Cdp a caccia di startup green. I progetti candidabili (in 4 settori)

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Fino al 3 aprile sarà possibile partecipare alla nuova call dedicata alle startup cleantech. In palio fino a 80mila euro

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Cdp è alla ricerca di soluzioni nell’ambito delle fonti di energia alternative, dell’energia circolare, dei sistemi operativi sostenibili e delle comunità interconnesse

Le startup selezionate potranno accedere a un programma di accelerazione di cinque mesi, che avrà inizio il 12 giugno 2023

Mancano poco più di due settimane alla chiusura delle candidature del nuovo contest dedicato alle startup green. Si tratta di “Zero”, l’acceleratore lanciato da Cdp Venture Capital Sgr nel 2021 in collaborazione con Eni, LVenture Group ed Elis, che anche quest’anno è alla ricerca dei migliori innovatori in ambito cleantech. In palio un investimento fino a 80mila euro in cash per un’equity dal 5 al 10%, cinque mesi di accelerazione e l’accesso a un network di oltre 200 investitori.

L’iniziativa si rivolge a startup software con un “minimum viable product” (o “prodotto minimo funzionante”, ovvero con caratteristiche appena sufficienti per essere utilizzabile dai primi clienti, in modo che possano fornire feedback per lo sviluppo futuro del prodotto stesso) e a startup hardware con un prototipo funzionante e una roadmap definita per la produzione di massa. Le soluzioni possono rientrare in quattro settori:

  • fonti di energia alternative (nell’ambito dell’efficienza energetica, indipendenza energetica, transizione energetica, stoccaggio dell’energia, neutralità carbonica, nuove fonti di energia e idrogeno);
  • economia circolare e gestione dei rifiuti (nell’ambito per esempio della supply chain sostenibile, del green building e del miglioramento della qualità dell’acqua e dell’aria);
  • sistemi operativi sostenibili (nell’ambito della logistica intelligente, dell’analisi del ciclo di vita, sistemi previsionali del cambiamento climatico, sistemi previsionali per la sostenibilità e ottimizzazione dei processi energetici, tra gli altri);
  • comunità sostenibili e interconnesse (nell’ambito della conservazione del territorio, delle infrastrutture green, della decarbonizzazione delle città e dei trasporti e dello sviluppo sostenibile delle metropoli.


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Le startup selezionate potranno accedere a un programma di accelerazione di cinque mesi, che avrà inizio il 12 giugno 2023 e che consentirà loro di accedere a postazioni di co-working; incontri settimanali one-to-one con professionisti UX/UI, tech e marketing; e mentoring da parte di consulenti qualificati ed esperti del settore forniti dai corporate partner (Acea, Maire Tecnimont, Microsoft e Vodafone). Inoltre, potranno godere del supporto del team di accelerazione di Zero su diversi fronti – dal product management al fundraising – fino al primo round di serie A. Il programma sarà suddiviso in 11 “sprint”, ovvero periodi di due settimane in cui le startup saranno tenute a raggiungere obiettivi tecnici e di business misurabili. 

Per potersi candidare, attraverso l’application disponibile sul sito web di Zero, ogni team dovrà comporsi di almeno due membri. Al momento della compilazione della domanda, non è necessario fornire un business plan, ma è sufficiente una presentazione generale della startup. Il processo di selezione durerà otto settimane e si articolerà in due fasi: una prima fase in cui alcune startup saranno contattate per un’analisi approfondita con il team di accelerazione e una seconda fase in cui i team selezionati riceveranno un term sheet da accettare con la possibilità di accedere al selection day. La selezione finale spetterà al comitato di investimento. Founder e membri del team necessari allo sviluppo della startup dovranno dedicarsi a tempo pieno al programma di accelerazione, frequentando gli appuntamenti in presenza presso la sede di Eni Joule al Gazometro di Roma; gli altri dipendenti o collaboratori di supporto potranno partecipare part-time o da remoto. 


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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