Banche: per i millennial il conto è più salato

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Secondo un nuovo sondaggio condotto da YouGov per Bankrate, i millennial pagano in media 16 dollari al mese in commissioni bancarie. Una cifra sostanziosa se si considerano i quattro dollari della Generazione X e i due dollari dei baby boomer

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Il 47% dei componenti della Generazione Z dichiara di sborsare denaro ogni mese in commissioni bancarie mensili a fronte del 35% dei millennial, il 19% della Generazione X e il 15% dei baby boomer

Eppure, preferiscono restare fedeli alla propria banca piuttosto che passare a un nuovo istituto che riserverebbe loro commissioni inferiori o potenziali vantaggi aggiuntivi. Le ragioni sono diverse ma in gran parte legate alla comodità

I millennial spendono molto di più in commissioni bancarie rispetto alle generazioni più anziane. Almeno negli Stati Uniti. Secondo un nuovo sondaggio condotto a inizio dicembre da YouGov per Bankrate su un campione di 2.725 adulti (di cui 2.181 posseggono un conto corrente e 1.720 un conto deposito), i giovani con un’età compresa tra i 26 e i 41 anni pagano in media 16 dollari al mese tra spese di servizio, commissioni sui prelievi e sullo scoperto. Per i giovanissimi della Generazione Z (con un’età compresa tra i 18 e i 25 anni) si parla di 19 dollari. Una cifra sostanziosa se si considerano i quattro dollari della Generazione X (tra i 42 e i 57 anni) e i due dollari dei baby boomer (tra i 58 e i 76 anni).
Il 47% dei componenti della Generazione Z, inoltre, dichiara di sborsare denaro ogni mese a fronte del 35% dei millennial, il 19% della Generazione X e il 15% dei baby boomer. Eppure, preferiscono restare fedeli alla propria banca piuttosto che passare a un nuovo istituto che riserverebbe loro commissioni inferiori o potenziali vantaggi aggiuntivi. In generale, rivela lo studio, gli statunitensi affermano di aver utilizzato lo stesso conto corrente per 17,75 anni e lo stesso conto deposito per 16,69 anni.
Le ragioni sono diverse ma in gran parte legate alla comodità. Circa il 17% degli intervistati afferma che il motivo per cui decide di mantenere il proprio conto corrente o il proprio conto deposito è legato al fatto che si tratta del conto “che ha sempre avuto”, mentre una quota più contenuta (14%) ammette di essere soddisfatto del servizio clienti. Ma la ragione numero uno della fedeltà al conto corrente resta il prezzo, con quasi un quarto degli intervistati che cita commissioni mensili basse o nulle. Risultati che coincidono anche con precedenti studi. Un’indagine di Bankrate del mese di ottobre, infatti, ha rilevato come il 48% dei conti correnti senza interessi siano gratuiti; la percentuale più elevata dal 2010. Secondo i ricercatori, il punto è i consumatori hanno creduto talmente a lungo che cambiare banca fosse “così fastidioso” da decidere di evitare a priori di “affrontare il calvario”.

Oggi, inoltre, il 76% degli intervistati dichiara di non pagare nulla in termini di canoni mensili. E, tra chi paga, il costo medio è salito a 32,13 dollari al mese. “È incoraggiante vedere che così tanti americani evitano inutili commissioni mensili sui conti correnti”, osserva Mark Hamrick, senior economic analyst di Bankrate. “D’altra parte coloro che pagano in media più di 32 dollari al mese spendono quasi 400 dollari all’anno che potrebbero essere utilizzati per scopi più produttivi come i risparmi o gli investimenti”, aggiunge. Quanto ai giovanissimi, conclude, si trovano oggi “all’inizio dei loro percorsi di carriera e focalizzano la loro attenzione su obiettivi finanziari più ampi. Se dedicassero un po’ della loro attenzione al cercare di evitare o ridurre questi costi, otterrebbero un buon ritorno”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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