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La quota di coloro che si attendono un peggioramento della situazione economia generale e del mercato del lavoro è calata di oltre 10 punti percentuali
Un terzo delle famiglie dichiara di aver messo da parte qualche risparmio dall’inizio della crisi. Una quota che cresce in riferimento ai nuclei il cui capofamiglia è laureato
Intanto, rispetto alla rilevazione di aprile, cala il numero di coloro che affermano di aver ridotto le spese per alberghi, bar e ristoranti rispetto al periodo pre-covid (-15%) sebbene si tratti ancora di una quota elevata (71%). A congelare in parte la spesa restano i timori del contagio, mentre si riduce il peso delle misure di contenimento “con il venire meno delle restrizioni a partire dalla primavera”, spiega l’istituto guidato da Ignazio Visco. Ciononostante, permane una “certa cautela nelle attese di spesa a tre mesi, in particolare tra le famiglie con maggiori difficoltà economiche e tra quelle che nel mese precedente l’intervista hanno percepito un reddito più basso rispetto a prima della pandemia”.
A tal proposito, due terzi delle famiglie hanno dichiarato che tra fine agosto e inizio settembre la campagna vaccinale era in fase di miglioramento o restava comunque in linea rispetto alle attese. Al punto che il 64% degli intervistati ha rivelato che “avrebbe riportato la propria spesa per alberghi, bar e ristoranti almeno ai livelli precedenti l’emergenza sanitaria se i tre quarti della popolazione italiana avessero completato il ciclo vaccinale”, scrivono i ricercatori. Una percentuale che va oltre l’80% per le famiglie che affermano di arrivare facilmente alla fine del mese, mentre scivola sotto il 60% per quelle che soffrono difficoltà economiche.

