Imprese, l’e-commerce per battere la recessione

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Solo in Italia da inizio anno si contano due milioni di nuovi consumatori online, di cui 1,3 milioni in arrivo sulle piattaforme di acquisto digitale proprio durante i mesi di lockdown. L’e-commerce potrebbe sostenere le imprese contro la recessione?

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Secondo l’Eurostat solo nel mese di aprile nell’Eurozona il commercio al dettaglio ha registrato un calo dell’11,7% rispetto al mese precedente, mentre sono volate le vendite su internet del +10,9%

In Spagna quattro piccole e medie imprese su cinque non sono attrezzate per vendere online

In un contesto in cui le misure di contenimento del contagio hanno posto un freno alle interazioni quotidiane, le imprese hanno dovuto trovare in pochi mesi nuovi canali di contatto con la clientela per riuscire a sopravvivere. E le piattaforme di e-commerce potrebbero essere la soluzione per sconfiggere la recessione.
Secondo un’analisi di Zeuner, solo in Italia da inizio anno si contano due milioni di nuovi consumatori online, di cui 1,3 milioni approdati sulle piattaforme di acquisto digitale proprio durante i mesi di lockdown. Nel primo trimestre del 2020, infatti, “l’e-commerce è diventato quasi l’unico canale di contatto sia per l’acquisto che per la vendita”, spiegano i ricercatori.

In particolare, le richieste di supporto all’e-commerce hanno riguardato principalmente le aziende dei settori food, elettronica, moda, salute e bellezza, delivery, prodotti farmaceutici medicali ed editoria, che contano un incremento medio delle domande del 20% rispetto all’ultimo trimestre del 2019, e un’impresa su due ha investito per la prima volta sulla vendita online proprio in questo periodo. “Il commercio sul web – spiegano – è il settore che si svilupperà di più nell’economia mondiale, con un incremento stimato fino al +55%”.

Sulla stessa linea d’onda anche gli ultimi dati Eurostat, che ad aprile ha registrato un calo dell’11,7% del commercio al dettaglio nell’Eurozona rispetto al mese precedente e del 19,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nell’Unione europea, invece, si parla di un calo dell’11,1% rispetto a marzo 2020 e del 18% rispetto ad aprile 2019. Contemporaneamente, sono volate le vendite su internet, con una crescita del 10,9% nell’Eurozona e dell’11,9% nell’Unione europea.

Come dimostrano i dati raccolti da Bloomberg, le aziende digitali continueranno ad avere un vantaggio competitivo rispetto alle altre finché le misure di contenimento del contagio limiteranno le interazioni. Queste ultime, infatti, possono attirare una clientela più giovane e riuscire non solo a resistere alla recessione ma anche conoscere una crescita della produttività. Eppure, ancora molto resta da fare a livello globale. In Spagna, ad esempio, quattro piccole e medie imprese su cinque non sono attrezzate per vendere online, anche se gli economisti della banca centrale spagnola hanno rilevato che gli acquisti sul web sono cresciuti dal 15 al 22% durante il periodo di lockdown.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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