Trasformazione digitale, una necessità sempre più contingente

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In un momento storico in cui tutto è digitale e tutto si svolge da casa, Claudia Segre (Global Thinking Foundation) propone una concezione nuova dello smartworking ed enfatizza sulla necessità e importanza dell’educazione finanziaria come strumento di emancipazione sociale

Indice

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L’importanza degli investimenti per le infrastrutture digitali

Il covid-19 è una straordinaria opportunità

Tutti i vantaggi dello smartworking

La contatto per un’intervista ma all’ora fissata abbiamo delle difficoltà tecniche per collegarci. Prendiamo spunto proprio da questo per cominciare la nostra chiacchierata. Ha un tono rassicurante e ottimista Claudia Segre, fondatrice e presidente della Global Thinking Foundation, mentre mi parla a telefono e si affretta a spiegarmi che “l’attività di ascolto e aiuto della fondazione continua anche in questo momento in cui i nostri sportelli sul territorio (Milano e Palermo) sono comprensibilmente chiusi”.
Le motivazioni e la mission che portarono alla nascita della fondazione nel 2016 sono oggi, a causa dell’emergenza che stiamo vivendo, quanto mai valide e attuali: far sentire le donne meno sole, meno spaventate, e renderle più consapevoli e libere grazie a un solido bagaglio di conoscenza economico – finanziaria. “In Italia resiste un gap culturale, consideriamo le materie finanziarie come un affare da ‘uomini’. Ma il problema può essere superato, anche grazie alla digitalizzazione. Oggi le donne hanno mille canali per informarsi, ed è bene che inizino a farlo perché ciò le rende più autonome e meno fragili”.

Il connubio perfetto: educazione finanziaria + digitalizzazione

Video conferenze, webinar, percorsi di apprendimento a distanza, vendite online, sono solo alcuni degli strumenti attraverso i quali in questa che viene definita l’era digitale, le aziende possono avviare o rafforzare processi per superare la crisi. “L’emergenza che stiamo vivendo ci sta facendo capire l’importanza degli investimenti per le infrastrutture digitali, necessari ridurre quel gap sulla digitalizzazione che vede il nostro Paese fanalino di coda nella classifica europea e che crea alle imprese, piccole e medie, grossi ritardi. E se l’agenda europea guida quella che dovrebbe essere la strategia dell’agenda digitale italiana, un maggiore impegno sugli investimenti, per la diffusione delle competenze digitali, da parte di governo e imprese, resta l’unico modo per il nostro Paese di restare a galla nell’era post covid e fare un salto di qualità sia a livello infrastrutturale ma anche a livello di diffusione delle competenze e della partecipazione nel processo di digitalizzazione di tutte le imprese piccole e medie”, spiega Segre. Proprio per questo Global Thinking Foundation ha dedicato il suo evento annuale lo scorso novembre alle applicazioni digitali che rendono la società più inclusiva e sostenibile ha voluto testimoniare il suo impegno a garantire azioni e progetti a sostegno dell’Agenda 2030 e in particolare del Goal 4 sulla qualità dell’educazione in un paese nel quale la digitalizzazione la vedeva al quart’ultimo posto in Europa a causa dell’elevato livello di abbandono scolastico ed alla carenza infrastrutturale di accesso al digitale garantita per tutte le scuole nel paese.

Un’occasione per cambiare passo

È proprio quando le risorse diminuiscono che diviene più importante saperle gestire con lungimiranza e saggezza. Solo il 45% degli uomini e il 30% delle donne in Italia dimostrano un adeguato livello di educazione finanziaria, ponendo lo stato all’ultimo posto per alfabetizzazione finanziaria tra i membri del G7. Questa disparità con gli altri paesi è accompagnata anche dalla disparità di genere: la finanza non discrimina tra genere ma l’approccio con cui uomini e donne si affacciano all’ambito finanziario è così diverso che genera in sé un gender gap importante. “Sono convinta che l’educazione finanziaria e la digitalizzazione insieme creino il connubio perfetto per la propria sostenibilità economica”, afferma Segre che tramite la sua fondazione si impegna a promuovere e divulgare, lavorando in sinergia con le amministrazioni locali, iniziative di informazione/formazione sui temi dell’alfabetizzazione finanziaria e dell’inclusione economica, atte a contrastare i fenomeni di violenza economica e sovraindebitamento, finalizzate a fornire ai cittadini competenze atte a favorire comportamenti attivi e consapevoli. “Essere alfabetizzati dal punto di vista finanziario significherà avere una possibilità in più per raggiungere i propri obiettivi”.

Lo smartworking, un equalizzatore di opportunità

Come è cambiata la condizione della donna nella famiglia con il lockdown imposto dalla pandemia? Lo smartworking manterrà la promessa di contribuire a realizzare le pari opportunità effettive tra uomini e donne sostituendo la cultura della presenza fisica con quella del risultato, ovunque lo si produca? “Da tempo mi occupo di smartworking, ho coordinato progetti, tenuto corsi, webinar, seminari, scritto policy, dato indicazioni operative a decine di pubbliche amministrazioni. È per me un tema di advocacy perché considero lo smartworking uno straordinario ‘equalizzatore’ di opportunità tra uomini e donne e uno strumento di innovazione di cui non si può fare a meno”, sottolinea Segre. Esistono delle complessità che vanno risolte sia da un punto di vista strutturale che delle imprese. “È necessaria una maggiore chiarezza dei contratti; mancano gli strumenti per fare lo smartworking e manca la sicurezza per le imprese che vedono i dipendenti al di fuori dell’impresa accedere alla struttura tecnologica dell’impresa stessa. Lavorare sulla struttura aziendale in termini di organizzazione è quello che preserva la nostra società e il coinvolgimento di un’imprenditoria femminile in tutto ciò che è scienza, tecnologia, sostenibilità ambientale e salute diventa un impegno che si stanno prendendo in molte”. Per l’esperta il coinvolgimento delle donne deve essere in tutti i settori e a tutti i livelli. “Sono molto scettica sul famoso tetto di cristallo”, dice Segre. “Devono avere pari opportunità e maggiore presenza non sono le donne nei consigli di amministrazione ma a tutte le donne”.

Coronavirus, ex malo bonum

In questi giorni, oltre a parlarsene molto, lo smartworking è diventato una necessità e anche le organizzazioni piu resistenti hanno cominciato a sperimentarlo nell’emergenza. Per gli oppositori a questa nuova tendenza i rischi sono tanti: da coloro che lo considerando un regresso in quanto porta all’isolamento quotidiano e alla reperibilità costante, a quelli che non lo reputano fattibile con i bambini in casa. Per Claudia Segre, invece, “ci sono innegabili vantaggi per le persone e le aziende che, almeno in parte, compenseranno i danni economici dell’epidemia. Piu produttività, benessere ed efficienza, meno assenze per motivi di conciliazione. L’occasione per tutti per accorgersene. Ex malo bonum”, conclude.


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di Maddalena Liccione

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