Mercati azionari: come si sono mossi mese per mese

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Dal “Santa Claus Rally” al “Sell in May and go away” sono diverse le stagionalità che si dice abitino i mercati azionari. Ecco quali sono i mesi migliori e quelli peggiori

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Visualcapitalist ha prodotto un’infografica sull’andamento storico mese per mese dei mercati azionari

Il mese migliore è dicembre: nel 79% dei casi i mercati salgono, sovraperformando gli altri mesi di 19,9 punti base

Molti investitori ritengono che i mercati azionari abbiano un andamento migliore in determinati periodi dell’anno. Si tratta di superstizione o esiste effettivamente una stagionalità insita ai mercati? Un’infografica di VisualCapitalist, elaborata sui dati raccolti da Schroders, società di gestione patrimoniale britannica, ha evidenziato l’andamento storico delle borse mese per mese.  

L’analisi si basa su 31 anni di performance dei quattro principali indici azionari: FTSE 100 (azioni inglesi), MSCI World (azioni globali), S&P 500 (azioni statunitensi), Eurostoxx 50 (azioni europee). Le percentuali riportate nella tabella seguente rappresentano la frequenza storica del rialzo di questi indici in un determinato mese, tra il 1987 e il 2018.

I mesi migliori

In termini di frequenza di rialzo, dicembre è stato storicamente il mese migliore per possedere azioni. Quasi 8 volte su 10 ha infatti restituito performance positive. Ciò confermerebbe il fenomeno noto come “Santa Claus Rally”, per cui i mercati azionari si rafforzano durante le ultime settimane dell’anno. La teoria più accreditata è che le festività natalizie abbiano un effetto psicologico sugli investitori, spingendoli a comprare piuttosto che a vendere. A ciò si aggiunge il fatto che molti investitori istituzionali sono in vacanza in questo periodo, il che darebbe agli investitori retail un maggiore potere sull’imprimere una direzione al mercato.

Il secondo mese migliore è stato aprile. In questo caso diversi analisti spiegano questa tendenza con il fatto che molti investitori ricevono i rimborsi fiscali in aprile e li utilizzano per acquistare azioni. Il conseguente afflusso di liquidità spingerebbe i prezzi al rialzo. Tant’è che concentrandosi sull’S&P 500 dal 1928 in poi, l’indice statunitense ha restituito un rendimento medio dello 0,88%, valore ben superiore alla media tra tutti i mesi pari allo 0,47%.  

I mesi peggiori

I tre mesi peggiori per possedere azioni, secondo questa analisi, sono giugno, agosto e settembre. È una coincidenza che siano tutti in estate? Una teoria per la relativa debolezza della stagione estiva è che i trader istituzionali sono in vacanza. Senza l’allegria “natalizia”, tuttavia, il mercato è meno spumeggiante e la minore liquidità porta a un aumento del rischio. Che ci si creda o meno, i dati mostrano uno schema convincente. È per questo motivo che si è diffusa la frase “Sell in may and go away”.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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