È successo a un imprenditore cinese, vistosi calare il valore delle sue azioni dopo aver postato su un social simile a Twitter qualche strofa di un’antica poesia del suo Paese
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Il nome di Wang Xing in occidente non ricorda molto. In Cina invece è notissimo: è il proprietario della maggiore piattaforma di food delivery, Meituan, uno degli uomini più ricchi del Paese di Mezzo. Da lunedì 17/5 però, è meno ricco di 2,1 miliardi di dollari: la sua fortuna vale adesso “solo” 18,8 miliardi. Come mai? Le azioni della sua azienda sono calate del 14% alla Borsa di Hong Kong in seguito a un suo post su Fanfou, la Twitter cinese. E cosa conteneva mai questo messaggio sciagurato? Una poesia di 1000 anni fa del poeta Zhang Jie.
I versi postati costituivano un attacco alla dinastia dell’imperatore Tang. La sola possibilità che per analogia potessero nascondere una critica a Xi Jin Ping hanno spinto gli investitori al sell off delle azioni di Meituan. L’episodio fa ben capire il gelo e il terrore che è calato sul settore tech in seguito alla vicenda Jack Ma, “cancellato” dal regime perché dotato di una personalità troppo ingombrante e multato 2,8 miliardi di dollari per abuso di posizione dominante nel mese di aprile. Senza contare la perdita di 37 miliardi lo scorso novembre 2020 a causa del blocco della Ipo della Sua Ant Financial da parte di Pechino.
Gli osservatori ravvisano un parallelismo fra il cambio di fortuna di Jack Ma e quello di Wang Xing. Anche il patron di Meituan rischia infatti una multa dall’autorità antitrust cinese per abuso di posizione dominante (1,8 miliardi di dollari, in caso di giudizio negativo). Come Ma, evidentemente Wang è sotto i riflettori da molto, e ogni sua mossa vista attraverso la lente del regime.
Wang si è affrettato a spiegare che la poesia (la stessa che declamava Mao prima di prendere il potere) era riferita ai suoi rivali commerciali. Ironia della sorte, la piattaforma Fanfou era stata fondata da Wang nel 2007. Subito si era imposta all’attenzione delle autorità governative per il suo scambio di idee “troppo libero”, ed era stata oscurata nel 2009. La rimessa online era poi avvenuta in un formato molto “controllato” e destinato solo ai primi utenti.
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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione
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