Ue, nuova stretta sulla finanza sostenibile. Cosa cambia (e per chi)

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La Commissione europea presenta un nuovo pacchetto di misure sulla finanza sostenibile. Ampliato l’elenco delle attività economiche ecosostenibili ai sensi della Tassonomia. Verso nuove regole per le agenzie di rating

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La Commissione europea ha approvato una nuova serie di criteri per la definizione delle attività economiche che contribuiscono in modo sostanziale a uno o più obiettivi ambientali non climatici, dalla protezione delle risorse idriche al controllo dell’inquinamento

Le agenzie di rating di sostenibilità che offrono servizi a investitori e imprese all’interno del territorio dell’Unione dovranno essere autorizzate e supervisionate dall’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati

Dopo i rumors circolati la scorsa settimana sulla stampa internazionale su una nuova stretta anti-greenwashing in arrivo, Bruxelles conferma. La Commissione europea ha presentato un pacchetto di misure sulla finanza verde, che non solo introduce regole chiare per le agenzie di rating specializzate nella raccolta e nell’analisi di dati sulla sostenibilità ma estende anche l’elenco delle attività economiche ecosostenibili ai sensi della Tassonomia Ue. “Intendiamo garantire che tutte le aziende possano ottenere finanziamenti per investire nella transizione”, le parole di Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione europea per un’economia al servizio delle persone. “Migliorare la coerenza del quadro di riferimento per la finanza sostenibile rappresenta la nostra priorità”, aggiunge Mairead McGuinness, commissario europeo per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’unione dei mercati dei capitali.

Tassonomia Ue: cosa cambia con le nuove regole

La Commissione europea ha approvato innanzitutto una nuova serie di criteri per la definizione delle attività economiche che contribuiscono in modo sostanziale a uno o più obiettivi ambientali non climatici, ovvero:

  • uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine;
  • transizione verso un’economia circolare;
  • prevenzione e controllo dell’inquinamento;
  • e protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

Inoltre, ha adottato una serie di modifiche all’Atto delegato sulla Tassonomia Ue per il clima, che ampliano l’elenco delle attività economiche che contribuiscono alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici (in particolare nel settore manifatturiero e nei trasporti) e chiariscono anche gli obblighi di rendicontazione cui dovranno sottostare.

 

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Bruxelles: “Nuove opportunità per gli investitori”

Nelle intenzioni di Bruxelles, l’inclusione di un maggior numero di attività economiche che coprono tutti e sei gli obiettivi ambientali e, di conseguenza, un maggior numero di settori economici, darà slancio agli investimenti sostenibili. “Definendo chiaramente ciò che è in linea con gli obiettivi ambientali dell’Ue, la Tassonomia cerca di incoraggiare le aziende a lanciare nuovi progetti e ad aggiornare quelli esistenti per soddisfare tali criteri”, scrive la Commissione. “La divulgazione da parte delle aziende delle attività allineate alla Tassonomia immetterà sul mercato informazioni sulla sostenibilità più affidabili e comparabili, a beneficio di investitori e stakeholder”.

Le novità per le agenzie di rating Esg

In risposta a quella che viene definita come una “mancanza di trasparenza” del mercato dei rating di sostenibilità, la Commissione propone poi “regole chiare” sulla prevenzione dei conflitti di interesse che “consentiranno agli investitori di prendere decisioni più informate sugli investimenti sostenibili”, si legge in una nota ufficiale. Innanzitutto, si prevede che le agenzie di rating Esg che offrono servizi a investitori e imprese all’interno del territorio dell’Unione siano autorizzate e supervisionate dall’ Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma). La proposta prevede inoltre che vengano utilizzate metodologie di rating “rigorose, sistematiche, obiettive e soggette a convalida” in modo da garantire qualità e affidabilità. Le agenzie di rating dovranno rivedere le loro metodologie su base continuativa, almeno una volta all’anno. L’Esma potrà esentare i fornitori di rating più piccoli da una serie di requisiti organizzativi; inoltre, potranno godere di un regime transitorio per i primi mesi successivi all’entrata in vigore del regolamento, in modo da facilitarne la fase iniziale di applicazione.  

Le modifiche agli atti delegati sulla Tassonomia Ue proposte dalla Commissione, una volta tradotte in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea, saranno trasmesse e sottoposte all’esame di Parlamento e Consiglio. Laddove si illuminasse la green light, si stima che entreranno in vigore a partire da gennaio 2024. Quanto invece alla proposta di regolamentazione per i fornitori di rating di sostenibilità, la Commissione avvierà ora le discussioni con Parlamento europeo e Consiglio. “Abbiamo posto le base del quadro finanziario sostenibile. Ora è il momento di costruirci sopra”, conclude McGuinness.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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