Il messaggio dei ceo Usa: stop alla logica del profitto

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Azionisti e profitti prima di tutto? No grazie. Quasi 200 ceo delle più grandi società Usa hanno firmato un documento per impegnarsi a guidare le proprie aziende a beneficio di tutti i protagonisti: clienti, dipendenti, fornitori, comunità e azionisti. Una svolta significativa verso la sostenibilità

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Il documento è stato firmato dai soci della Business Roundtable, associazione che annovera tra i suoi membri i ceo di società statunitensi come Amazon, JP Morgan e BlackRock

I manager si sono impegnati formalmente per “il futuro successo delle nostre aziende, delle nostre comunità e del nostro Paese”

La dichiarazione in cinque punti, prevede l’equo rispetto e trattamento di clienti, dipendenti, fornitori, comunità e azionisti

L’era del ‘profitti prima di tutto’ ha le ore contate. Negli Stati Uniti quasi 200 ceo delle principali multinazionali del Paese si sono detti pronti ad abbandonare la logica del benessere degli azionisti come elemento primario per il successo di un’azienda. Accanto a questo elemento, sullo stesso livello, devono coesistere il rispetto per l’ambiente e per i propri dipendenti.

Le premesse per questa rivoluzione sostenibile sono contenute nel documento pubblicato dalla Business Roundtable, associazione che annovera tra i suoi membri gli amministratori delegati di alcune tra le più importanti e potenti aziende statunitensi da Amazon, a JP Morgan a BlackRock. Un documento in cinque punti firmato da 181 ceo che si impegnano a guidare le proprie aziende a beneficio di tutte le parti interessate: clienti, dipendenti, fornitori, comunità e azionisti.

La dichiarazione dei big delle multinazionali Usa mira a rivoluzionare il concetto di “scopo” di una società. “Gli americani – si legge nel testo – meritano un’economia che consenta a ciascuno di avere successo tramite il duro lavoro e la creatività e di condurre una vita di valore e dignità. Riteniamo che il sistema del libero mercato sia il mezzo migliore per generare buoni posti di lavoro, un’economia forte e sostenibile, innovazione, un ambiente sano e opportunità economiche per tutti”.

Le imprese, sottolinea il documento, “svolgono un ruolo vitale nell’economia”. I firmatari, attraverso le società di cui sono a capo, si impegnano a:

  1. Offrire valore ai propri clienti = “Porteremo avanti la tradizione delle aziende americane all’avanguardia nel soddisfare o superare le aspettative dei clienti”.
  2. Investire nei dipendenti = Uno scopo che si può raggiungere innanzitutto “compensandoli equamente e fornendo importanti benefits”, oltre che includendo “un supporto attraverso la formazione e l’educazione che aiutano a sviluppare nuove competenze per un mondo in rapido cambiamento”. I manager si impegnano poi a promuovere “la diversità e l’inclusione, la dignità e il rispetto”.
  3. Trattare in modo equo ed etico i fornitori = “Siamo impegnati ad agire da buoni partner per le altre società, grandi e piccole, che ci aiutano a raggiungere i nostri obiettivi”.
  4. Supportare le comunità = “Rispettiamo le persone nelle nostre comunità e proteggiamo l’ambiente adottando pratiche sostenibili in tutte le nostre attività”.
  5. Generare valore a lungo termine per gli azionisti = “che forniscono il capitale che consente alle aziende di investire, crescere e innovare. Ci impegniamo per la trasparenza e la cooperazione efficace con gli azionisti”.

“Ogni nostro azionista è essenziale”, chiosano infine gli amministratori delegati. “Ci impegniamo – aggiungono – a fornire valore a tutti loro, per il futuro successo delle nostre aziende, delle nostre comunità e del nostro Paese”. Anche se si tratta di dichiarazioni programmatiche, il passo intenzionale compiuto dai manager è comunque significativo.

Per il Financial Times si tratterebbe di una mossa politica per lanciare un messaggio ai candidati più radicali del Partito Democratico come Elizabeth Warren e Bernie Sanders, che accusano le multinazionali di rispondere solamente alla logica del profitto. Il quotidiano finanziario interpreta il documento anche come una risposta al crescere dei movimenti populisti e sovranisti. Se alle parole seguiranno azioni concrete, per la finanza e per il mondo sarà comunque un passo positivo e importante verso la sostenibilità.

“Il sogno americano è vivo, ma logorato”, ha dichiarato Jamie Dimon, presidente e ceo di JP Morgan, oltre che presidente della Business Roundtable. “I principali datori di lavoro stanno investendo nei loro dipendenti e nelle comunità perché sanno che questo è l’unico modo per avere successo a lungo termine”, aggiunge Dimon, secondo cui i nuovi principi “riflettono l’impegno costante della comunità imprenditoriale nel continuare a spingere per un’economia al servizio di tutti gli americani”.

“Accolgo con favore questa attenta dichiarazione dei ceo di Business Roundtable sullo scopo di una società. Adottando una visione più ampia e completa dello scopo societario, i consigli di amministrazione possono concentrarsi sulla creazione di valore a lungo termine, al servizio di tutti: investitori, dipendenti, comunità, fornitori e clienti”, ha affermato Bill McNabb, ex ceo di Vanguard.


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di Francesca Conti

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