Sostenibilità: il divario tra aziende e consumatori

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Un nuovo report di Capgemini evidenzia come il maggior peso attributo dai consumatori alla sostenibilità possa rappresentare un’importante opportunità ma allo stesso tempo una minaccia per le aziende che si occupano di beni di consumo e vendita al dettaglio

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Stando  a  nuovo studio del Capgemini Research Institute, il 79% dei consumatori intervistati sta modificando le proprie preferenze di acquisto in base a criteri come responsabilità sociale, inclusività e impatto ambientale

Pur riconoscendo l’importanza della sostenibilità, le aziende non sembrano ancora aver metabolizzato questo cambiamento da parte dei clienti, sempre più attenti ai fattori esg

Il gap tra le aziende e le aspettative dei consumatori potrebbe costare a brand e retailer circa il 6% del fatturato

Se si parla di sostenibilità, aziende e consumatori non sono sulla stessa pagina. Questo il quadro emerso da un nuovo report del Capgemini Research Institute intitolato “Consumer Products and Retail: How sustainability is fundamentally changing consumer preferences”. Lo studio analizza l’impatto della sostenibilità sui modelli d’acquisto dei consumatori e il grado di comprensione delle aspettative degli stessi da parte delle aziende che si occupano di beni di consumo e vendita al dettaglio.
La ricerca evidenzia come la sostenibilità sia sempre più al centro delle scelte dei consumatori. Il 79% degli intervistati sta modificando le proprie preferenze di acquisto in base a criteri come responsabilità sociale, inclusività e impatto ambientale. Di questi, il 42% ha già cambiato le proprie abitudini di acquisto mentre il 37% è intenzionato a farlo.

Tuttavia, pur riconoscendo l’importanza della sostenibilità, le aziende non sembrano ancora aver metabolizzato questo cambiamento da parte dei clienti, sempre più attenti ai fattori esg. Solo un terzo (il 36%) delle società afferma infatti che i consumatori sono disposti a cambiare le proprie scelte/preferenze in base all’impatto sociale o ambientale. Se, da un lato, più della metà (53%) dei consumatori ha iniziato ad acquistare prodotti di marchi meno conosciuti ma più sostenibili, dall’altro, solo il 24% dei dirigenti afferma che i propri clienti sono disposti a passare da un marchio noto a un marchio sconosciuto che percepiscono come sostenibile. Inoltre, il 65% dei dirigenti afferma che i clienti sono perfettamente consapevoli delle iniziative di sostenibilità della propria azienda, ma ben il 49% dei consumatori afferma di non avere a disposizione informazioni su cui fare affidamento per verificare la sostenibilità dei prodotti e il 44% di non fidarsi delle stesse. La consapevolezza rimane  un tema chiave: se il 76% dei dirigenti crede che i consumatori siano in grado di distinguere i prodotti sostenibili da quelli che non lo sono, dalla ricerca emerge che la maggior parte dei consumatori non è realmente consapevole dell’impatto ambientale di alcuni prodotti acquistati, ma una volta informati, questi ultimi sono spesso disposti a sostituirli con alternative più sostenibili. Questo gap tra le aziende e le aspettative dei consumatori, evidenzia lo studio del Capgemini Research Institute, potrebbe costare a brand e retailer circa il 6% del fatturato.

Anche se, oltre la metà delle aziende attive nel settore CPR è consapevole dei principali benefici della sostenibilità in termini di fedeltà dei clienti e aumento di valore per il brand, dal report emerge che, quasi l’80% delle organizzazioni del settore CPR indica l’impatto sui margini o il superamento dei budget come un ostacolo che impedisce di portare su scala le iniziative di sostenibilità, mentre quasi tre organizzazioni su quattro affermano di avere altre priorità.

Al fine di colmare i gap tra aziende e consumatori e favorire l’adozione di programmi di sostenibilità sul lungo periodo, il report identifica quattro best practice per accelerare la sostenibilità che le organizzazioni possono implementare: educare i consumatori e responsabilizzare i dipendenti verso l’adozione di pratiche sostenibili, posizionare la tecnologia al centro delle iniziative sostenibili, avere a disposizione una solida governance in tema di sostenibilità e, infine, collaborare con l’intero ecosistema per un impatto maggiore.


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di Virginia Bizzarri

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