Il problema di azioni e obbligazioni che si muovono all’unisono

La storica correlazione inversa, caratterizzante i corsi azionari ed obbligazionari, inizia a vacillare. Come trovare ancora diversificazione in portafoglio?

WW Snippets test

La storica correlazione inversa che ha caratterizzato i corsi azionari ed obbligazionari per la maggior parte del 21esimo secolo inizia a vacillare. La tendenza dei due comparti a muoversi in direzioni opposte (misurata in base ad un valore assoluto massimo di 1) ha dato modo agli investitori di costruire portafogli diversificati “ma anche di coprire parte del rischio azionario utilizzando obbligazioni ove appropriato” sottolinea George Efstathopoulos, gestore Multi Asset di Fidelity International. Ora qualcosa è cambiato.

Parte di questa inversione è legata alla fase di uscita dalla crisi pandemica, guidata da misure di stimolo senza precedenti e da un repentino rialzo del livello di inflazione statunitense.
Nel dettaglio, persiste la correlazione inversa tra azioni e obbligazioni del comparto finanziario che, nella media degli ultimi cinque anni, si attesta oltre il -0,5, mentre supera il livello di -0,4 nel dato relativo a luglio 2021.
Ancora, il movimento di equity e bond si conferma opposto per il comparto energetico (stabile oggi sulla media dell’ultimo quinquennio attorno a -0,3) e il settore industriale e dei materiali (con una correlazione per ambedue tra -0,4 e -0,3).
Il cambiamento più marcato si registra invece sulla tecnologia: la correlazione media degli ultimi cinque anni tra azioni e bond di settore è passata da quasi -0,3 a +0,2. Parimenti, i settori dei beni discrezionali e dei servizi di comunicazione, seppur minimamente correlati, si attestano oggi in territorio positivo e sopra la soglia di +0,1.

Ad alimentare il cambio di paradigma del mercato, le politiche altamente accomodanti da parte delle banche centrali, che hanno sostenuto le valutazioni delle società meglio posizionate per ottenere un ritorno su un orizzonte di medio-lungo periodo. “Più le valutazioni sono guidate da guadagni nel futuro, più diventano sensibili alle variazioni del tasso di sconto, e quindi dei rendimenti obbligazionari” spiega l’esperto. Di conseguenza, “l’aumento dei rendimenti obbligazionari (e il calo dei prezzi delle obbligazioni) potrebbe anche causare un calo dei prezzi delle azioni”. Non sorprende dunque che i tre settori in cui si registra un aumento del livello di correlazione positiva siano quelli che più hanno beneficiato del ciclo post pandemico.

Resta da vedere se l’attuale passaggio alla correlazione positiva si evolverà in una tendenza a lungo termine. “Azioni e obbligazioni che si muovono in tandem significherebbero un deterioramento della capacità di diversificare il proprio portafoglio e la perdita dei precedenti benefici di copertura”.
Si aggiunge a ciò il fatto che, storicamente, azioni e obbligazioni tendono ad andare nella stessa direzione durante i periodi di maggiore preoccupazione per l’inflazione. Il dato sull’indice de prezzi al consumo statunitense di luglio, affermatosi a rialzo sui massimi degli ultimi 13 anni (al 5,4%), va a supporto di tale tesi.

“Sebbene i tradizionali mix di azioni e obbligazioni continueranno a guidare il posizionamento di portafoglio, gli investitori potrebbero dover trovare modi alternativi per perseguire una diversificazione efficace se tali correlazioni positive persistono”. Tra le alternative citate da Efstathopoulos da prendere in considerazione ci sono l’oro, gli immobili e i private assets (sia per il debito, che per il capitale). Al contempo, le esposizioni azionarie verso quei settori ancora correlati negativamente con la componente obbligazionaria (prevalentemente finanziari ed energetici), “possono ancora essere coperte con strategie in obbligazioni”.

di Gloria Grigolon

WW Snippets test

Domande frequenti su Il problema di azioni e obbligazioni che si muovono all’unisono

Qual è il problema principale evidenziato nell'articolo?

L'articolo evidenzia la rottura della correlazione inversa storica tra azioni e obbligazioni, una dinamica che ha caratterizzato il 21esimo secolo. Questa correlazione permetteva agli investitori di diversificare i portafogli e mitigare il rischio azionario tramite le obbligazioni. La sua attenuazione crea nuove sfide per la gestione del rischio.

Come si misurava la correlazione tra azioni e obbligazioni?

La correlazione tra azioni e obbligazioni veniva misurata in base ad un valore assoluto massimo di 1. Questo valore indicava la tendenza dei due comparti a muoversi in direzioni opposte, una caratteristica utile per la diversificazione del portafoglio.

Quale beneficio traevano gli investitori dalla correlazione inversa tra azioni e obbligazioni?

La correlazione inversa consentiva agli investitori di costruire portafogli diversificati. Inoltre, permetteva di coprire parte del rischio associato agli investimenti azionari utilizzando le obbligazioni, come sottolineato da George Efstathopoulos.

Chi è George Efstathopoulos e qual è il suo ruolo?

George Efstathopoulos è un gestore Multi Asset di Fidelity Interna. Il suo ruolo è rilevante perché fornisce un punto di vista professionale sulla situazione del mercato e sulle strategie di investimento.

Qual è l'implicazione della 'vacillazione' della correlazione inversa per gli investitori?

La 'vacillazione' implica che le strategie di diversificazione e copertura del rischio basate sulla tradizionale correlazione inversa potrebbero non essere più efficaci. Gli investitori devono quindi riconsiderare le proprie strategie di allocazione degli asset e di gestione del rischio.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

Fai rendere di più la tua liquidità e il tuo patrimonio. Un’opportunità unica e utile ti aspetta gratuitamente.

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N. 67 – aprile 2024
Magazine 66 – marzo 2024
Guide
Design

Collezionare la nuova arte fra due millenni

INVESTIRE IN BOND CON GLI ETF

I bond sono tornati: per anni la generazione di income e la diversificazione del rischio erano state erose dal prolungat...

Dossier, Outlook e Speciali
Più dati (e tech) al servizio del wealth
Il Trust in Italia