“Una spinta gentile” per ottimizzare le scelte di portafoglio

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Perché conoscere i principi della finanza comportamentale può facilitare il processo decisionale: tre considerazioni da tenere a mente

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A volte una spinta gentile riesce a far arrivare ad un obiettivo –  che può avere risvolti positivi sia a livello individuale che collettivo – più facilmente di una norma pressante. Lo insegna l’esperienza ma c’è anche chi ha spiegato dal punto di vista teorico perché dietro alcune scelteanche quelle in campo economico e finanziario che si vorrebbero esclusivamente razionali – ci sono fattori irrazionali. È il vasto campo dell’economia e della finanza comportamentale e per comprenderne meglio i meccanismi di base occorre, quindi, sconfinare in discipline come psicologia e le neuroscienze in generale. Cercare di integrare alcune evidenze di queste diverse discipline nell’attività di un consulente finanziario può portare più facilmente alla soluzione più idonea per un cliente.

Ad esempio presentare le opzioni a disposizione in maniera tale che vengano accolte le migliori, senza limitare la effettiva possibilità di scelta, è alla base della teoria dei nudge o “spinta gentile” elaborata dall’economista USA e premio Nobel Richard Thaler. E un altro grande contributo in questo ambito è quello di Daniel Kahneman, psicologo insignito del premio Nobel per l’economia “per avere integrato risultati della ricerca psicologica nella scienza economica, specialmente in merito al giudizio umano e alla teoria delle decisioni in condizioni d’incertezza”. Si tratta di teorie molto articolate e da cui si può imparare tanto su come vengono effettuate le scelte tra l’incertezza e l’irrazionalità a cui nessuno è veramente immune: in questa sede, però, ci limiteremo a fare qualche esempio concreto sull’influenza derivante dall’emotività e dalla razionalità nelle scelte finanziarie. 

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Programmare gli investimenti e gestire l’emotività 

In linea di massima non è una soluzione ottimale tenere parcheggiata una grande liquidità per lungo tempo per poi decidere di investire tutto in una volta. È un comportamento più diffuso di quello che si crede. Il confronto con un consulente finanziario che ha analizzato le specifiche esigenze del cliente può prospettare soluzioni più adeguate, come quelle di programmare flussi di investimenti nel tempo, compatibili con la capacità di risparmio e con il profilo rischio-rendimento. In questo modo l’emotività ha un impatto meno dirompente sulle scelte finali. Programmare un piano di investimenti in maniera sistematica permette, infatti, di valutare investimenti anche in fasi di ribasso dei mercati e di cogliere opportunità che, altrimenti, sarebbero state scartate solo per ragioni emotive.   

Il fai da te e l’eccesso di confidenza

È difficile padroneggiare tutte le informazioni necessarie per comporre un portafogli di investimento equilibrato. Di conseguenza l’emotività può giocare un ruolo importante sulle scelte finali cercando, più o meno consciamente, delle scorciatoie mentali. Si può essere, ad esempio, troppo confidenti nelle proprie capacità di selezionare gli investimenti presenti sul mercato, senza considerare che si è magari beneficiato solo di un momento positivo del mercato. Confrontarsi con un esperto permette di gestire le scelte di investimento con un approccio professionale e facilita il raggiungimento di soluzioni più in linea con le situazioni personali. 

I cassetti mentali: rischi e opportunità

Ragionare per cassetti mentali può essere un vantaggio ma può presentare anche delle criticità; quest’ultima si può verificare quando trattiamo il denaro in maniera diversa a seconda della sua provenienza. Per semplificare: 1000 euro vinti alla lotteria avranno un valore diverso rispetto a 1000 euro guadagnati con il proprio lavoro. Così sarà più facile spendere i primi in qualcosa che non prenderemmo neanche in considerazione se dovessimo spendere i soldi guadagnati lavorando.  Assegnare, invece, degli obiettivi concreti ai propri risparmi (come fare studiare i figli all’estero, acquistare una casa al mare o andare in pensione presto) aiuta dare le priorità più corrette alle proprie scelte finanziarie e a contenere gli sprechi.

In conclusione, l’emotività rischia di danneggiare gli investitori più dell’andamento dei mercati: per questo conoscerla e gestirla può essere molto utile

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di Roberta Moretti

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Le emozioni guidano nelle scelte d’investimento, il mio obiettivo è di aiutare a governarle

Nella vita come nel lavoro quello che mi contraddistingue è l’equilibrio, per ottenere il quale impiego razionalità, determinazione, saggezza e forza. Il tempo è il fattore che allinea tutto il resto!

Nel 1996 una persona mi disse: ”La professione del promotore finanziario in Banca Fideuram, secondo me è adatta per te perché ti piace parlare con le persone, ti piace l’indipendenza e odi le ingiustizie, ma soprattutto, perché è la professione delle donne. Provala!” Dopo 20 anni penso ancora di essere stata fortunata ad avere avuto mio padre come mentore.

Nella mia professione voglio accompagnarti nel tuo cammino finanziario per aiutarti a realizzare i tuoi sogni.

Il tempo è un elemento fondamentale in tanti aspetti della vita quindi anche nell’ambito finanziario.

Ci vogliono nove mesi per nascere.

Ci vuole tempo per creare la fiducia che sta alla base dei rapporti umani.

Ci vuole tempo per conoscere le nostre emozioni e per capire che, se si vuole, si possono governare.

Ci vuole tempo per avere dei risultati finanziari che durino.

Soprattutto in questo momento, dove sembra che il tempo non basti mai, io con la mia professione posso aiutarti a trovarlo.

Mi rivolgo ai giovani per aiutarli a creare un capitale, alle famiglie per focalizzare i loro obiettivi, ai meno giovani per godere del loro patrimonio.
Ascoltando le esigenze di ognuno, individuo soluzioni finanziarie, elaboro strategie d’investimento e, nel tempo verifico, che gli obiettivi siano raggiunti, assistendo ciascuno nelle varie fasi di mercato.

Il bello di questo lavoro è di stare in contatto con tante persone.

Quello che ancora mi stupisce ogni giorno, è il rapporto personale che ognuno di noi ha con il denaro.

Mi piace pensare che nel mio lavoro io riesca a trasferire la passione che stranamente si può trovare nel mondo finanziario.

Ho sempre amato studiare, continuo ancora a farlo e credo nell’educazione finanziaria come elemento basilare per preservare i miei clienti da errori comuni, facilmente evitabili.

I valori che porto avanti nella mia vita, come nel lavoro, sono: la famiglia, la coerenza, l’etica, l’impegno e la condivisione.

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