El-Erian: mercati troppo ottimismi su emergenza Covid-19

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Economisti e investitori sottostimano ancora l’impatto della pandemia. Lo evidenzia il capo consigliere economico di Allianz in un articolo sul FT

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Per Mohamed El-Erian (Allianz), le proiezioni attuali sottostimano ancora la gravità dello shutdown causato dal  Coronavirus

Secondo il capo consigliere economico, giudicando dal rapporto prezzo/utile delle azioni e dallo spread creditizio, il sentiment del mercato è ancora troppo bullish

Esiste attualmente un gap tra la view degli economisti e di molti operatori di mercato e il reale impatto della crisi di Covid-19. Questa l’opinione del capo consigliere economico di Allianz, Mohamed El-Erian, che, in un articolo pubblicato sul Financial Times avverte: economisti e investitori sono ancora troppo ottimisti sugli effetti della pandemia.
“Inizialmente gli economisti – in modo eccessivamente ottimista – hanno abbracciato l’idea di una rapida ripresa nel secondo trimestre dopo una forte contrazione nel primo trimestre. Questa (ndr, proiezione) si è poi spostata su una forte contrazione nel secondo trimestre, seguita da una ripresa più graduale nei tre successivi: un disegno più coerente con l’improvviso arresto dell’attività globale” ha dichiarato El-Erian, sottolineando che, tuttora, le previsioni di consenso non riflettono appieno l’impatto dello shock causato dal Coronavirus sull’economia, e in particolare la reazione di aziende (tagli di salari e posti di lavoro su larga scala) e famiglie (crollo dei consumi).

“Le proiezioni attuali sottostimano ancora la gravità dello shutdown dell’economia globale a causa del virus, un processo di riavvio intrinsecamente disordinato e conseguenti modifiche al panorama post-crisi” si legge sull’articolo del FT. Secondo El-Erian, a giudicare dai rapporti prezzo/utili (price/earning ratios) delle azioni Usa e dagli spread sui segmenti di qualità inferiore sul mercato del credito, anche i mercati finanziari sono troppo ottimisti, troppo “bullish”. Inoltre, continua il capo consigliere economico, questi non tengono “sufficientemente conto di tutta una serie di rischi, tra cui una prospettiva sugli utili più difficile, livelli più elevati di indebitamento, una dispersione molto più grande tra vincitori e perdenti, il crescente intreccio del governo nelle attività del settore privato, la duratura avversione al rischio nell’economia reale e, soprattutto, una grande quantità di fallimenti”.

Gli analisti economici farebbero bene a “concentrarsi sull’identificazione di una serie più ampia di indicatori ad alta frequenza che catturino la gravità di questa pandemia di Coronavirus, la solidità della successiva ripresa economica e i temi che definiscono la nuova destinazione per l’economia globale” avverte El-Erian. Lato investitori invece, il compito è quello di “esaminare i portafogli nome per nome per ridurre l’esposizione ai rischi di insolvenze societarie e sovrane, mantenendo allo stesso tempo il potenziale di rendimento qualora la Fed continui a sostenere i mercati. E conclude “verrà il momento di passare alla modalità di pieno recupero (ndr, full recovey mode). Ma non è ancora il momento” conclude il capo consigliere economico.


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di Redazione We Wealth

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