In Scozia il 97% dell’energia è rinnovabile

l viaggio della Scozia verso la riduzione delle emissioni di gas serra comincia nel 2009. Ad oggi, il Paese ha un ambizioso piano: un’economia net-zero entro il 2045, cinque anni in anticipo rispetto all’Europa

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In Scozia un piano avviato nel 2011 ha reso oggi il paese quasi completamente indipendente dai combustibili fossili: manca infatti solo il 2,6% dell’energia per raggiungere il 100% della produzione da fonti rinnovabili. In Italia, la percentuale di energia derivante da fonti rinnovabili era ferma al 2018 al 17,8% dei consumi lordi totali. Ma come si è articolato il piano della Scozia? Quali passi può intraprendere l’Italia per replicarne il modello? Lo spiegano gli esperti di Pictet Asset Management.

Scozia, emissioni zero entro il 2045

Il viaggio della Scozia verso la riduzione delle emissioni di gas serra comincia nel 2009, quando il parlamento approva il Climate Change (Scotland) Act. Il testo normativo è stato successivamente emendato dal Climate Change (Emissions Reduction Targets) (Scotland) Act del 2019, modificato per rendere il piano ancor più in linea con gli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi del 2015. L’ambizioso provvedimento fissa infatti il target di zero emissioni nette di gas serra entro il 2045, cinque anni prima rispetto a quello deciso dall’Unione Europea, di fatto contribuendo al cambiamento climatico nell’arco di in una sola generazione.

Le rinnovabili generano anche migliaia di posti di lavoro

Tutto è iniziato dal comparto energetico. “Nel 2011 la Scozia generava il 37% dell’energia totale da fonti rinnovabili: gli obiettivi climatici fissati dal governo hanno permesso, in dieci anni, di fornire energia pulita a circa 7 milioni di case, dando lavoro a circa 17,700 persone e portando enormi benefici socio-economici alle comunità”. Ora, il prossimo passo è elettrificare la mobilità, che “impiega circa il 25% dell’energia utilizzata nel Paese”.
Alla Scozia non resta quindi che “chiudere l’ultima centrale a gas a Peterhead, nell’Aberdeenshire, per raggiungere il 100% della produzione di energia pulita (l’ultima centrale elettrica alimentata a carbone aveva concluso la sua attività nel 2016)”.

di Giulia Bacelle

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Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su In Scozia il 97% dell’energia è rinnovabile

Qual è l'obiettivo di emissioni zero della Scozia e quando si prevede di raggiungerlo?

La Scozia si è posta l'obiettivo di raggiungere emissioni zero entro il 2045. Questo ambizioso traguardo è supportato da un piano avviato nel 2011 che ha portato il paese a una quasi totale indipendenza dai combustibili fossili.

Qual è la percentuale attuale di energia rinnovabile in Scozia e quanto manca per raggiungere il 100%?

Attualmente, il 97% dell'energia in Scozia proviene da fonti rinnovabili. Manca solo il 2,6% per raggiungere il 100% della produzione energetica da queste fonti, dimostrando un progresso significativo.

Quali sono i benefici economici derivanti dal settore delle energie rinnovabili in Scozia?

Oltre a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, le energie rinnovabili in Scozia generano anche migliaia di posti di lavoro. Questo indica un impatto positivo sia sull'ambiente che sull'economia locale.

Come si confronta la percentuale di energia rinnovabile in Italia con quella della Scozia?

Nel 2018, la percentuale di energia derivante da fonti rinnovabili in Italia era del 17,8% dei consumi lordi totali. Questo dato evidenzia un divario significativo rispetto alla Scozia, che si avvicina al 100% di produzione da rinnovabili.

Quali sono le implicazioni per gli investitori nel settore delle energie rinnovabili, considerando il modello scozzese?

Il successo della Scozia nel raggiungere un'elevata quota di energia rinnovabile suggerisce opportunità di investimento in questo settore. Gli esperti di Pictet Asset Management spiegano come l'Italia potrebbe replicare questo modello, potenzialmente aprendo nuove prospettive finanziarie.

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