Elezioni Usa: nel 2020 più liquidità rispetto al 2016

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Secondo l’ultima ricerca fatta da SpectremGroup rispetto al 2016, quest’anno c’è molta più liquidità in tasca ai miliardari. E il motivo non è (esclusivamente) il Covid

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I primi mesi del 2020, con la pandemia ancora lontana dalle coste americane, la liquidità nei portafogli dei paperoni era maggiore rispetto al 2016

A ottobre 2016 i ricchi investitori  avevano il 15% dei loro portafogli investiti in contanti

Più liquidità nei portafogli dei paperoni americani. Secondo l’ultima ricerca fatta da SpectremGroup rispetto al 2016, quest’anno c’è molta più liquidità in tasca ai miliardari. E il motivo non è il Covid.
Il report sottolinea come a ottobre 2016 i ricchi investitori  avevano il 15% dei loro portafogli investiti in contanti. A novembre è salita al 22 per poi, a dicembre scendere al 16%. Anche se le elezioni di Donald Trump furono una sorpresa per molti, l’asset patrimoniale non ha subito grandi cambiamenti.

Altra storia ad inizio anno. I primi mesi del 2020, con la pandemia ancora lontana dalle coste americane, la liquidità nei portafogli dei paperoni era maggiore rispetto al 2016.  A gennaio 2020 si aveva il 21% in cash, nonostante il mercato solido. Il motivo? L’incertezza delle elezioni. A giugno i clienti private hanno addirittura aumentato la liquidità passando al 22%. Ovviamente in questo aumento estivo ha messo lo zampino anche la prima ondata di pandemia. In autunno questa percentuale è ancora salita arrivando al 24%.

Ma dunque nei prossimi mesi come investiranno questi soggetti? Secondo il report la suddivisione dei loro portafoglio potrebbe vedere:

  • Il 28% in stock mutal fund
  • Il 25% in cash
  • Il 20% in individual stocks
  • L’8% in bond mutual funds
  • Il 5% nel real estate
  • Il 5% in insurance policies
  • Il 4% in individual bonds
  • L’1% in investimenti alternativi

E dunque come si nota il 25% prevede di continuare a detenere liquide le attività almeno fino a fine anno. il contante però non è l’investimento più popolare. Il 28% prevede infatti di investire in fondi comuni di investimento il 20% è invece propenso sui singoli titoli.

Da sottolineare che dopo l’esisto delle elezioni i consulenti dovranno capire, insieme ai loro clienti, come sarà meglio investire i propri risparmi. I democratici potrebbero infatti puntare a nuove tasse sulla ricchezza per “riequilibrare” il gap con le fasce più povere della popolazione che si sono ulteriormente impoverite durante il primo periodo di pandemia. Bisogna infatti ricordare come i miliardari americani (specialmente quelli legati ai settori tecnologici) hanno implementato la propria ricchezza notevolmente nei primi mesi della pandemia.


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di Redazione We Wealth

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