Recessione, per i gestori la paura è ai massimi dal 2009

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Un sondaggio tra i gestori di fondi condotto da Bank Of America Merrill Lynch avverte: il timore di una possibile recessione è ai massimi dal 2009

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Il 38% degli intervistati da Bank od America ad agosto afferma di aspettarsi una recessione per il prossimo anno

Tra i gestori intervistati, 1 su 5 prevede che i tassi a breve termine aumenteranno nel corso del 2020. A settembre 2018 lo pensava 1 gestore su 10

Guerra commerciale, impotenza della politica monetaria e una possibile bolla del mercato obbligazionario sono i rischi più temuti dagli investitori

I livelli di guardia sul rischio recessione sono alti. O meglio, sono ai massimi dal 2009. L’inversione della curva dei rendimenti statunitensi non ha sicuramente aiutato: secondo il tradizionale sondaggio condotto da Bank of America Merrill Lynch per i gestori di fondi a livello globale, l’allerta sul rischio di una recessione è ai massimi da 10 anni a questa parte.

Le preoccupazioni legate allo scenario di una recessione continuano a mitigare la propensione al rischio degli investitori. Il 38% degli intervistati da Bank od America ad agosto afferma di aspettarsi una recessione per il prossimo anno, contro il 59% la ritiene improbabile. Il sondaggio è stato condotto tra 235 gestori di fondi a livello globale, che amministrano complessivamente circa 683 miliardi di dollari di masse.

Tra i gestori intervistati, 1 su 5 prevede che i tassi a breve termine aumenteranno nel corso del prossimo anno. Nel sondaggio condotto a settembre dello scorso anno, lo stimava 1 solo gestore su 10. Anche se è probabile che l’inversione della curva non abbia incoraggiato l’ottimismo dei gestori, il 64% dei manager intervistati dichiara di non ritenere che l’inversione sarà la diretta responsabile di una eventuale recessione nel 2020.

I livelli di liquidità degli investitori ad agosto sono scesi di 0,4 punti percentuali al 4,7%, in calo rispetto al 5,7% registrato a giugno e leggermente al di sopra della media a 10 anni pari al 4,6%. L’asset allocation globale sull’azionario è rimbalzata, anche se lentamente, aumentando ad agosto di 8 punti percentuali rispetto al mese precedente. L’allocazione nell’obbligazionario, dall’altro lato, è scesa di 14 punti percentuali questo mese.

Lo spettro di una guerra commerciale resta in cima alle preoccupazioni degli investitori. Il 40% degli intervistati la cita come primo rischio di coda. Seguono l’impotenza della politica monetaria e una possibile bolla del mercato obbligazionario (entrambi al 13%), seguito da un rallentamento economico in Cina (12%).

“Rimaniamo contrari alle strategie rialziste, poiché questo mese gli investitori hanno mostrato solo un modesto miglioramento della propensione al rischio”, ha dichiarato Michael Hartnett, a capo della strategia investimenti presso BofA Merrill Lynch Global Research. “Uno stimolo fiscale aumenterebbe l’ottimismo degli investitori”, ha aggiunto il manager.


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di Francesca Conti

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