Emergenti, ecco come danno un contributo positivo al portafoglio

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Non solo diversificazione. Investire negli emergenti permette anche di raggiungere obiettivi di sostenibilità, in quanto offrono la possibilità concreta di esercitare un impatto positivo. Gli esperti di Carmignac spiegano come

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Serve uno sguardo più attento verso i mercati emergenti, per cogliere le opportunità che possono offrire, al di là delle performance azionarie, finora poco incoraggianti. Ne sono convinti gli esperti di Carmignac che li hanno analizzati da vicino, scoprendo innanzitutto come possano aumentare la diversificazione di portafoglio. “Oggi investire nei mercati emergenti equivale ad accedere al 30% dei mercati azionari mondiali e in particolare al secondo più grande mercato del mondo, la Cina. – sottolineano da Carmignac – Per gli investitori si tratta di un’effettiva fonte di diversificazione del portafoglio rispetto ai mercati più tradizionali”. Anche perché se Eurozona e Stati Uniti rischiano di entrare in una fase di recessione nei prossimi mesi, gli emergenti continuano a dare segnali incoraggianti sul piano macro, tanto che l’agenzia Standard & Poor’s ha recentemente rivisto al rialzo la stima di crescita del Pil 2022 per quest’area e la Cina a un +4,7%. 

Quello della diversificazione non è però l’unico contributo positivo, perché, secondo Carmignac, l’investimento in mercati emergenti può aiutare anche a raggiungere obiettivi di sostenibilità. “Investire in quest’area geografica rappresenta una volontà che va ben al di là del semplice obiettivo di performance finanziaria. Infatti, per via della loro situazione economica, i mercati emergenti offrono la possibilità concreta di esercitare un impatto positivo attraverso gli investimenti”. 

In altre parole, quindi, posizionarsi sugli emergenti dà contributi positivi considerevoli in ottica di investimento responsabile. Basti pensare che molti degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, come quello di sconfiggere la povertà e la fame o sviluppare l’energia pulita, riguardano soprattutto quest’area geografica. Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), la Cina e l’India sono il secondo e terzo paese più inquinante al mondo. Va da sé che la transizione energetica potrà avere successo solo con il contributo di questi paesi. “Investire nei mercati emergenti significa quindi contribuire a colmare questo ritardo economico ed extra-finanziario, attraverso gli SDG dell’Onu”, sottolineano da Carmignac. 

A livello operativo, i fondi attivi che hanno un obiettivo di investimento sostenibile e che investono nei mercati emergenti sono ancora rari: solo il 5% di questi fondi è classificato a norma dell’Articolo 9 in base al regolamento SFDR. Le strategie emergenti di Carmignac però abbracciano un approccio sostenibile, concentrandosi su una selezione di SDG pertinenti nei paesi in via di sviluppo. Un esempio? “Siano focalizzati sulla New Economy cinese, sostenuta da potenti tendenze di lungo termine che si rispecchiano in diversi SDG: miglioramento dello standard di vita, rivoluzione verde, salute e innovazione in ambito medico”.

di Valeria Panigada

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Giornalista professionista, è laureata in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. In We Wealth scrive di mercati, economia e investimenti. Conduce la trasmissione Weekly Bell.

Domande frequenti su Emergenti, ecco come danno un contributo positivo al portafoglio

Qual è il contributo principale che i mercati emergenti possono offrire a un portafoglio di investimenti, secondo gli esperti di Carmignac?

Gli esperti di Carmignac ritengono che i mercati emergenti possano aumentare la diversificazione di un portafoglio. Questo significa ridurre il rischio complessivo distribuendo gli investimenti su diverse aree geografiche e settori.

Oltre alla diversificazione, quali altre opportunità offrono i mercati emergenti, secondo l'articolo?

L'articolo suggerisce che, al di là delle performance azionarie finora poco incoraggianti, i mercati emergenti offrono opportunità da cogliere con uno sguardo più attento. Queste opportunità vanno oltre il semplice rendimento azionario.

Qual è la percentuale dei mercati azionari mondiali a cui si accede investendo nei mercati emergenti?

Investire nei mercati emergenti permette di accedere al 30% dei mercati azionari mondiali. Questo include l'accesso a mercati significativi come la Cina, il secondo più grande mercato al mondo.

Qual è la performance recente delle azioni nei mercati emergenti menzionata nell'articolo?

L'articolo fa riferimento a performance azionarie finora poco incoraggianti nei mercati emergenti. Questo suggerisce che i rendimenti recenti potrebbero non essere stati eccezionali, ma non nega il potenziale futuro.

Quale mercato specifico viene citato come esempio di accesso tramite gli investimenti nei mercati emergenti?

L'articolo cita specificamente la Cina come il secondo più grande mercato del mondo, accessibile attraverso gli investimenti nei mercati emergenti. Questo evidenzia l'importanza strategica di questa regione.

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