Fondi green: perché isolare il rischio Esg in portafoglio e come

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Rocco Ciciretti dell’Università Tor Vergata spiega a We Wealth perché isolare il rischio sistematico Esg in portafoglio. E come può impattare (positivamente) sul rischio sistema

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Il rischio sistematico è la parte di rischio di portafoglio che non può essere eliminato con la diversificazione

Ciciretti: “Se non si isola quest’ultimo aspetto, si avrà a che fare con un rischio di portafoglio eterogeneo dal punto di vista Esg. Eppure il mercato continua a non farlo”

Cos’è il rischio sistematico Esg? Come impatta sul rischio sistemico? Ne parliamo con Rocco Ciciretti, professore associato di politica economica e direttore del master in finance & banking dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Qual è la differenza tra rischio sistematico e rischio sistemico?

Il rischio sistematico è quella parte di rischio di portafoglio che non può essere eliminata tramite la diversificazione. L’unica componente che può essere eliminata è il rischio idiosincratico. Il rischio sistemico, invece, è il rischio dell’intero sistema di reggere a uno shock. Quindi nel primo caso si tratta di rischio microeconomico legato alla diversificazione dei singoli portafogli. A livello di sistema, tutti questi rischi sono connessi e potrebbero rendere il sistema meno stabile, in caso di shock endogeno o esogeno.

Cosa significa quando si parla di rischio sistematico Esg?

Nella finanza classica si parla di rischio di mercato, rischio di dimensione, rischio di leva. Tutti fattori utili a comprendere se ci sono componenti sistematiche nei rendimenti di mercato e quindi nei rischi a essi connessi. Ma quando ci si riferisce a un’azione Esg, essa comporta di per sé un suo rischio sistematico Esg. Tuttavia questa componente non viene definita e, spesso, è confusa con tutte le altre. Invece isolando e misurando la componente Esg sistematica si può scoprire quanta parte del rendimento e del rischio dipende da questo specifico fattore. Un portafoglio avrà, come anticipato, un rischio di mercato, di dimensione (se investe in azioni piccole o grandi), di leva (se investe in azioni growth o value) e di Esg (se investe in azioni con alta o bassa Esg). Il mercato, come tuttavia anticipato, spesso non misura correttamente la componente sistematica Esg.

In che modo la somma dei singoli rischi sistematici Esg impatta sul rischio sistemico?

Analizzando un campione di fondi sostenibili, con più o meno elevati punteggi Esg, abbiamo dimostrato come fare Esg stabilizza il sistema soprattutto se lo si fa tramite azioni con alti punteggi Esg. In altre parole, quando i fondi hanno in portafoglio azioni con elevati punteggi Esg, isolando e misurando la componente sistematica, si riduce il rischio sistemico dovuto a shock esogeno o endogeno. Questo a beneficio non solo di chi detiene fondi Esg ma di tutto il sistema. 

Come isolare il rischio sistematico Esg nei portafogli?

Creando dei portafogli in cui le azioni sono raggruppate con alta e bassa Esg. La differenza dei rendimenti medi di questi due gruppi determina il valore del fattore Esg. Non vendere un prodotto indicando l’Esg medio di portafoglio, ma definendo quanto rischio sistematico contiene. Questa è la pratica a cui bisognerebbe tendere.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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