Cosa succederà nel 2022? Parola agli esperti

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Dalle tensioni geopolitiche all’aumento dei tassi anche il 2022 si preannuncia un anno pieno di avvenimenti e sorprese. Ecco cosa si aspettano gli analisti

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VisualCapitalist, sito di informazione economico-finanziaria, ha analizzato centinaia di rapporti, interviste e articoli circa le aspettative degli analisti per il nuovo anno

Aggregando le previsioni di 40 fonti autorevoli, tra cui il Fmi e Goldman Sachs, la stime mediana di crescita del pil a livello globale è del 4,5%

Del domani non v’è certezza. E proprio per questo l’uomo è solito fare previsioni. La sfera di cristallo tuttavia non ce l’ha nessuno: nessuno a inizio 2020 si aspettava che una pandemia da lì a poco avrebbe cambiato il mondo; nessuno nel 2021 poteva parimenti prevedere che il mondo sarebbe stato fermato da una portacontainer incagliato nel canale di Suez. Eppure, quando si parla di economia e finanza – e si è innanzi a un nuovo anno – analisti ed esperti del settore si avventurano in previsioni che con il senno di poi da profezie diventano spesso fatti.
VisualCapitalist, sito di informazione economico finanziaria, ha passato al setaccio centinaia di rapporti, interviste e articoli e ha presentato le 25 previsioni che sono le più condivise dagli esperti all’inizio del 2022. In generale, l’umore generale sembra essere cautamente ottimista. Se non al ritmo del 2021, l’economia globale continuerà probabilmente a crescere. Aggregando le previsioni di 40 fonti autorevoli, tra cui il Fmi e Goldman Sachs, le stime mediane di crescita del pil sono del: 4,5% a livello globale, 4% per gli Usa, 4,3% per l’Eurozona e 5,3% per la Cina. Un secondo punto su cui concordano gli economisti è la stretta sulla politica monetaria, con le banche centrali che inizieranno le loro manovre di contrazione della massa monetaria già nel 2022.

2022 esperti

Lato mercati, invece gli analisti si aspettano una crescita a una sola cifra per i principali indici azionari e una volatilità crescente, con Europa e Giappone che dovrebbero essere le aree geografiche più performanti.

Tensioni geopolitiche in aumento: in tutto il mondo il quadro geopolitico è incerto. Le tensioni si sono acuite tra gli Stati Uniti e l’Iran dopo un attacco a una base militare statunitense nel sud della Siria nell’autunno del 2021. Inoltre, la tensione tra Iran e Israele ha il potenziale per intensificarsi ulteriormente nel 2022, attirando altre nazioni della regione in un conflitto. In Europa dopo l’annessione russa della Crimea, l’Ucraina permane un’area da monitorare: il Vecchio Continente dipende dal gas russo e l’Ucraina è un’area di transito chiave del gas tra i due “mondi”. Infine, per gli esperti il rischio che la Cina faccia una mossa su Taiwan è reale.

Cina, avvio in salita: all’alba del 2021, molte delle previsioni sulla Cina erano in gran parte ottimistiche, poiché il paese era entrato in una fase di recupero prima del resto del mondo. Ora, dodici mesi dopo, come la Cina deve affrontare sfide su diversi fronti, le previsioni sono all’opposto. La strategia zero-covid della Cina, che comporta ancora oggi città intere in lockdown, non sembra essere quella vincente almeno dal punto di vista dell’economia. A ciò si aggiungono la carenza d’energia, la crisi immobiliare, e le misure di regolamentazione decise di Pechino che hanno smorzato l’entusiasmo per le prospettive a breve termine del paese.

L’inflazione non fa (troppa) paura: era dagli anni ottanta che non si vedevano livelli così alti d’inflazione, almeno negli Stati Uniti. Dopo trilioni di dollari di stimoli e prestiti pandemici, l’inflazione è tornata improvvisamente sul radar – e non era “transitoria” come si desumeva dal e prime dichiarazioni delle banche centrali. Ora, andando verso il 2022, gli esperti si aspettano che i livelli di inflazione più alti del normale continuino. Tuttavia, come le pressioni sulle catene di approvvigionamento si dovrebbero allentare, i prezzi dovrebbero assestarsi a un livello più basso del 2021.

Auto, sempre più elettriche: come il cambiamento climatico domina sempre di più il dibattito pubblico, le azioni normative costringeranno le case automobilistiche a considerare il futuro dei loro modelli a combustibile fossile. Anche se gli incentivi stanno venendo lentamente ritirati in diversi mercati, le vendite di veicoli elettrici dovrebbero stabilire nuovi record quest’anno. Al contempo i metalli industriali che vengono utilizzati per le batterie come il litio e il cobalto e che sono aumentati del 477% e del 208%, rispettivamente, nel 2021, continueranno la loro corsa al rialzo.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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