Unicredit, semestrale record spinge l’azione in Borsa. E ora?

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Utili oltre le attese a 2,3 miliardi nel secondo trimestre, Unicredit ha rivisto al rialzo le stime per fine anno e la remunerazione degli azionisti

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“Continuando a sprigionare il grande potenziale insito nella nostra rete commerciale, abbiamo prodotto il migliore primo semestre di sempre e un eccezionale utile netto contabile relativo al secondo trimestre pari a 2,3 miliardi, in aumento del 14,9% anno su anno”, ha dichiarato l’ad di Unicredit, Andrea Orcel

Secondo Orcel, il recupero delle commissioni modererà i venti contrari sul margine d’interesse nel 2024

Unicredit ha convinto il mercato con i risultati del secondo trimestre e grazie una guidance rivista al rialzo su ricavi e remunerazione degli azionisti per il periodo 2023-2024. L’azione Unicredit è partita in forte accelerazione a Piazza Affari, ma l’esuberanza è in parte sfumata nel corso della seduta del 26 luglio: attorno alle ore 13, comunque il titolo manteneva un rialzo dell’1,3% a 22,78 euro.

L’utile netto post cedole AT1 e CASHES è stato pari a 2,1 miliardi fra aprile e giugno, in rialzo del 2,7% sul trimestre e del 16,6% sull’anno. I ricavi sono cresciuti del 24,9% annuo a 6 miliardi, beneficiando di un ulteriore incremento del margine d’interesse rispetto al precedente trimestre (+6%), a 3,5 miliardi.

Le commissioni si sono contratte, tuttavia, a 1,9 miliardi, segnando un ribasso del 4,6% rispetto al primo trimestre e dello 0,7% rispetto a un anno prima

Ad aver frenato questa componente sono stati soprattutto i risultati negativi per le polizze vita (-13% nel semestre) e nel fund e portfolio management (-8%), anche se i ricavi prodotti asset in custodia hanno avuto un balzo del 19% (anche se in assoluto valgono relativamente meno delle altre componenti). Anche il business delle assicurazioni danni e protezione ha osservato un miglioramento nel semestre, pur rappresentando solo un centinaio di milioni di ricavi, su 1,5 miliardi di commissioni generate dalle individual solutions.

La redditività rappresentata dal Rote è aumentata al 17,2% con un aumento di altri 46 punti base sul precedente trimestre. La solidità patrimoniale Cet1, nel frattempo è aumentata di altri 90 punti base; al netto di 1,5 miliardi di dividendi maturati nel primo semestre si è attestato al 16,64%.

Il rallentamento dell’economia potrebbe nei prossimi mesi mettere sotto pressione le imprese indebitate, ma, per il momento, il volume dei crediti deteriorati hanno visto un ulteriore calo: gli Npl lordi sono scesi del 3,9% sul primo trimestre a 12,1 miliardi, mentre al netto degli accantonamenti il calo è stato del 2,9% a 6,3 miliardi.

Guidance rivista al rialzo

“Sulla base del miglioramento del contesto dei tassi di interesse e delle relative ipotesi di pass-through sui depositi, di un basso costo del rischio, di un controllo strutturale dei costi e dei progressi riguardanti le ambizioni di efficienza del capitale, Unicredit ha aggiornato le proprie guidance finanziarie per il 2023, indicando un margine d’interesse netto di almeno 13,2 miliardi, ricavi netti superiori a 21,5 miliardi e un utile netto pari o superiore a 7,25 miliardi”, ha comunicato la società. Alla luce di questi progressi, figli anche di una revisione al rialzo sull’andamento dei tassi d’interesse Bce, risultata più falco del previsto, Unicredit ha incrementato gli obiettivi di remunerazione degli azionisti, fissandola ad almeno 6,5 miliardi nel 2023

Agli azionisti 6,5 miliardi nel 2023 e nel 2024

Abbiamo incrementato l’intenzione di distribuzione agli azionisti per il 2023, fissandola ad almeno 6,5 miliardi “in virtù di una generazione di capitale estremamente robusta di 210 punti base nel primo semestre”. Per il 2024, la banca italiana si prevede “che l’utile netto e la distribuzione agli azionisti saranno sostanzialmente in linea con il 2023”.

Unicredit ha sottolineato come, nonostante il positivo contesto del margine d’interesse per tutto il 2023, stiano proseguendo gli sforzi per ridurre i costi operativi: nel secondo trimestre il taglio è stato dell’1,2% annuo, a 2,3 miliardi. Nel 2024 la contrazione del margine d’interesse sarà provocata dalla possibilità di ribassi dei tassi da parte della Bce e dall’incremento del cosiddetto pass-through dei depositi, che gireranno ai risparmiatori una maggiore remunerazione sui propri depositi. L’ad di Unicredit, Andrea Orcel, ha affermato che la riduzione dei costi, il mantenimento di un costo del rischio costante e una ripresa delle commissioni, che potrebbe beneficiare di tassi più contenuti, controbilanceranno i “venti contrari” previsti sull’andamento del margine d’interesse.

“Continuando a sprigionare il grande potenziale insito nella nostra rete commerciale, abbiamo prodotto il migliore primo semestre di sempre e un eccezionale utile netto contabile relativo al secondo trimestre pari a 2,3 miliardi, in aumento del 14,9% anno su anno”, ha dichiarato Orcel, “nonostante l’incertezza sugli sviluppi macroeconomici, sappiamo di essere ben equipaggiati per il futuro grazie alla nostra chiara strategia, a un mix di business ben diversificato e al continuo miglioramento dell’efficienza operativa. L’ottima qualità dell’attivo, abbinata a prudenti overlay e a un bilancio estremamente solido, ci collocano in buona posizione per far fronte alle incertezze”.

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di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

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