Parità di genere: dobbiamo attendere il 2158?

MIN

WW Snippets test

Mi sono svegliata dando i numeri? No, il 2158 è l’anno in cui si colmerà il divario globale nella parità di genere. Altri 136 anni, se continuiamo di questo passo. 

Il Gender Equality è, oltretutto, anche il 5° del 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma di azioni per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai Governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. 

Il concetto di Sviluppo Sostenibile coniuga le aspettative di benessere e di crescita economica con il rispetto delle risorse naturali, dell’ambiente e delle persone che vi abitano e non è perciò corretto parlare di sostenibilità solo facendo riferimento all’ecologia ed alla transizione energetica. È un insieme più complesso che comprende anche la sostenibilità sociale, di cui la parità di genere è uno dei pilastri e la sostenibilità economica, ossia la capacità di un sistema economico di produrre reddito e lavoro in maniera duratura. 

E cosa c’entrano le donne? Beh, una ricerca di Robeco del 2019 ha dimostrato come la presenza di donne a diversi livelli aziendali abbia un impatto positivo sui fondamentali dell’azienda. Nello specifico si è mostrata la presenza di un rapporto positivo con la redditività aziendale quando l’impresa ha più del 20% di donne del CdA, più del 30,2% di donne a livello manageriale e più del 44,7% di donne nell’organico complessivo. 

Ma non è solo a livello micro che le donne creano una redditività più sostenibile, lo è anche a livello macro. Da uno studio di EIGE (European Institute for Gender Equality) è emerso che nei Paesi in cui si assiste ad un più rapido miglioramento dell’uguaglianza di genere, si assiste anche ad un aumento più consistente del PIL.

Pertanto, l’uguaglianza di genere è una misura politica molto importante per stimolare la crescita economica e nonostante molto sia stato fatto negli ultimi anni (basti pensare all’aumento della scolarizzazione delle ragazze a livello globale), c’è ancora molto da fare. Sì, abbiamo gioito per l’elezione di una Donna a capo del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, ma abbiamo anche assistito increduli alle vicende umilianti di cui è stata vittima la Presidente Ursula Von der Leyen (ad aprile 2021 in visita in Turchia, non era stato previsto per lei un posto a sedere tra le altre cariche presenti e a febbraio 2022 quando a Bruxelles il Ministro ugandese Odongo l’ha volutamente ignorata senza volerle offrire nemmeno una stretta di mano).

Vista la ricorrenza di oggi 8 marzo, la Giornata Internazionale delle Donne, mi sento di sottolineare la definizione di parità di genere espressa dall’ONU che la descrive come «non solo un diritto umano fondamentale, ma una base necessaria per un mondo, prospero, sostenibile e pacifico.»

E’ quel “pacifico” che oggi mi fa uno strano senso ed è proprio alle donne ucraine e russe che vorrei dedicare questa giornata, a tutte coloro che sono assenti ai tavolo di guerra, ma presenti dovunque la si subisca, già con il cuore rivolto a casa o agli uomini lasciati al fronte, all’abbraccio da ritrovare, alle città da difendere e da ricostruire.


Warning: Undefined variable $tags in /home/wedev_n84yt/webapps/staging/wp-content/themes/the-project/template-parts/content.php on line 277

di Paciarotti Cristina

WW Snippets test

Millennial Private Banker, per aiutare i giovani a gestire al meglio i loro risparmi “per” la vita ed avviarli ad una corretta educazione finanziaria.

Fai rendere di più la tua liquidità e il tuo patrimonio. Un’opportunità unica e utile ti aspetta gratuitamente.

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N. 67 – aprile 2024
Magazine 66 – marzo 2024
Guide
Design

Collezionare la nuova arte fra due millenni

INVESTIRE IN BOND CON GLI ETF

I bond sono tornati: per anni la generazione di income e la diversificazione del rischio erano state erose dal prolungat...

Dossier, Outlook e Speciali
Più dati (e tech) al servizio del wealth
Il Trust in Italia