Le banche europee scongelano i dividendi? Bce divisa

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Una delle immeditate conseguenze della crisi pandemica è stata il blocco del pagamento dei dividendi bancari. Una situazione di congelamento che va avanti da nove mesi, a tutto danno dell’appetibilità dei titoli bancari. Ora, i regolatori europei potrebbero allentare i limiti

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Era marzo 2020 quando la Bce «consigliava» alle banche dell’eurozona di congelare la distribuzione dei dividendi

Sono in corso colloqui per allentare queste misure restrittive, fra timori di rendere vulnerabili le banche e tentativi di richiamo degli investitori in azioni bancarie

La notizia è che a decidere sullo sblocco dei dividendi bancari europei (per la gioia degli azionisti) saranno in due: il consiglio di vigilanza di Andrea Enria e il consiglio del rischio sistemico europeo (Esrb) di Christine Lagarde. Un doppio canale decisionale che impensierisce gli osservatori. Era marzo 2020 quando la Bce «consigliava» alle banche dell’eurozona di congelare la distribuzione dei dividendi e il riacquisto di azioni proprie. L’unico modo per mettere al sicuro 30 miliardi di patrimonio in vista del dilagare della crisi pandemica.

Le banche europee al varco dei dividendi

Oggi, a distanza di nove mesi, quel suggerimento di prudenza sembra apprestarsi ad alleggerirsi. Il consiglio di sorveglianza dell’Eurotower sta valutando di allentare le direttive alle 117 banche nel suo perimetro d’osservazione. Secondo quanto riporta il FT, gli incontri dei funzionari in corso farebbero seguito alla recente decisione della Bank of England di rimuovere i limiti alla distribuzione dei dividendi da parte delle banche britanniche. Secondo fonti informate dei fatti però, l’approccio della Ecb resterebbe più severo, a dispetto della pressione delle banche più solide, desiderose di procedere al pagamento dei dividendi. È lo stesso Andrea Enria infatti ad ammonire che la bomba dei crediti cattivi (npl e utp) prossima ad esplodere nel sistema bancario si aggira intorno ai 1400 miliardi di euro. Un dilemma, quello fra protezione patrimoniale delle banche e loro appetibilità per i mercati, che si fa sempre più stringente.

Imparare a camminare senza l’aiuto dello Stato

Potrebbe essere la giornata di martedì 15/12/2020 a rivelare maggiori dettagli sulle decisioni di Francoforte. I regolatori sono divisi fra due esigenze: quella di garantire la remunerazione degli azionisti e l’altra di non allentare le cinghie di sicurezza troppo presto. Le garanzie statali non saranno eterne, e gli istituti di credito dovranno essere in grado di camminare senza reti di protezione. Chi preme per il pagamento dei dividendi sostiene che le banche europee si sono affacciate alla crisi covid molto più solide di quanto non fossero nell’ormai lontano 2008. Inoltre, il blocco alla distribuzione degli utili sta comportando un allontanamento degli investitori da tutto il comparto bancario: l’indice Euro Stoxx dei bancari è sceso del 22% quest’anno.

Stanti queste premesse, è possibile che la Banca centrale europea consenta una distribuzione degli utili a quegli istituti sufficientemente patrimonializzati da poter far fronte anche alla prevista ondata di npl e affini in arrivo nel 2021. Secondo fonti, potrebbe essere che l’Ecb limiti i pagamenti al maggiore fra il 10 e il 20 per cento dei profitti bancari.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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