Europa, Fintech calamita degli investimenti

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Nel 2019 il Fintech ha rappresentato una vera e propria calamita per gli investimenti in Europa, attirando il 20% del totale e superando anche il continente asiatico. Al primo posto si confermano gli Stati Uniti. Lo rivela il report annuale di Finch Capital e Dealroom

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Le aziende europee hanno creato il doppio del valore rispetto a qualsiasi altro settore tecnologico nel continente, raggiungendo i 128 miliardi di euro

Gli investimenti europei nel settore del Fintech (5,1 miliardi di euro) hanno recentemente superato quelli del continente asiatico (2,2 miliardi)

“La prossima startup europea da più di 10 o 50 miliardi di dollari, potrebbe benissimo emergere del Fintech”, commenta Yoram Wijngaarde di Dealroom

Nel 2019 il Fintech ha rappresentato la principale categoria d’investimento in Europa, attirando il 20% del totale degli investimenti. A confermarlo è il report annuale “The State of European Fintech”, realizzato da Finch Capital in collaborazione con Dealroom.

Secondo lo studio, le aziende europee hanno creato il doppio del valore rispetto a qualsiasi altro settore tecnologico nel continente, raggiungendo i 128 miliardi di euro. Gli investimenti europei nel settore del Fintech (5,1 miliardi di euro), infatti, hanno recentemente superato il continente asiatico (2,2 miliardi), avvicinandosi così alla capolista statunitense (7,5 miliardi).

“Il Fintech ha dimostrato di essere più di una parola chiave, creando un valore di 150 miliardi di euro, innumerevoli posti di lavoro, esperienze e prodotti migliori per i consumatori europei – commenta Radboud Vlaar, socio fondatore di Finch Capital – La prossima ondata di abilitazione della tecnologia finanziaria sarà meno visibile, ma anche più preziosa, perché affronterà l’inefficienza del settore finanziario e potrà facilmente aggiungere altri 150 miliardi di euro di valore”.

Banche, pagamenti, assicurazioni, immobiliare: sono questi i trend principali in termini di investimenti tecnologici nell’ultimo decennio, che si stanno spostando sempre di più verso l’intelligenza artificiale e l’IoT. Come si evince dal report, si stima che entro il 2030 potremo assistere a una riduzione dei costi di circa un trilione di dollari attraverso l’implementazione dell’AI, che inciderà principalmente sulle attività di front, middle e back office delle società finanziarie.

“La prossima startup europea da più di 10 o 50 miliardi di dollari, potrebbe benissimo emergere del Fintech – aggiunge Yoram Wijngaarde, fondatore e ceo di Dealroom – Il termine Fintech copre un vasto spazio, dai servizi di pagamento full-stack come Adyen, alle nuove challenger bank come Monzo, alle tecnologie abilitanti come UiPath. Con così tanto successo nel settore, prevediamo di pubblicare molti altri approfondimenti nel prossimo futuro”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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