Nuove imprese: come ottenere l’incentivo per donne e under35

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Riaperto lo sportello per la presentazione delle domande relative all’incentivo “Oltre Nuove imprese a tasso zero”. Ecco a chi si rivolge. E cosa finanzia

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“Oltre Nuove imprese a tasso zero” punta a supportare le micro e piccole imprese composte principalmente da under35 e donne di tutte le età

In caso di aziende costituite da non oltre 36 mesi, la soglia di spesa non potrà superare i 1.500.000 euro

Ha riaperto alle ore 12 del 24 marzo lo sportello per la presentazione delle domande relative a “Oltre Nuove imprese a tasso zero”, l’incentivo che punta a supportare le micro e piccole imprese composte principalmente da under35 e donne di tutte le età. Una misura, tra l’altro, che può contare oggi su un tesoretto pari a 150 milioni di euro. E che, nelle parole del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, sosterrà coloro che intendono “avviare nuove attività imprenditoriali e realizzare progetti innovativi”.
Come precisato dal Mise in una nota e anticipato in apertura, l’incentivo si rivolge alle micro e piccole imprese costituite da non oltre 60 mesi dalla data di presentazione della richiesta e che vantano oltre la metà dei soci e delle quote di partecipazione in mano a soggetti con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni o donne di qualsiasi età. Ma anche alle persone fisiche che desiderano avviare una nuova impresa, purché forniscano la documentazione necessaria a dimostrare l’avvenuta costituzione nei termini stabiliti.

I programmi d’investimento dovranno riguardare quattro settori in particolare:

  • produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione di prodotti agricoli;
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone (inclusi quelli relativi all’innovazione sociale);
  • commercio di beni e servizi;
  • turismo (incluse le attività turistico-culturali volte alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, e le attività volte al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza).

Quanto alle aziende costituite da non oltre 36 mesi, la soglia di spesa non potrà superare i 1.500.000 euro; per quelle costituite da oltre 36 mesi ma da non più di 60 mesi, invece, non potrà superare i 3.000.000 euro.

Si tratta nel dettaglio di finanziamenti agevolati a tasso zero della durata massima di 10 anni o di contributi a fondo perduto per un importo che non vada oltre il 90% della spesa ammissibile. Nel caso di aziende costituite da non oltre 36 mesi, “il contributo a fondo perduto è riconosciuto, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, in misura pari al 20% delle spese relative a macchinari, impianti e attrezzature, programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, brevetti e licenze d’uso”, si legge sul sito del Mise. Per quelle costituite da non più di 60 mesi, invece, risulta pari “al 15% delle spese relative a macchinari, impianti e attrezzature, programmi informatici, brevetti, licenze e marchi”. Laddove le risorse relative ai contributi a fondo perduto risultino esaurite, le imprese potranno usufruire dell’agevolazione unicamente sotto forma di finanziamento agevolato.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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