Crisi climatica: il boom della bicicletta non si fermerà, le previsioni

La riscoperta della bicicletta come mezzo per spostarsi è solo all’inizio. Secondo Pictet AM, infatti, si tratta di un mercato che crescerà ancora. Ecco perché

WW Snippets test

Da cenerentola dei mezzi di trasporto a posto d’onore nella nuova era di mobilità post-Covid. È la bicicletta che sta raccogliendo sempre più consensi. Se nel 2019 in Italia solo 4 persone su 100 la usavano, ora circa 25 persone su 100 la utilizzino in modo regolare (dati Legambiente, maggio 2022). Un trend in crescita che non si fermerà presto. Se infatti la spinta iniziale è arrivata dalla pandemia, che ha fatto nascere il desiderio di evitare mezzi pubblici, spesso affollati, il suo utilizzo è sostenuto oggi da diverse tendenze, tra cui una maggiore attenzione al benessere personale, una più spiccata sensibilità alle questioni ambientali e, non da ultimo, alle politiche nazionali, volte a favorire una mobilità leggera per combattere la crisi climatica.

Bicicletta, il boom non si fermerà

Il mercato delle biciclette non è mai stato completamente fermo, ma è stato soprattutto con la pandemia che la corsa ai pedali ha avuto una rapida accelerazione. Nel 2019 il mercato globale della bicicletta valeva 65,4 miliardi di dollari e l’anno successivo, nel 2020, è balzato a 97,2 miliardi di dollari, evidenziando un boom del 50%, secondo Fortune Business Insights. Ed è solo l’inizio. Le attese infatti sono per un mercato che raggiungerà circa 147,2 milioni di dollari entro il 2027. Ma l’impatto economico potrebbe essere ancora più ampio, se si considera non solo la vendita delle biciclette, ma anche il business degli accessori o l’indotto dei vari servizi, come quelli del bike sharing e del turismo ciclabile.

Anche Pictet Asset Management è di questo parere, guardando alle politiche governative incentrate sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg): i governi hanno infatti abbracciato una rivoluzione verde, ponendo sempre più attenzione alle tematiche green. E la mobilità sostenibile ne fa sicuramente parte. L’Italia, ad esempio, sta adottando diverse misure per incentivare l’uso delle biciclette: non solo con il bonus bici, ma anche grazie ai 150 milioni di euro in fondi stanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per rafforzare la mobilità ciclistica. Non solo.

Anche un’offerta sempre più ampia e variegata di modelli e soluzioni ne incentiva la domanda e l’utilizzo. Ne è un esempio la bicicletta elettrica, che permette un uso comodo anche per distanze più lunghe in città, senza la necessità di avere un allenamento alle spalle.



Clicca qui per scoprire di più

di Masterplace We Wealth

WW Snippets test

Domande frequenti su Crisi climatica: il boom della bicicletta non si fermerà, le previsioni

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in Crisi climatica: il boom della bicicletta non si fermerà, le previsioni?

Quando si investe in Crisi climatica: il boom della bicicletta non si fermerà, le previsioni, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in Crisi climatica: il boom della bicicletta non si fermerà, le previsioni con un capitale limitato?

Iniziare a investire in Crisi climatica: il boom della bicicletta non si fermerà, le previsioni con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a Crisi climatica: il boom della bicicletta non si fermerà, le previsioni?

I rischi associati a Crisi climatica: il boom della bicicletta non si fermerà, le previsioni sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per Crisi climatica: il boom della bicicletta non si fermerà, le previsioni?

Le prospettive future per Crisi climatica: il boom della bicicletta non si fermerà, le previsioni sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in Crisi climatica: il boom della bicicletta non si fermerà, le previsioni?

La valutazione della performance degli investimenti in Crisi climatica: il boom della bicicletta non si fermerà, le previsioni richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

Fai rendere di più la tua liquidità e il tuo patrimonio. Un’opportunità unica e utile ti aspetta gratuitamente.

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N. 67 – aprile 2024
Magazine 66 – marzo 2024
Guide
Design

Collezionare la nuova arte fra due millenni

INVESTIRE IN BOND CON GLI ETF

I bond sono tornati: per anni la generazione di income e la diversificazione del rischio erano state erose dal prolungat...

Dossier, Outlook e Speciali
Più dati (e tech) al servizio del wealth
Il Trust in Italia