Dove andranno i mercati? 4 scenari per 4 idee d’investimento

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Stagflazione, slump, soft landing e reflazione: per Ubs Wealth Management quattro sono i possibili scenari che attendono i mercati da qua a fine anno

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Il Chief Investment Office di Ubs Wealth Management ha pubblicato un’analisi sugli scenari di mercato che si potrebbero verificare nei prossimi mesi

Lo scenario più probabile è il soft landing (40%), seguito da slump (30%), stagflazione (20%) e reflazione (10%)

A seconda dello scenario che si realizzerà l’S&P 500 potrebbe trovarsi a 3300 punti (slump) come a 4500 punti (reflazione)

Con la volatilità che non sembra intenzionata a stabilizzarsi e alcuni indici azionari entrati in un mercato orso, l’incertezza regna sovrana nei corridoi di Wall Street. Dove saranno i mercati a fine anno? Ubs Wealth Management ha analizzato i quattro diversi scenari che potrebbero verificarsi nei prossimi mesi, evidenziando per ognuno di questi quali sono i movimenti dei mercati più probabili e le migliori idee d’investimento.

Stagflazione

Situazione di un’economia che soffre contemporaneamente di un’elevata inflazione e di una crescita bassa e nulla. In questo scenario i timori che la Fed rimanga “dietro la curva” sull’inflazione continueranno a dominare i mercati, facendo salire i rendimenti obbligazionari e rendendo le azioni meno interessanti.

  • Azioni e obbligazioni ancora giù
  • S&P 500: 3.300
  • Rendimento USA a 10 anni: 4%
  • Probabilità: 20%

Se sarà stagflazione, Ubs Wealth Management consiglia innanzitutto di attuare una strategia per soddisfare 3/5 anni di esigenze di flusso di cassa, composta da una combinazione di liquidità, obbligazioni e investimenti strutturati. Gli hedge fund poi, dati i tempi di elevate correlazioni tra i mercati azionari e obbligazionari, sono un ottimo strumento per diversificare. In particolare quelli che seguono le strategie macro sono progettati per ottenere buoni risultati in scenari di recessione.  

Slump


Fase di un ciclo economico che segue alla crisi, caratterizzata da depressione delle attività e prezzi bassi. Un calo significativo della domanda comporterebbe una forte riduzione della crescita e dell’inflazione, con gli investitori che inizierebbero a prevedere un calo significativo degli utili societari, innescando un ribasso sui mercati azionari. La Fed prenderebbe allora in considerazione la possibilità di tagliare i tassi d’interesse, sostenendo i prezzi delle obbligazioni.

  • Obbligazioni su, azioni giù
  • S&P500: 3.300
  • Rendimento del decennale USA: 1,5%.
  • Probabilità: 30%

 

In questo scenario la strategia migliore di portafoglio è quella di aumentare l’esposizione a titoli difensivi, come quello sanitario, e di qualità. Inoltre si raccomandano le strategie a capitale protetto possono consentire agli investitori di sfruttare la volatilità a proprio favore e di mitigare i potenziali rischi di ribasso in caso di flessione dei mercati azionari. Lato reddito fisso è da prediligere il credito “resiliente”.

Soft Landing

 

Termine che letteralmente significa “atterraggio morbido” e con cui si indica un rallentamento del mercato e dell’economia che comunque continua la sua fase di crescita seppur a ritmi più lenti. In questo scenario, l’inflazione rimane elevata, ma gli investitori si convincono che è sotto controllo e i rendimenti obbligazionari non salgono. Le aspettative sugli utili societari non prevedono né una crescita né un calo significativo e i titoli azionari registrano un modesto rialzo.

  • Modesta ripresa dei titoli azionari
  • S&P500: 3.900
  • Rendimento USA a 10 anni: 3,25%
  • Probabilità: 40%

 

I titoli da preferire in caso di soft landing secondo Ubs Wealth Management sono i value, che tendono a sovraperformare quando l’inflazione è superiore al 3%. Utili societari resilienti sarebbero particolarmente favorevoli ai titoli del settore energetico e finanziario. Un tema d’investimento interessante in questo contesto è la security. Con il protrarsi della guerra in Ucraina, i governi e le imprese si stanno adattando alla nuova era della sicurezza, in termini di energia, informatica e alimentare.

 

Reflazione

 

Moderata inflazione successiva alla deflazione, innescata dalla iniezione di una maggior quantità di moneta e che si accompagna solitamente a una ripresa economica. Questo scenario meno probabile degli altri si realizzerebbe al verificarsi di una combinazione di fattori: calo dell’inflazione, fine della guerra in Ucraina, fine delle politiche zero-covid in Cina e aumento della partecipazione alla forza lavoro. Se così fosse, aumenterebbe la propensione al rischio degli investitori e i titoli azionari andrebbero al rialzo.

 

  • Forte rally azionario
  • S&P500: 4.500
  • Rendimento a 10 anni degli Stati Uniti: 3%
  • Probabilità: 10%

L’attenuazione delle preoccupazioni del mercato per l’inflazione potrebbe innescare un rally dei titoli growth. In particolare, nel lungo periodo le valutazioni più interessanti sono quelle delle società operanti nell’automazione e nella robotica e in generale le società tech cinesi. Anche i mercati privati offrono interessanti opportunità: investire in private equity dopo i ribassi dei mercati pubblici è storicamente associato a forti rendimenti


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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