebbe “normalizzarsi” nel 2024, ossia tornare a tassi di crescita più contenuti dopo la sbornia post lockdown ancora in atto, periodo nel quale le vendite di beni di lusso aveva registrato picchi. Ma Hermes, con Zegna e Brunello Cucinelli, è l’unica realtà a sovraperformare il mercato. Hermes ha superato il settore di riferimento del 500% negli ultimi 10 anni e in 9/10 periodi annuali. Uno storico che spinge gli analisti a consigliare di comprare il titolo (“buy”) nonostante la sua valutazione decisamente elevata (P/E 42x; 2.144,50 euro in chiusura di contrattazioni il 14 febbraio 2024).

Non solo borse Birkin e Kelly: a cosa è dovuta la crescita di Hermes? 

La crescita di Hermes è sostenuta da: 

un aumento dei prezzi dell’8-9%, 

una crescita dei volumi del 7% (due nuovi laboratori sono stati inaugurati nel 2023), 

una sinergia positiva derivante dalla vendita “non borse” (soprattutto calzature, orologi e sciarpe). 

Nell’ultimo trimestre 2023 in particolare la crescita della maison delle borsette Kelly e Birkin ha accelerato: i ricavi sono cresciuti del 19% in Europa, del 15% in Asia e del 22% nelle Americhe, tutti in accelerazione rispetto al trimestre precedente. 

A trainare la crescita, tutti i settori tranne la pelletteria, per i noti limiti della capacità produttiva (alla base anche della leggenda Hermes) e a causa della preparazione alla forte domanda prevista per il Capodanno cinese. Il margine lordo di Hermes ha raggiunto nuovi massimi (72,3%) nel 2023; il margine ebit è al 42,1%. Il dividendo annunciato è di 15 euro per azione (+200% rispetto al periodo pre-pandemia), con un ulteriore dividendo straordinario di 10 euro per azione.

Il titolo sarà ancora vincente nel 2024?

Gli analisti di Bofa ritengono la scelta del titolo “una delle migliori nel settore dei beni di lusso fino al 2024”, insieme a Lvmh: entrambi hanno dimostrato di saper resistere alla normalizzazione della domanda in corso (in atto ancora per tutto il primo semestre 2024). Le previsioni sono per il 2024 di un aumento dei ricavi di Hermes del 16%; il margine Ebit dovrebbe rimanere stabile su base annua al 42,1%, fatto raro nel settore, dato che si prevede una redditività più bassa per quasi tutte le altre società del settore del lusso analizzate da Bofa. Per l’anno fiscale 2024 si ipotizza un aumento dei ricavi del 16%, tenendo conto delle anticipazioni sugli aumenti di prezzo (+8-9%) e della maggiore capacità produttiva (+ 6-7%). Su base quadriennale, i ricavi sono cresciuti del 16,7%. 

Hermes, geografie e prodotti nel quarto trimestre

Nel complesso, il mercato europeo è cresciuto del 19%; i ricavi della Francia sono si sono espansi del 16% (con un superamento del 6% del consenso); nel nord Europa sono saliti del 21% (+4% rispetto al consenso). Le Americhe hanno messo a segno +22%; APAC (Asia Pacifico Australia Cina senza Giappone: +12%. Giappone: ricavi +26%. Per quanto riguarda i prodotti, i ricavi dalla divisione pelletteria sono cresciuti del 10%; quelli di pret-a-porter e accessori hanno fatto un balzo del 28%; quelli delle creazioni in seta (foulard) in particolare sono saliti del 13%. I ricavi legati agli orologi sono avanzati del 22%, leggermente al di sotto delle previsioni.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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