Ricchezza mondiale: Pil Italia (ancora) all’ottavo posto

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La ricchezza mondiale intesa come Pil nominale deve i suoi tre quarti ai primi quindici paesi in classifica, fra cui il Belpaese. I dati, aggiornati a luglio 2019, sono della World Bank. Ma di qui a pochi anni cambieranno completamente. Ecco come

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I primi quindici paesi contano per il 75% della ricchezza globale, ma solo due possono vantare una quota a doppia cifra

La World Bank fornisce poi un interessante spaccato per macro regioni del mondo. Stando a questa suddivisione, l’Asia orientale e il Pacifico si classificano al primo posto

I paesi ad alto reddito contano per il 63,1% del totale, quelli a reddito medio alto e medio basso rispettivamente per il 28,4% e il 7,8%. I paesi a basso reddito infine, pesano solo per lo 0,7%

La rivoluzione però è alle porte. Stando alle proiezioni di Standard Chartered, nel 2030 la classifica dei paesi a maggior Pil del mondo sarà (quasi) inedita

Il Pil mondiale: la ricchezza per paese

Il Pil mondiale nominale (ossia non aggiustato per la parità del potere d’acquisto) è cresciuto raggiungendo gli 86 (85,8) mila miliardi di dollari. I dati sono della Banca mondiale, aggiornati al luglio 2019. La classifica dei primi quindici paesi vede al primo gli Stati Uniti con 20,49 mila miliardi di dollari, all’ultimo il Messico, con 1,22 mila miliardi di dollari.

I primi quindici paesi contano per il 75% della ricchezza globale, ma solo due possono vantare una quota a doppia cifra. Si tratta naturalmente degli Stati Uniti, che rappresentano il 23,89% del Pil mondiale e della Cina, che con i suoi 13,61 mila miliardi di dollari vi contribuisce per il 15,86% del totale. Seguono poi Giappone (4,94 mila miliardi, 5,79%), Germania (4 mila miliardi, 4,66%), Regno Unito (2,83 mila miliardi, 3,295), Francia (2,78%, 3,24%) India (2,73 mila miliardi, 3,18%). L’Italia è ottava, con i suoi 2,07 mila miliardi di dollari di Pil pari al 2,42% della ricchezza mondiale.

Per macro regioni e gruppi di reddito

La Banca Mondiale sottolinea come la distanza fra Stati uniti e Cina si stia assottigliando: il Pil nominale cinese rappresenta ormai il 66,4% di quello statunitense. La World Bank fornisce poi un interessante spaccato per macro regioni del mondo. Stando a questa suddivisione, l’Asia orientale e il Pacifico si classificano al primo posto, con 25,9 mila miliardi di dollari e il 30,2% del Pil. L’Europa e l’Asia centrale si piazzano al secondo posto, con 23 mila miliardi di dollari e il 26,8% del totale. Solo al terzo posto giunge il Nord America, con 22,2 mila miliardi e il 25,95. Le percentuali a doppia cifra si fermano qui. Seguono poi, con grande distacco, l’America Latina e l’area caraibica (6,8%), il Medio Oriente e il Nord Africa (4,2%), l’Asia meridionale (4,1%), l’Africa subsahariana (2%).

I paesi ad alto reddito contano per il 63,1% del totale, quelli a reddito medio alto e medio basso rispettivamente per il 28,4% e il 7,8%. I paesi a basso reddito infine, pesano solo per lo 0,7%.

La rivoluzione è però alle porte: il mondo nel 2030

Stando alle proiezioni di Standard Chartered, nel 2030 questa sarà la classifica dei paesi a maggior Pil del mondo:

  1. Cina
  2. India
  3. Stati Uniti
  4. Indonesia
  5. Turchia
  6. Brasile
  7. Egitto
  8. Russia
  9. Giappone
  10. Germania

Della vecchia Europa, resisterà solo la Germania. Sarà davvero così? Basterà solo un decennio per saperlo.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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